Cerca nei soffi di pensieri

La vera essenza

06.07.2004

E notte inoltrata,
la gente a quest'ora è chiusa nelle proprie case a dormrie.
Sicuri nelle proprie dimore che non si muovono
da dove i costruttori l'hanno ubicata.
Una vita intera a dormire, sognare per poi
risvegliarsi nella quotidianità che uccide i ribelli
e rinvigorisce le persone ordinarie.
Una vita a sorridere: oppure si tratta di uno
spasmo muscolare contratto dalla società
da noi esseri superficiali dotati di occhi ciechi
Siamo non vedenti, attorno a noi ci sono
zombie che camminano per strada.
La loro pelle si stacca, va in frantumi così come
il loro cuore lo è già.
Ma gli zombie camminano e sono con noi,
tra di noi, si mescolano nella massa di ciechi.
Inganno, illusione: non è vita.
Siamo destinati a trascinarci verso l'ignoto,
la corrente di eventi ci trasporta verso cosa
verso chi,...
forse solo una mente suprema può rispondere.
Ma esiste una mente suprema?
Domande,
risposte,
diomande,
vuoti
domande,
punti interrogativi,
domande e domande.
Una vita che ci stringe come una catena,
catena composta di anelli,
anelli uniti da punti interrogativi.
Stupido piccolo uomo che vuole
maneggiare la catena della vita
stupido piccolo uomo che si ritrova
con le mani legati dalla sua stessa catena.
Uno schiavo di se stesso,
uno schiavo delle sue domande.
I vegetali vivono più felici e liberi,
il pensiero non gli ostacola il respiro.
Loro vegetano sapendo di essere lì
senza un perché.
Altri stupidi uomini vegetano perché si
domandono troppi perché.
Mondo popolato da formiche impazzite
api che ronzano e
pungono superfici innocenti,
silenzi che disturbano,
urla che si mescolano nel caos del giorno.
Cancellare ogni influenza esterna per aprire
la porta delle vere percezioni,
eliminare le sostanze che "loro" ci vogliono
iniettare nel nostra anima e organismo,
"loro" le persone del sistema corrotto.
I registi della vita che non sembra appartenerci.
Siamo burattini legati a fili invisibili,
lasciamoci andare,
l'illusione è eccezione,
un allucinazione può distorcere la sagoma da burattino
ma i fili non vengono tagliati da mani invisibili.
Piccoli stupidi uomini che credono all'evasione
della realtà, dove si trova quella maledetta porta
dove
uomini liberi corrono senza alcun inganno.
Ci deve essere.
E nascosta, qualcuno l'ha resa piccola...
e la chiave dov'è.
Forse non c'è bisogno una chiave per aprirla:
un'altra invenzione dei piccoli uomini.
Una vita a cercare la porta che ci ospita
nel mondo dell'essenza, dell'essenziale.
Noi stupidi uomini ci distruggiamo, vogliamo
slegare i nodi che affliggono la catena.
Ci impastiamo le mani
come bambini maldestri,
mani che non torneranno più piulite.
Ma la porta è così nascosta bene che forse
l'abbiamo mangiata.
Mondo affamato e cieco,
noi assimiliamo e divoriamo tutto ciò che i registi
della vita proiettano e ci lasciamo
sballottare al ritmo dell'insensatezza.
Mangiatori di fuoco che sputano
il fuoco
della vita,
abbiamo mangiato e divorato
l'essenza della vita senza accorgercene.
Ora non ci resta altro che tirare lo sciacquone.
Già,
la vera essenza
è
la merda
che produciamo.

Sospesa nel nulla

27.10.2007

Non appartenere a niente e a nessuno
Sentirsi sospesa tra il mondo ed il nulla
Non percepire il frastuono del mondo
perché il mondo è lontano da te
Volare al di sopra o al di sotto di
tutto perché non riesci a situarti
con precisione.
Bocche che
si aprono e
chiudono,
occhi che
scrutano
risate
sorrisi
gioia e
tristezza.
Sospesa
tra
il mondo ed il
nulla.
Sono un
embrione in
attesa di
nascere.

Vivo

Indisturbatamente
vivo.
Spensieratamente
penso.
Lentamente
riemergo.
Immancabilmente
rifletto.
Stancamente
mi sveglio.
Felicemente
riposo.

Dominio indemoniato

Che casino che sto facendo con questo blog...andava benissimo avevo il dominio personalizzato ed ora invece ho mandato tutto all'aria. Sembra quasi che io lo faccia apposta ogni volta..in qualsiasi situazioni si presenti. Quando va bene io faccio di tutta per rimescolare le carte in tavola ritrovarmi nelle emme. Ora non è una tragedia il fatto che ora non ho più il dominio del blog (che ho pagato) solo mi sto incasinando per attivarne uno nuovo. Ora ho comprato il dominio www.pattyio.com che prontamente non funziona. E mi viene un gran nervoso.
A parte questa cosa che devo assolutametne sistemare...oggi è stata una giornata bruttissima. Mi auguro che ben presto riesca a respirare un pò di positività perché così non va davvero bene.
Domani si lavora...che noia. Sarà pure un'orrenda giornata e non prevederò molti aerei svolazzanti e quindi non ci sarà molto lavoro...
Stasera ho deciso di guardarmi un film giusto per rilassare la mente che a furia di pensare sta andando in corto circuito e poi mi rendo conto di stare esagerando con il computer. Sto troppo tempo davanti a questo schermo. E al mattino mi sveglio che ho un grande mal di testa. Mi sembra di aver spruzzato molte parole negative stasera d'altronde così è come mi sento e quindi perché fingere anche qui?
Trascrivo qui una poesia, una riflessione che non so nemmeno chi sia l'autore..ricordo che il mio prof di francese ci aveva segnalato questa poesia e io me l'ero annotata perché mi ha colpito:

Et si on m'aime pour ma
beauté, pour mon
intelligence m'aime ton
vraiment?

Non puisque je peux perdre
ces qualités là, sans me
perdre moi-même.

Ou est donc ce moi qu'on
aime, s'il n'est dans corps ni
dans l'âme.

On n'aime donc jamais
personne mais seulment des
qualités.

Profumo di morte

04.08.2004
Una rosa morta.
Una rosa stanca di essere ammirata.
Stanca di essere rosa.
Destinata a non scomparire.
Destinata ad essere concessa
ad un'innamorata.
Petali non più luminosi
e vivi di colore,
gambo appassito e
debole
ma c'è qualcosa in quella
rosa morta
che mi rende perplessa
circa la sua morte.
Il profumo.
Perché non cessa di profumare
se ormai la sua vita
le è stata strappata?
Vuole forse
tornare in vita?
O forse il mondo vegetale
è molto più generoso
del mondo umano e
attraverso il profumo
desidera regalare
all'innamorata
la sua essenza
anche da
morta.

Lentamente..

Fonte: Pablo Neruda

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giornogli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica,chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la mortea piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo digran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Onda vagabonda

03.01.2008
Onda.
Mi sento un'onda
che volente o nolente continua
il proprio percorso, un'onda che nasce e muore
senza che l'abbia chiesto.
Onda vagabonda sono e sarò
non mi fermerò
fintanto che non vi sarà
uno scoglio che spezzerà il mio vagare.
Non farò grandi cose,
non rivelerò verità nascoste,
non diverrò un personaggio importante
ma semplicemente
eviterò gli scogli
per lasciarmi ondeggiare
nell'infinito
per amare
e per essere amata
anche solo per un istante.
Vivo d'istanti
e non di promesse
vivo di momenti e non
di illusioni.
Onda vagabonda
che danza
nonostante la musica dissonata
orginata dal frastuono della gente.
Ondeggio e festeggio
perché mi è stato concesso di prendere parte
dell'infinito
anche se a volte
avrei voluto essere
il cielo
per vedere dall'alto la nascita e
la morte
di tutte le onde...
per non trascinarmi ogni giorno
per non evitare ogni benedetto
giorno
gli scogli
ma poi penso...
e mi dico
che se fossi il cielo non potrei assaporare
il tramonto e
l'alba.
In fondo posso truffare il mare!
Piano piano
mi intrufolo in un ritaglio
di rocce e lì
mi abbandono fingendomi
morta
e intanto degusto quello che mi va
ora il paesaggio, ora le mani che
vengono a ripulirsi nella mia essenza
poi quando Dio mi crede ormai morta
esco furtivamente dalla mia tana
e di nuovo ondeggio come un'odalisca
fa danzare il proprio ventre.
Proseguo il cammino e scaltra come una volpe
mi fingo inerme per poi risvegliarmi più energica che mai.
Non signori,
io non lascerò che una volta abbandonato
il mare
io debba salutare
il sole
le nuvole
la pioggia
e la luna...
quando raggiungerò la spiaggia in quel
punto
l'onda svanirà ma
io
verrò assorbita
da mille granelli di sabbia
che a loro volta
coloreranno la sabbia di una tonalità calda
protna per accogliere
i passi di un uomo solo che
solo cammina
lungo la riva del mare ed
i suoi passi
verranno impressi su di me
e lui
voltandosi
non vedrà solo se stesso
ma se egli ha occhi per vedere
riuscirà a scorgere
la vita e
la morte.