Da un libro che un caro ragazzo mi prestò...ed io trascrissi le frasi a mio avviso più significative...A voi servite.
La vita non è degna di essere vissuta.
"Louis Ferdinand Céline.
Viaggio al termine della notte
There's nothing to win by
This sort of an outery..."
Richard Hell
Cioè bisogna essere pazzi per non arrabbiarsi: ci stanno divorando, anima e corpo, e nessuno combatte. In effetti nessuno se ne accorge, praticamente, ma se ascoltate i poeti lo sentirete, e vomiterete di rabbia.
Richard Hell è uno di quei poeti.
Non è perché in questo mondo lui non riesce a vivere-qualsiasi idiota ne è capace-ma perché vivere con l'idea di comunicazione che predomina in questo mondo è, nella migliore delle ipotesi, intollerabile; e, nella peggiore, causa una forma di violenza molto estrema.
Non me ne frega un cazzo se qualcuno dice che sono un idiota: scelgo consapevolmente di allontanarmi da quella gente.
Non è solo mostrare che non vuoi accettare lo status quo, ma anche rivendicare il fatto che qualsiasi cosa fai tu è altrettanto importante.
Per me il rock è la frontiera della consapevolezza, il luogo in cui affronti il problem pratico di decidere se la fatica di restare in vita è più grande di quello che ricavi dell'essere in vita.
Naturalmente, se uno inventa, si ama. L'idea di inventarsi è creare l'immagine più ideale che si riesce a immaginare.
Può essere il prorpio eroe e, quando tutti saranno gli eroi di se stessi, tutti saranno in grado di comunicare con gli altri in modo reale, anziché basandosi su un sistema di standard sociali di seconda mano.
Per me vuoto è uno spazio in cui si può inserire qualsiasi cosa. è positivo. è l'idea che uno abbia la possibilità di fare di se tutto quello che vuole, riempiendo quel vuoto. Ed è una cosa che da un senso di potere unico a questa generazione. è come dire: rifiuto totalmente i vostri crediti di giudiziose del mio comportamento.
Per amor di precisione, vorrei specificare a tutti gli interessati che io non penso che la vita sia un eterno tuffo in picchiata. E anche se è davvero spaventoso, credo che il fascino per la morte che prova richard Hell sia semplicemente stupido. Io stesso sospetto quasi tutti i giorni di vivere invano, mi deprimo e mi sento autodistruttivo e la maggior parte delle volte non mi piaccio. Per di più, spesso la vicinanza con altri esseri umani riempie di un'ansia incontenibile, ma credo anche che questa precaria facoltà di sentire sia tutto ciò che abbiamo e per quanto possa sembrare semplicistico, una persona ha il dovere di sfruttarla meglio che può, per rispetto alle potenzialità della propria anima. Siamo tutti costretti a stare su questa terra spesso triste in cui la vita essenzialmente è tragica, ma ogni tanto arrivano preziosi barlumi di bellezza e di gioia di fondo che ricordano a chi li sa cogliere che esiste qualcosa di più grande e più elevato di noi. E non parlo delle vostre divinità in putrefazione, parlo di un senso di miracolo rispetto alla vita stessa e della sensazione che esita un fattor di redenzione che uno ha almeno il dovere di cercare, prima di crepare per cause naturali. E tutti i Richard Hell sono cacasotto che gettano via quel doo prezioso con troppa superficialità e non merito alcun credito, ma solo che qualche socssone violento li facccia svegliare di brutto.
come soffi quasi impercettibili, leggeri e sottili poserò su questa pagina i miei pensieri raccolti fin d'ora. soffi che possono tramutarsi in gelide ventate o uragani inarrestabili. Pensieri, riflessioni, avventure e disavventure troveranno casa in questo sito. Ma io no, non mi fermerò mai.
Cerca nei soffi di pensieri
coldplay per colazione
stamattina mi sono svegliata prestino...avevo puntato la sveglia alle 6:30 invece alle 5:20 ero già in giro che bazzicavo per la mia mansardina! Mi sono preparata un thé...ho ascoltato la radio, mi sono fatta la doccia, lavato la chioma e asciugata...poi già in marcia per andare al lavoro. alle 7:30 ero già ad agno quando in realtà iniziavo alle 8:00 allora per temporeggiare e non cadere in un sonno profondo mi sono fatta un giro in auto ascoltandomi il cd dei coldplay "Parachutes". Ora sono qui in ufficio e non c'è molto da fare...anzi. Io mi ri ascolto mentalmente la musica avvolgente dei coldplay...in questo modo rendo meno sofferente questa giornata: che a dirla tutta oggi mi sembra diversa. Forse è l'idea di prendere un cane che mi fa stare tranquilla e serena. Dovevo già andare a prenderlo domani ma la padrona l'ha portato dal veterinario ed ha dei problemi...devo aspettare. ed è quello che farò...
Forza!
La forza sta nel non rivelare la propria forza.
Bensì dimostrare di possederla.
Cosi come si custodisce un tesoro nascosto...
Lontano da sguardi indiscreti ma
certi di avere una risorsa unica e propria.
Bensì dimostrare di possederla.
Cosi come si custodisce un tesoro nascosto...
Lontano da sguardi indiscreti ma
certi di avere una risorsa unica e propria.
bellezza del giorno
la bellezza di questo giorno
lo trovo
nel caffé bevuto al bar
e nella pasta mangiata di buon mattino.
la bellezza di questo giorno
risiede nella tranquillità interiore che mi ha accompagnato
la bellezza di questo giorno
sta nel rientrare a casa
e accendere la candele
ed ascoltare la radio.
la bellezza di questo giorno
e permettersi di riposare
senza paura di fermarsi.
la bellezza di questo giorno
è essere riuscita a riconoscere
che ogni singolo giorno va vissuto
per la bellezza implicita.
Il resto è solo
contorno.
lo trovo
nel caffé bevuto al bar
e nella pasta mangiata di buon mattino.
la bellezza di questo giorno
risiede nella tranquillità interiore che mi ha accompagnato
la bellezza di questo giorno
sta nel rientrare a casa
e accendere la candele
ed ascoltare la radio.
la bellezza di questo giorno
e permettersi di riposare
senza paura di fermarsi.
la bellezza di questo giorno
è essere riuscita a riconoscere
che ogni singolo giorno va vissuto
per la bellezza implicita.
Il resto è solo
contorno.
Flashback!
stare nel letto ad ascoltare la musica prima di andare al lavoro è il massimo. senza stressarsi..aspettare che arrivino almeno le 11 prima di saltare fuori dal letto e andare al lavoro...questa mattina è proprio andata cosi.
Mi sono svegliata di buon ora..non riuscivo più a dormire..poi mi sono chiesta: cosa faccio fino alle 13 che inizio lavorare? allora per tenermi un pò compagnia ho acceso la Tv...almeno le voci di quella scatola con ricchezza di contenuto zero mi tenevano compagnia. Poi mi sono messa nel mio lettone che comparo ad una nuvola...si sta davvero bene. Mi sono messa il cd dei Coldplay ed ho continuato ad ascoltarlo. Ho dovuto pure rimediare una tenda amatoriale perché entrava la luce dalla finestra...le tapparelle non sono sufficienti. Ho preso una bella coperta, una trapunta e l'ho piazzata davanti alla finestra...cosi..con la musica avvolgente dei coldplay e distesa sulla mia nuvola nell'oscurità stavo davvero bene. In realtà non mi sono più riaddormentata....alle 11 mi sono alzata e sono andata al bar stazione...in memoria del mio primo posti di lavoro per bermi un forte caffé liscio. Ho incontrato il cuoco che appunto è stato il mio primo datore di lavoro...era un inferno quell'albergo...però ritornarci è stato bello. Mi ha fatto piacere riincontrare Totò e farci quattro chiacchere senza amaro in bocca. Nonostante, essendo napoletano di grande indole passionale..urlava spesssisimo...ho lavorato li solo sette mesi...per poi scappare in Africa. Ma questa è un'altra storia. Sono felice di essermi licenziata dall'albergo stazione, nonostante il lavoro mi piacesse..ricordo che al mattino aprivo l'albergo...dovevo andare a casa dei proprietari dell'albergo alle sei del mattino, suonare il campanello e loro dal terzo piano mi calavano un cestino con all'interno le chiavi dell'hotel..avevo 20 anni! avevo appena finito la scuola di turismo e cosi prese le chiavi mi dirigevo in hotel...ancora tutto buio e la prima visitatrice, iniziavo a preparare le colazioni, ad apparecchiare e cosi attendevo i clienti che si alzavano a volte anche alle 630. Avevo praticametne il controllo della ricezione e delle colazioni, ricordo una mattina che ho dovuto servire da sola 50 persone, sfornavo capuccini e caffé a go go e i clienti erano tutti banchieri che hanno avuto la brillante idea di andare all'albergo stazione per colloquiare in interessanti discorsi finanziari, io sudavo come una matta e tutti questi bei signori e signorine perfetti seduti. Davvero una grande impresa ma ce l'ho fatta...poi se serviva dovevo dare una mano anche al bar...ricordo che avevo un pò di difficoltà a spinare la birra ma poi è venuta anche questo. Preferisco dimenticare la figlia del proprietario, un'antipatica per non dire altro...una donna di grandi dimensioni che come scopo della sua vita aveva quello di rovinare la mia vita. Arrivava in hotel (per darmi il cambio) ed iniziava a urlare come una schizzata, e lei tranquilla essendo la figlia prodigio si permetteva di fare tutto il tempo la maglia mentre io che una volta mi ero permessa di portare un libro da leggere (anche in albergo ci sono i momenti vuoti) sembrava avessi incendiato l'albergo dal putiferio che ne è uscito. Preferire dimenticare la perquisa della polizia e l'interrrogatorio che ho dovuto subire poiché il proprietario asseriva che era responsabilità mia se in una camera era stato rubato un bagaglio...davvero un odissea. Un periodo però che ricordo anche con un sorriso malinconico: ero insieme all'unico ragazzo che ho mai avuto e lui ed un suo amico venivano a trovarmi alla sera al bar...io spinavo birre e loro li seduti! Un periodo tranquillo apparentemente, in realtà io di notte senza dire a nessuno quello che facevo cercavo un modo per andarmene. Vivevo ancora con mia mamma ai tempi e cosi, in una notte insonne ho trovato la possibilità di partire ed andare in africa, l'unica cosa che sapevo era la compagnia di hotel and lodges per cui avrei lavorato...ed avevo il contatto della persona che sarebbe dovuto venire all'aeroporto di Dar Es Salaam a prendermi...sono stata un incosciente...questo ed altro ancora prossimamente..ora stacco, fumo una sigaretta in attesa che termino il turno di lavoro...fino alle 21. poi andrò ad ascoltarmi un pò di blues da sola..c'è un mio conoscente che suona e canta. poi a nanna che domani alle 8 si riparte.
Mi sono svegliata di buon ora..non riuscivo più a dormire..poi mi sono chiesta: cosa faccio fino alle 13 che inizio lavorare? allora per tenermi un pò compagnia ho acceso la Tv...almeno le voci di quella scatola con ricchezza di contenuto zero mi tenevano compagnia. Poi mi sono messa nel mio lettone che comparo ad una nuvola...si sta davvero bene. Mi sono messa il cd dei Coldplay ed ho continuato ad ascoltarlo. Ho dovuto pure rimediare una tenda amatoriale perché entrava la luce dalla finestra...le tapparelle non sono sufficienti. Ho preso una bella coperta, una trapunta e l'ho piazzata davanti alla finestra...cosi..con la musica avvolgente dei coldplay e distesa sulla mia nuvola nell'oscurità stavo davvero bene. In realtà non mi sono più riaddormentata....alle 11 mi sono alzata e sono andata al bar stazione...in memoria del mio primo posti di lavoro per bermi un forte caffé liscio. Ho incontrato il cuoco che appunto è stato il mio primo datore di lavoro...era un inferno quell'albergo...però ritornarci è stato bello. Mi ha fatto piacere riincontrare Totò e farci quattro chiacchere senza amaro in bocca. Nonostante, essendo napoletano di grande indole passionale..urlava spesssisimo...ho lavorato li solo sette mesi...per poi scappare in Africa. Ma questa è un'altra storia. Sono felice di essermi licenziata dall'albergo stazione, nonostante il lavoro mi piacesse..ricordo che al mattino aprivo l'albergo...dovevo andare a casa dei proprietari dell'albergo alle sei del mattino, suonare il campanello e loro dal terzo piano mi calavano un cestino con all'interno le chiavi dell'hotel..avevo 20 anni! avevo appena finito la scuola di turismo e cosi prese le chiavi mi dirigevo in hotel...ancora tutto buio e la prima visitatrice, iniziavo a preparare le colazioni, ad apparecchiare e cosi attendevo i clienti che si alzavano a volte anche alle 630. Avevo praticametne il controllo della ricezione e delle colazioni, ricordo una mattina che ho dovuto servire da sola 50 persone, sfornavo capuccini e caffé a go go e i clienti erano tutti banchieri che hanno avuto la brillante idea di andare all'albergo stazione per colloquiare in interessanti discorsi finanziari, io sudavo come una matta e tutti questi bei signori e signorine perfetti seduti. Davvero una grande impresa ma ce l'ho fatta...poi se serviva dovevo dare una mano anche al bar...ricordo che avevo un pò di difficoltà a spinare la birra ma poi è venuta anche questo. Preferisco dimenticare la figlia del proprietario, un'antipatica per non dire altro...una donna di grandi dimensioni che come scopo della sua vita aveva quello di rovinare la mia vita. Arrivava in hotel (per darmi il cambio) ed iniziava a urlare come una schizzata, e lei tranquilla essendo la figlia prodigio si permetteva di fare tutto il tempo la maglia mentre io che una volta mi ero permessa di portare un libro da leggere (anche in albergo ci sono i momenti vuoti) sembrava avessi incendiato l'albergo dal putiferio che ne è uscito. Preferire dimenticare la perquisa della polizia e l'interrrogatorio che ho dovuto subire poiché il proprietario asseriva che era responsabilità mia se in una camera era stato rubato un bagaglio...davvero un odissea. Un periodo però che ricordo anche con un sorriso malinconico: ero insieme all'unico ragazzo che ho mai avuto e lui ed un suo amico venivano a trovarmi alla sera al bar...io spinavo birre e loro li seduti! Un periodo tranquillo apparentemente, in realtà io di notte senza dire a nessuno quello che facevo cercavo un modo per andarmene. Vivevo ancora con mia mamma ai tempi e cosi, in una notte insonne ho trovato la possibilità di partire ed andare in africa, l'unica cosa che sapevo era la compagnia di hotel and lodges per cui avrei lavorato...ed avevo il contatto della persona che sarebbe dovuto venire all'aeroporto di Dar Es Salaam a prendermi...sono stata un incosciente...questo ed altro ancora prossimamente..ora stacco, fumo una sigaretta in attesa che termino il turno di lavoro...fino alle 21. poi andrò ad ascoltarmi un pò di blues da sola..c'è un mio conoscente che suona e canta. poi a nanna che domani alle 8 si riparte.
Dettagli non trascurabili
Foglia trasportata dal vento
luce che filtra dalla finestra
uomo con il cane
anziana signora che cammina con i sacchi della spesa
luce accesa in un salotto
fiume che scorre
bambino in bicicletta
giorno che inizia
dettagli che
colorano il giorno
giorno che finisce
ed colori del giorno rinvigoriscono la notte
e ti cullano
in un sonno
felice
pronto
ad abbracciare
un nuovo giorno.
luce che filtra dalla finestra
uomo con il cane
anziana signora che cammina con i sacchi della spesa
luce accesa in un salotto
fiume che scorre
bambino in bicicletta
giorno che inizia
dettagli che
colorano il giorno
giorno che finisce
ed colori del giorno rinvigoriscono la notte
e ti cullano
in un sonno
felice
pronto
ad abbracciare
un nuovo giorno.
Sogni e speranze
I sogni e la speranza...è questo che mi fa tenere in vita. E le persone, la cattiveria e le parole taglienti come lame di un coltello ben affillato sono pugnali che mi trafiggono facendomi dissanguare, facendomi cadere inerme come una persona che mai ha sognato e mai ha sperato.
Ora sono qui alla scrivania al lavoro dopo tre giorni trascorsi a casa che dovevo passare all'insegna della musica ma a causa di un improvviso svenimento è saltato tutto. Mi sentivo come se avessi percorso miglia e miglia a corsa ed invece è la stanchezza e lo stress accumulato. Ma ora dico basta a questo star male e voglio impedire alle persone ormai spente di soffiare sull'unica luce che ancora risiede in me alimentata dai sogni e della speranza. Se io permetterò di soffiare su questa fiammella presente in me condanno me stessa e chi mi circonda a vivere in un mondo buio senza via d'uscita. Vorrei che tante persone spente si accendessero, desidererei che le persone capissero che ci deve essere speranza altrimenti è inutile tutto quanto. Vorrei abbracciare l'umanità, vorrei abbracciare il mondo e dare un calcio a quelle persone egoiste e narcise che sanno solo generare altra negatività.
Saper sognare significa essere vivere. e vivere significa accettare l'involucro in cui siamo stati catapultati.
Io ora avrei solo voglia di sognare di nuovo un'amore.
Voglio crederci di nuovo. In fondo è questo ciò che conta l'amore.
Non siamo ipocriti. L'arte, la poesie, il cinema, i viaggi,...hanno la loro fetta d'importanza ma senza amore sarebbe come apparecchiare un tavolo senza posate. O meglio...senza piatti. In fondo con le mani si può mangiare. Ed io, golosa quanto sono...mi piacerebbe finalmente sedermi ad un tavolo con dei piatti. Ora lo ammetto...faccio anch'io parte di una grande tavolata...e quindi...che il banchetto spero abbia un giorno inizio!
Ora sono qui alla scrivania al lavoro dopo tre giorni trascorsi a casa che dovevo passare all'insegna della musica ma a causa di un improvviso svenimento è saltato tutto. Mi sentivo come se avessi percorso miglia e miglia a corsa ed invece è la stanchezza e lo stress accumulato. Ma ora dico basta a questo star male e voglio impedire alle persone ormai spente di soffiare sull'unica luce che ancora risiede in me alimentata dai sogni e della speranza. Se io permetterò di soffiare su questa fiammella presente in me condanno me stessa e chi mi circonda a vivere in un mondo buio senza via d'uscita. Vorrei che tante persone spente si accendessero, desidererei che le persone capissero che ci deve essere speranza altrimenti è inutile tutto quanto. Vorrei abbracciare l'umanità, vorrei abbracciare il mondo e dare un calcio a quelle persone egoiste e narcise che sanno solo generare altra negatività.
Saper sognare significa essere vivere. e vivere significa accettare l'involucro in cui siamo stati catapultati.
Io ora avrei solo voglia di sognare di nuovo un'amore.
Voglio crederci di nuovo. In fondo è questo ciò che conta l'amore.
Non siamo ipocriti. L'arte, la poesie, il cinema, i viaggi,...hanno la loro fetta d'importanza ma senza amore sarebbe come apparecchiare un tavolo senza posate. O meglio...senza piatti. In fondo con le mani si può mangiare. Ed io, golosa quanto sono...mi piacerebbe finalmente sedermi ad un tavolo con dei piatti. Ora lo ammetto...faccio anch'io parte di una grande tavolata...e quindi...che il banchetto spero abbia un giorno inizio!
si brinda!
oggi grande preparazione di tartine, pizzette e quant'altro...
c'è l'inaugurazione della mansarda!
Non si tratta di ipocrisia...solo tanta voglia
di festeggiare in allegria
Alla faccia di tutto e tutti
c'è l'inaugurazione della mansarda!
Non si tratta di ipocrisia...solo tanta voglia
di festeggiare in allegria
Alla faccia di tutto e tutti
Il mio mondo
03.04.2008
onnipotente
come se potessi racchiudere il mondo in un
pugno...
come se potessi guardarlo da tutte le angoloazioni
permettendomi di scoprire il lato più
fantastico eppure più
autentico.
Vedo la
Norvegia
a braccetto con la Svezia
che con quella forma
di lingua biforcuta sembra voglia ingoiare l'intera europa e
scorgo che a dividere l'Africa dall'Europa non vi è semplicemnte il
meditteraneo
ma un cane che sembra voler nuotare verso
gli Stati Uniti.
E la Groenlandia
che con la propria bizzarra morfologia
richiama il muso di un lupo volto verso il resto del mondo,
ed il suo ululato si disperde
nei mari e negli oceani fino ad arrivare agli
Stati Uniti:
scorpione che con il proprio uncino avverte le altre potenze
di stare all'erta.
E sottomessa all'uncino formato dal Messico sembra
voler pungere il Sud America
tavolozza di moltepilici colori.
Appare il Brasile:
un fantasma che vuole spaventare
ma che sembra più un lenzuolo bianco inanimato
senza possibilità di attaccare ed il
Venezuela
che ora sembra voler immergersi nelle
profondità dell'entroterra.
I suoi confini appaiono voler delineare
il corpo di un subacqueo:
riesco a vedere anche le bollicine composte dalle isole
barbados, ...
Il mio mondo ha un'anima.
Sabato mattino
Piano piano,
dolcemente apro gli occhi.
Il mio corpo così pesante
ma finalmente riposato. La testa leggera
ma le gambe ancora così pesanti.
Piano piano
sento l'energia che entra nel mio corpo
piano piano
riemergo
mi sto preparando per la rivincita
ora non permetterò
più
che io cada così in basso
non avverrà
perché so cosa significa
bruciarsi con le fiamme dell'inferno.
Sono felice e
allo stesso tempo
distrutta
di aver provato sulla mia pelle
l'ebrezza degli inferi
non ci ritornerò mai più.
Ed ora ho solo voglia di
vivere.
dolcemente apro gli occhi.
Il mio corpo così pesante
ma finalmente riposato. La testa leggera
ma le gambe ancora così pesanti.
Piano piano
sento l'energia che entra nel mio corpo
piano piano
riemergo
mi sto preparando per la rivincita
ora non permetterò
più
che io cada così in basso
non avverrà
perché so cosa significa
bruciarsi con le fiamme dell'inferno.
Sono felice e
allo stesso tempo
distrutta
di aver provato sulla mia pelle
l'ebrezza degli inferi
non ci ritornerò mai più.
Ed ora ho solo voglia di
vivere.
Sala d'aspetto
Mi trovo in una sala d'aspetto. Tutti noi siamo in una sala d'aspetto. In fondo siamo statici anche se ci muoviamo. Il luogo di lavoro in cui mi trovo è particolare. Sono seduta alla scrivania e il mio sguardo è rivololto verso il corridorio del terminale dell'aeroporto. Se togliessi i pc e la sedia potrei dire di essere seduta nel corridoio e guardare la gente che passa. è davvero interessante notare quanta gente corre, cammina, c'è gente di tutti i generi. Uomini in carriera che con passo deciso e sicuro si avviano all'uscita, il loro sguardo è fisso in avanti ed attento. Vi sono famiglie straniere che sono chiuse nel loro nucleo familiare, discutono e si guardano negli occhi, sono famiglie unite, ci sono fidanzati che si salutano appassionatamente, il ragazzo che bacia la ragazza che parte, ci sono donne in carriera che con il rumore delle scarpe con il tacco vogliono far capire che esistono, ben truccate, capelli perfetti, voce impostata così come il sorriso, ci sono giovani mamme che accudiscono il proprio pargoletto, ci sono studiosi che con occhio analitico osservano in giro, ti guardano e scrutano volessero quasi avere una risposta da te, vedo le impiegate delle ISS che con occhio stanco ma presente si avviano nel corridoio per proseguire il loro lavoro,...indubbiamente lavoro in una sala d'attesa. Io sono ferma ed il resto del mondo è un flusso continuo, un flusso variabile come le frequenze della radio FM. Il mio compito e non interferire in questo flusso, farne parte si perché anch'io faccio parte di questo fiume che è la vita però non devo farmi influenzare dalle molteplici correnti che si scontrano con me...poiché il rischio è quello di seguire correnti che mai avresti voluto seguire e sfociare in mari nelle quali mai avresti voluto nuotare. Ed io quindi sono un pescatore che tranquillo maneggia la propria canna da pesca e riflessivo e spensierato osserva il paesaggio che lo attornia e non appena un'occasione si presenta pesca...un grosso, grasso pesce. Ed un sorriso lieve, anche se solo si disegna sul volto del pescatore. Ed egli soddisfatto di ciò che si è guadagnato si degusta maggiormente il lago, il cielo, i gabbiani,....questo necessita però pazienza, concentrazione, e speranza. E così il pescatore, morto il sole, risorge in una soddisfazione e felicità tutta sua...
Blues
18.09.2004Piccolo pensiero ai Backdoorband...
Il ritmo febbrile del blues
mi avvolge come una coperta e
mi sento cullata dalle carezze delle note.
Ritorno bambina,
ascolto ed
osservo
cancellando
tutto e
tutti.
Il buio s'impadronisce della sera ma
la musica
m'impedisce di avere
paura.
Sono soffocata
dall'armonia
dalla grinta e
dalla passione dei
musicisti.
Sublime
quello che sento,
Incredibile
quello che vedo:
degli uomini
che con i loro tesori
illuminano il volto
delle persone.
Magico ciò
che accade.
L'incantesimo
delle note mi trasforma
in un individuo minuscolo
rapportato
al capolavoro musicale.
Sono in pace con me stessa
e
con il mondo.
Il buio s'impadronisce della sera ma
la musica
m'impedisce di avere
paura.
Sono soffocata
dall'armonia
dalla grinta e
dalla passione dei
musicisti.
Sublime
quello che sento,
Incredibile
quello che vedo:
degli uomini
che con i loro tesori
illuminano il volto
delle persone.
Magico ciò
che accade.
L'incantesimo
delle note mi trasforma
in un individuo minuscolo
rapportato
al capolavoro musicale.
Sono in pace con me stessa
e
con il mondo.
La vera essenza
06.07.2004
E notte inoltrata,
la gente a quest'ora è chiusa nelle proprie case a dormrie.
Sicuri nelle proprie dimore che non si muovono
da dove i costruttori l'hanno ubicata.
Una vita intera a dormire, sognare per poi
risvegliarsi nella quotidianità che uccide i ribelli
e rinvigorisce le persone ordinarie.
Una vita a sorridere: oppure si tratta di uno
spasmo muscolare contratto dalla società
da noi esseri superficiali dotati di occhi ciechi
Siamo non vedenti, attorno a noi ci sono
zombie che camminano per strada.
La loro pelle si stacca, va in frantumi così come
il loro cuore lo è già.
Ma gli zombie camminano e sono con noi,
tra di noi, si mescolano nella massa di ciechi.
Inganno, illusione: non è vita.
Siamo destinati a trascinarci verso l'ignoto,
la corrente di eventi ci trasporta verso cosa
verso chi,...
forse solo una mente suprema può rispondere.
Ma esiste una mente suprema?
Domande,
risposte,
diomande,
vuoti
domande,
punti interrogativi,
domande e domande.
Una vita che ci stringe come una catena,
catena composta di anelli,
anelli uniti da punti interrogativi.
Stupido piccolo uomo che vuole
maneggiare la catena della vita
stupido piccolo uomo che si ritrova
con le mani legati dalla sua stessa catena.
Uno schiavo di se stesso,
uno schiavo delle sue domande.
I vegetali vivono più felici e liberi,
il pensiero non gli ostacola il respiro.
Loro vegetano sapendo di essere lì
senza un perché.
Altri stupidi uomini vegetano perché si
domandono troppi perché.
Mondo popolato da formiche impazzite
api che ronzano e
pungono superfici innocenti,
silenzi che disturbano,
urla che si mescolano nel caos del giorno.
Cancellare ogni influenza esterna per aprire
la porta delle vere percezioni,
eliminare le sostanze che "loro" ci vogliono
iniettare nel nostra anima e organismo,
"loro" le persone del sistema corrotto.
I registi della vita che non sembra appartenerci.
Siamo burattini legati a fili invisibili,
lasciamoci andare,
l'illusione è eccezione,
un allucinazione può distorcere la sagoma da burattino
ma i fili non vengono tagliati da mani invisibili.
Piccoli stupidi uomini che credono all'evasione
della realtà, dove si trova quella maledetta porta
dove
uomini liberi corrono senza alcun inganno.
Ci deve essere.
E nascosta, qualcuno l'ha resa piccola...
e la chiave dov'è.
Forse non c'è bisogno una chiave per aprirla:
un'altra invenzione dei piccoli uomini.
Una vita a cercare la porta che ci ospita
nel mondo dell'essenza, dell'essenziale.
Noi stupidi uomini ci distruggiamo, vogliamo
slegare i nodi che affliggono la catena.
Ci impastiamo le mani
come bambini maldestri,
mani che non torneranno più piulite.
Ma la porta è così nascosta bene che forse
l'abbiamo mangiata.
Mondo affamato e cieco,
noi assimiliamo e divoriamo tutto ciò che i registi
della vita proiettano e ci lasciamo
sballottare al ritmo dell'insensatezza.
Mangiatori di fuoco che sputano
il fuoco
della vita,
abbiamo mangiato e divorato
l'essenza della vita senza accorgercene.
Ora non ci resta altro che tirare lo sciacquone.
Già,
la vera essenza
è
la merda
che produciamo.
E notte inoltrata,
la gente a quest'ora è chiusa nelle proprie case a dormrie.
Sicuri nelle proprie dimore che non si muovono
da dove i costruttori l'hanno ubicata.
Una vita intera a dormire, sognare per poi
risvegliarsi nella quotidianità che uccide i ribelli
e rinvigorisce le persone ordinarie.
Una vita a sorridere: oppure si tratta di uno
spasmo muscolare contratto dalla società
da noi esseri superficiali dotati di occhi ciechi
Siamo non vedenti, attorno a noi ci sono
zombie che camminano per strada.
La loro pelle si stacca, va in frantumi così come
il loro cuore lo è già.

Ma gli zombie camminano e sono con noi,
tra di noi, si mescolano nella massa di ciechi.
Inganno, illusione: non è vita.
Siamo destinati a trascinarci verso l'ignoto,
la corrente di eventi ci trasporta verso cosa
verso chi,...
forse solo una mente suprema può rispondere.
Ma esiste una mente suprema?
Domande,
risposte,
diomande,
vuoti
domande,
punti interrogativi,
domande e domande.
Una vita che ci stringe come una catena,
catena composta di anelli,
anelli uniti da punti interrogativi.
Stupido piccolo uomo che vuole
maneggiare la catena della vita
stupido piccolo uomo che si ritrova
con le mani legati dalla sua stessa catena.
Uno schiavo di se stesso,
uno schiavo delle sue domande.
I vegetali vivono più felici e liberi,
il pensiero non gli ostacola il respiro.
Loro vegetano sapendo di essere lì
senza un perché.
Altri stupidi uomini vegetano perché si
domandono troppi perché.
Mondo popolato da formiche impazzite
api che ronzano e
pungono superfici innocenti,
silenzi che disturbano,
urla che si mescolano nel caos del giorno.
Cancellare ogni influenza esterna per aprire
la porta delle vere percezioni,
eliminare le sostanze che "loro" ci vogliono
iniettare nel nostra anima e organismo,
"loro" le persone del sistema corrotto.
I registi della vita che non sembra appartenerci.
Siamo burattini legati a fili invisibili,
lasciamoci andare,
l'illusione è eccezione,
un allucinazione può distorcere la sagoma da burattino
ma i fili non vengono tagliati da mani invisibili.
Piccoli stupidi uomini che credono all'evasione
della realtà, dove si trova quella maledetta porta
dove
uomini liberi corrono senza alcun inganno.
Ci deve essere.
E nascosta, qualcuno l'ha resa piccola...
e la chiave dov'è.
Forse non c'è bisogno una chiave per aprirla:
un'altra invenzione dei piccoli uomini.
Una vita a cercare la porta che ci ospita
nel mondo dell'essenza, dell'essenziale.
Noi stupidi uomini ci distruggiamo, vogliamo
slegare i nodi che affliggono la catena.
Ci impastiamo le mani
come bambini maldestri,
mani che non torneranno più piulite.
Ma la porta è così nascosta bene che forse
l'abbiamo mangiata.
Mondo affamato e cieco,
noi assimiliamo e divoriamo tutto ciò che i registi
della vita proiettano e ci lasciamo
sballottare al ritmo dell'insensatezza.
Mangiatori di fuoco che sputano
il fuoco
della vita,
abbiamo mangiato e divorato
l'essenza della vita senza accorgercene.
Ora non ci resta altro che tirare lo sciacquone.
Già,
la vera essenza
è
la merda
che produciamo.
Sospesa nel nulla
27.10.2007
Non appartenere a niente e a nessuno
Sentirsi sospesa tra il mondo ed il nulla
Non percepire il frastuono del mondo
perché il mondo è lontano da te
Volare al di sopra o al di sotto di
tutto perché non riesci a situarti
con precisione.
Bocche che
si aprono e
chiudono,
occhi che
scrutano
risate
sorrisi
gioia e
tristezza.
Sospesa
tra
il mondo ed il
nulla.
Sono un
embrione in
attesa di
nascere.
Non appartenere a niente e a nessuno
Sentirsi sospesa tra il mondo ed il nulla
Non percepire il frastuono del mondo
perché il mondo è lontano da te
Volare al di sopra o al di sotto di
tutto perché non riesci a situarti
con precisione.
Bocche che
si aprono e
chiudono,
occhi che
scrutano
risate
sorrisi
gioia e
tristezza.
Sospesa
tra
il mondo ed il
nulla.
Sono un
embrione in
attesa di
nascere.
Vivo
Indisturbatamente
vivo.
Spensieratamente
penso.
Lentamente
riemergo.
Immancabilmente
rifletto.
Stancamente
mi sveglio.
Felicemente
riposo.
vivo.
Spensieratamente
penso.
Lentamente
riemergo.
Immancabilmente
rifletto.
Stancamente
mi sveglio.
Felicemente
riposo.
Dominio indemoniato
Che casino che sto facendo con questo blog...andava benissimo avevo il dominio personalizzato ed ora invece ho mandato tutto all'aria. Sembra quasi che io lo faccia apposta ogni volta..in qualsiasi situazioni si presenti. Quando va bene io faccio di tutta per rimescolare le carte in tavola ritrovarmi nelle emme. Ora non è una tragedia il fatto che ora non ho più il dominio del blog (che ho pagato) solo mi sto incasinando per attivarne uno nuovo. Ora ho comprato il dominio www.pattyio.com che prontamente non funziona. E mi viene un gran nervoso.
A parte questa cosa che devo assolutametne sistemare...oggi è stata una giornata bruttissima. Mi auguro che ben presto riesca a respirare un pò di positività perché così non va davvero bene.
Domani si lavora...che noia. Sarà pure un'orrenda giornata e non prevederò molti aerei svolazzanti e quindi non ci sarà molto lavoro...
Stasera ho deciso di guardarmi un film giusto per rilassare la mente che a furia di pensare sta andando in corto circuito e poi mi rendo conto di stare esagerando con il computer. Sto troppo tempo davanti a questo schermo. E al mattino mi sveglio che ho un grande mal di testa. Mi sembra di aver spruzzato molte parole negative stasera d'altronde così è come mi sento e quindi perché fingere anche qui?
Trascrivo qui una poesia, una riflessione che non so nemmeno chi sia l'autore..ricordo che il mio prof di francese ci aveva segnalato questa poesia e io me l'ero annotata perché mi ha colpito:
Et si on m'aime pour ma
beauté, pour mon
intelligence m'aime ton
vraiment?
Non puisque je peux perdre
ces qualités là, sans me
perdre moi-même.
Ou est donc ce moi qu'on
aime, s'il n'est dans corps ni
dans l'âme.
On n'aime donc jamais
personne mais seulment des
qualités.
A parte questa cosa che devo assolutametne sistemare...oggi è stata una giornata bruttissima. Mi auguro che ben presto riesca a respirare un pò di positività perché così non va davvero bene.
Domani si lavora...che noia. Sarà pure un'orrenda giornata e non prevederò molti aerei svolazzanti e quindi non ci sarà molto lavoro...
Stasera ho deciso di guardarmi un film giusto per rilassare la mente che a furia di pensare sta andando in corto circuito e poi mi rendo conto di stare esagerando con il computer. Sto troppo tempo davanti a questo schermo. E al mattino mi sveglio che ho un grande mal di testa. Mi sembra di aver spruzzato molte parole negative stasera d'altronde così è come mi sento e quindi perché fingere anche qui?
Trascrivo qui una poesia, una riflessione che non so nemmeno chi sia l'autore..ricordo che il mio prof di francese ci aveva segnalato questa poesia e io me l'ero annotata perché mi ha colpito:
Et si on m'aime pour ma
beauté, pour mon
intelligence m'aime ton
vraiment?
Non puisque je peux perdre
ces qualités là, sans me
perdre moi-même.
Ou est donc ce moi qu'on
aime, s'il n'est dans corps ni
dans l'âme.
On n'aime donc jamais
personne mais seulment des
qualités.
Profumo di morte
04.08.2004
Una rosa morta.
Una rosa stanca di essere ammirata.
Stanca di essere rosa.
Destinata a non scomparire.
Destinata ad essere concessa
ad un'innamorata.
Petali non più luminosi
e vivi di colore,
gambo appassito e
debole
ma c'è qualcosa in quella
rosa morta
che mi rende perplessa
circa la sua morte.
Il profumo.
Perché non cessa di profumare
se ormai la sua vita
le è stata strappata?
Vuole forse
tornare in vita?
O forse il mondo vegetale
è molto più generoso
del mondo umano e
attraverso il profumo
desidera regalare
all'innamorata
la sua essenza
anche da
morta.
Una rosa morta.Una rosa stanca di essere ammirata.
Stanca di essere rosa.
Destinata a non scomparire.
Destinata ad essere concessa
ad un'innamorata.
Petali non più luminosi
e vivi di colore,
gambo appassito e
debole
ma c'è qualcosa in quella
rosa morta
che mi rende perplessa
circa la sua morte.
Il profumo.
Perché non cessa di profumare
se ormai la sua vita
le è stata strappata?
Vuole forse
tornare in vita?
O forse il mondo vegetale
è molto più generoso
del mondo umano e
attraverso il profumo
desidera regalare
all'innamorata
la sua essenza
anche da
morta.
Lentamente..
Fonte: Pablo NerudaLentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giornogli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica,chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la mortea piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo digran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Onda vagabonda
03.01.2008
Onda.
Mi sento un'onda
che volente o nolente continua
il proprio percorso, un'onda che nasce e muore
senza che l'abbia chiesto.
Onda vagabonda sono e sarò
non mi fermerò
fintanto che non vi sarà
uno scoglio che spezzerà il mio vagare.
Non farò grandi cose,
non rivelerò verità nascoste,
non diverrò un personaggio importante
ma semplicemente
eviterò gli scogli
per lasciarmi ondeggiare
nell'infinito
per amare
e per essere amata
anche solo per un istante.
Vivo d'istanti
e non di promesse
vivo di momenti e non
di illusioni.
Onda vagabonda
che danza
nonostante la musica dissonata
orginata dal frastuono della gente.
Ondeggio e festeggio
perché mi è stato concesso di prendere parte
dell'infinito
anche se a volte
avrei voluto essere
il cielo
per vedere dall'alto la nascita e
la morte
di tutte le onde...
per non trascinarmi ogni giorno
per non evitare ogni benedetto
giorno
gli scogli
ma poi penso...
e mi dico
che se fossi il cielo non potrei assaporare
il tramonto e
l'alba.
In fondo posso truffare il mare!
Piano piano
mi intrufolo in un ritaglio
di rocce e lì
mi abbandono fingendomi
morta
e intanto degusto quello che mi va
ora il paesaggio, ora le mani che
vengono a ripulirsi nella mia essenza
poi quando Dio mi crede ormai morta
esco furtivamente dalla mia tana
e di nuovo ondeggio come un'odalisca
fa danzare il proprio ventre.
Proseguo il cammino e scaltra come una volpe
mi fingo inerme per poi risvegliarmi più energica che mai.
Non signori,
io non lascerò che una volta abbandonato
il mare
io debba salutare
il sole
le nuvole
la pioggia
e la luna...
quando raggiungerò la spiaggia in quel
punto
l'onda svanirà ma
io
verrò assorbita
da mille granelli di sabbia
che a loro volta
coloreranno la sabbia di una tonalità calda
protna per accogliere
i passi di un uomo solo che
solo cammina
lungo la riva del mare ed
i suoi passi
verranno impressi su di me
e lui
voltandosi
non vedrà solo se stesso
ma se egli ha occhi per vedere
riuscirà a scorgere
la vita e
la morte.
Onda.
Mi sento un'onda
che volente o nolente continua
il proprio percorso, un'onda che nasce e muore
senza che l'abbia chiesto.
Onda vagabonda sono e sarò
non mi fermerò
fintanto che non vi sarà
uno scoglio che spezzerà il mio vagare.
Non farò grandi cose,
non rivelerò verità nascoste,
non diverrò un personaggio importante
ma semplicemente
eviterò gli scogli
per lasciarmi ondeggiare
nell'infinito
per amare
e per essere amata
anche solo per un istante.
Vivo d'istanti
e non di promesse
vivo di momenti e non
di illusioni.
Onda vagabonda
che danza
nonostante la musica dissonata
orginata dal frastuono della gente.
Ondeggio e festeggio
perché mi è stato concesso di prendere parte
dell'infinito
anche se a volte
avrei voluto essere
il cielo
per vedere dall'alto la nascita e
la morte
di tutte le onde...
per non trascinarmi ogni giorno
per non evitare ogni benedetto
giorno
gli scogli
ma poi penso...
e mi dico
che se fossi il cielo non potrei assaporare
il tramonto e
l'alba.
In fondo posso truffare il mare!
Piano piano
mi intrufolo in un ritaglio
di rocce e lì
mi abbandono fingendomi
morta
e intanto degusto quello che mi va
ora il paesaggio, ora le mani che
vengono a ripulirsi nella mia essenza
poi quando Dio mi crede ormai morta
esco furtivamente dalla mia tana
e di nuovo ondeggio come un'odalisca
fa danzare il proprio ventre.
Proseguo il cammino e scaltra come una volpe
mi fingo inerme per poi risvegliarmi più energica che mai.
Non signori,
io non lascerò che una volta abbandonato
il mare
io debba salutare
il sole
le nuvole
la pioggia
e la luna...
quando raggiungerò la spiaggia in quel
punto
l'onda svanirà ma
io
verrò assorbita
da mille granelli di sabbia
che a loro volta
coloreranno la sabbia di una tonalità calda
protna per accogliere
i passi di un uomo solo che
solo cammina
lungo la riva del mare ed
i suoi passi
verranno impressi su di me
e lui
voltandosi
non vedrà solo se stesso
ma se egli ha occhi per vedere
riuscirà a scorgere
la vita e
la morte.
Cullarsi nell'infinito

27.07.2008
...e così mi abbandonai
al mare ed esso mi cullò
e viziò a tal punto
da essere in balia delle sue
onde.
Or son beata nell'infinito
del mare
ove trovo riposo e
felicità.
Non percepisco il peso
del mio corpo
e
tutto ciò che mi
rimane è
l'orizzonte che
incornicia il quadro
di cui sono modella.
Le dolce carezze che il mare
mi regala mi disegnano
sul volto
un lieve sorriso
che a volte stenta manifestarsi.
Scorgo
un gabbiano
sopra di me che sfruttando le correnti
d'aria
vola liberamente
lo seguo
con lo sguardo ma
ora è già lontano
per distinguerlo nel blu
intenso del cielo.
Di nuovo
un'onda
mi abbraccia ed io
mi aggrappo ad essa
invana: l'onda
è già svanita.
Non dispero.
Riesco a scorgere all'orizzonte
un esercito di onde
pronte ad accogilermi
senza violenza
ma con la dovuta cura
a cui si riserva ad un ospite gradito.
Finalmente
non mi sento
sola
nell'infinito mare blu
che sottosopra
appare cielo.
Mi sembra di trovarmi su di uno
specchio
il cielo
riflesso
sul mare
ed il mare
riflesso sul cielo.
Ma in realtà non c'è nessun gioco di
specchi.
L'unico gioco da giocare
con leggerezza e al contempo
con coscenza è quello della
vita.
Ma qui in balia delle onde non
voglio riflettere sulla vita.
Desidero solo non far svanire
il mio sorriso
desidero
farmi viziare ancora un pò
dal dolce
abbraccio del
mare.
Emozioni congelate
18.02.2008
Pareti rocciose,
spigoli pungenti,
angoli acuti,
spazio soffocante,
orizzonte invisibile,
movimenti frenati,
paesaggi statici,
venti immobili,
aria fredda,
grida silenziose,
volti inespressivi,
mondo sotterraneo,
lacrima cristalizzata.
Tutto
immobile.
la vita,
la morte
due punti
immobili.
Pareti rocciose,
spigoli pungenti,
angoli acuti,
spazio soffocante,
orizzonte invisibile,
movimenti frenati,
paesaggi statici,
venti immobili,
aria fredda,
grida silenziose,
volti inespressivi,
mondo sotterraneo,
lacrima cristalizzata.
Tutto
immobile.
la vita,
la morte
due punti
immobili.
Clessidra
Scatto di vita
07.01.2008
Guardo una vecchia fotografia e ti vedo sorridere
Ma è un sorriso rubato ad un periodo di tensioni
Quel sorriso tra il furbesco e l’ingenuità della fanciullezza sembra
Incorniciare un’infanzia costellato da spensieratezza
Ma non è così.
Ciò che vedo in quella foto è mio fratello
Che sorride ma il sorriso si spegne
Non appena lo scatto fotografico è ultimato
Le foto sono belle perché in un istante
Cristallizzano un momento di vita
Illudendoti che l’istante catturato si protrae
Nel tempo.
Nulla si protrae nel tempo.
Ed io mi trovo qui a studiare questa vecchia fotografia di te
Che con sguardo da monello mi osservi.
Mai avrei immaginato di osservati attraverso una foto e
Scrivere di te: fratello ma sconosciuto allo stesso tempo.
Guardo questa vecchia foto inno al mio quarto anno di vita
Guardo una vecchia fotografia e ti vedo sorridere
Ma è un sorriso rubato ad un periodo di tensioni
Quel sorriso tra il furbesco e l’ingenuità della fanciullezza sembra
Incorniciare un’infanzia costellato da spensieratezza
Ma non è così.
Ciò che vedo in quella foto è mio fratello
Che sorride ma il sorriso si spegne
Non appena lo scatto fotografico è ultimato
Le foto sono belle perché in un istante
Cristallizzano un momento di vita
Illudendoti che l’istante catturato si protrae
Nel tempo.
Nulla si protrae nel tempo.
Ed io mi trovo qui a studiare questa vecchia fotografia di te
Che con sguardo da monello mi osservi.
Mai avrei immaginato di osservati attraverso una foto e
Scrivere di te: fratello ma sconosciuto allo stesso tempo.
Guardo questa vecchia foto inno al mio quarto anno di vita
Anime sole
Anime sole che camminano abbracciati ad altre anime solo creando l’illusione di un’unità, di un tutt’uno ma ogni elemento è fine a se stesso.Non si completa se trova n’altra anima come lei. È solo un'altra solitario che affianca la tua solitudine
Freddo
sento freddo.freddo prepotente che vuole affondarsi nelle ossa per poi colpirmi anche nella mente.freddo raggelante che in questa sera uggiosa e scura vuole imporsi e evidenziare il mio stato d'animo. Sono in crisi. Scrivere mi permette di posare una morbida coperta sul mio corpo così stanco.
Pioggia
Il tichettio della pioggia sta scandendo questa serata che sembra interminabile. Non mi va di guaradare la tv..da un mese ormai non avevo la tele ed ora che ce l'ho capisco che non mi mancava affatto. Per fortuna che si è messo a piovere almeno il rumore di ogni singola goccia mi scandisce il tempo di questa serata così malinconica. Non ho proprio voglia di fare nulla. Non mi va di leggere, non mi va di chiamare nessuno, non mi va di fare nulla. Forse dovrei dormire..chiudere gli occhi ed abbandonarmi alla musica della pioggia, per lo meno la nataura è dalla mia parte, mi vuole incantare con il suo ritmo cosi costante e rilassante. Io leggo così il rumore della pioggia, magari a qualcun altro infastidisce. Oggi è stata una giornata di nuovo pesante. Mi sono svegliata presto ed ho stirato, attvitià davvero odiosa (diciamo che non sono per nulla una casalinga modello), ..però ecco ora non mi va neppure di descrivere la mia giornata...quello che farò quindi è copiare uno scritto che avevo impresso tempo fa. A voi lettori ecco qua servito un piatto che avevo riposto in dispensa:
09.07.2004 2.10 am
Una sera come tante.
Il vento che timidamente si lamenta accarezzando lievemente le foglie.
L’aria frizzante è invitante ma nessuno percepisce il suo richiamo perché ognuno è nella propria dimora, nel proprio letto a dormire a sognare altri mondi paralleli ai nostri.
Forse nessuno accetta l’invito perché troppo occupato nelle proprie faccende, ma che dico…a quest’ora di notte quali faccende personali possono esistere?
La notte come il giorno nasconde segreti, chissà un uomo insonne magari è immerso nella lettura ed è sordo quindi al respiro del mondo: il vento.
Chissà…forse una donna si sta occupando del proprio bimbo che non vuole dormire, magari un brutto sogno l’ha destato. Anche lei è sorda: non può percepire il respiro del mondo.
Magari uno scrittore fallito è sveglio ad imprimere tutto ciò che gli passa per la mente. La notte si sa porta consigli, ma anche confusione. Forse lo scrittore non è sordo. La sua penna scivola come un pattinatore danza sul suolo ghiacciato e levigato, come un vagabondo viaggia imperterrito in ogni angolo dell’universo senza sosta, la sua penna non trova pace, non trova tregua.
Neppure il punto lo può fermare, la virgola le permette solo una piccola pausa ma poi si riparte…lettere a rapporto: tutti in carrozza si ricomincia.
È questo ciò che fa lo scrittore fallito, acompagna la penna impazzita nel suo viaggio infinito.
Non ha scopo, non ha meta, non ha traguardo, solo vive il momento lasciando dopo ogni suo passaggio una traccia indelebile.
Lo scrittore non è solo, egli impugna come se fosse il suo grande tesoro la propria penna: strumento di lavoro ma pure arma contro il mondo, scudo contro l’aggressività e fonte di benessere. E la penna per risposta si lascia coccolare e come una colomba bianca, spiega le ali e vola lontano nei pensieri di quell’uomo che con tanta passione impugna il suo tesoro.
Di nuovo il lamento del vento.forse non si sta lamentando, sta giocando a correre tra le fronde degli alberi e le foglie per dispetto annunciano il suo passaggio.
Questo lo scrittore lo intuisce, a lui non sfugge nulla.
La sua penna impazzita scorre seguendo diligentemente i binari quadrettati dei fogli.
Ogni pensieri è impacchettato nei quadretti come fossero prigionieri stessi del foglio.
Ma chi ha il diritto di schiavizzare i pensieri?
No signori, non c’è prigione per il pensiero, un foglio no una ragnatela: non posso credere che il pensiero venga mummificato e lasciato appassire nella tela perfetta e ben tessa da un enorme ragno.
Se quella penna appartiene ad un uomo libero non c’è ragno al mondo che possa intrappolare i suoi pensieri.
Di nuovo le foglie che avvertono la presenza mansueta!
Forse non è una notte qualunque.
09.07.2004 2.10 am
Una sera come tante.
Il vento che timidamente si lamenta accarezzando lievemente le foglie.
L’aria frizzante è invitante ma nessuno percepisce il suo richiamo perché ognuno è nella propria dimora, nel proprio letto a dormire a sognare altri mondi paralleli ai nostri.
Forse nessuno accetta l’invito perché troppo occupato nelle proprie faccende, ma che dico…a quest’ora di notte quali faccende personali possono esistere?
La notte come il giorno nasconde segreti, chissà un uomo insonne magari è immerso nella lettura ed è sordo quindi al respiro del mondo: il vento.
Chissà…forse una donna si sta occupando del proprio bimbo che non vuole dormire, magari un brutto sogno l’ha destato. Anche lei è sorda: non può percepire il respiro del mondo.
Magari uno scrittore fallito è sveglio ad imprimere tutto ciò che gli passa per la mente. La notte si sa porta consigli, ma anche confusione. Forse lo scrittore non è sordo. La sua penna scivola come un pattinatore danza sul suolo ghiacciato e levigato, come un vagabondo viaggia imperterrito in ogni angolo dell’universo senza sosta, la sua penna non trova pace, non trova tregua.
Neppure il punto lo può fermare, la virgola le permette solo una piccola pausa ma poi si riparte…lettere a rapporto: tutti in carrozza si ricomincia.
È questo ciò che fa lo scrittore fallito, acompagna la penna impazzita nel suo viaggio infinito.
Non ha scopo, non ha meta, non ha traguardo, solo vive il momento lasciando dopo ogni suo passaggio una traccia indelebile.
Lo scrittore non è solo, egli impugna come se fosse il suo grande tesoro la propria penna: strumento di lavoro ma pure arma contro il mondo, scudo contro l’aggressività e fonte di benessere. E la penna per risposta si lascia coccolare e come una colomba bianca, spiega le ali e vola lontano nei pensieri di quell’uomo che con tanta passione impugna il suo tesoro.
Di nuovo il lamento del vento.forse non si sta lamentando, sta giocando a correre tra le fronde degli alberi e le foglie per dispetto annunciano il suo passaggio.
Questo lo scrittore lo intuisce, a lui non sfugge nulla.
La sua penna impazzita scorre seguendo diligentemente i binari quadrettati dei fogli.
Ogni pensieri è impacchettato nei quadretti come fossero prigionieri stessi del foglio.
Ma chi ha il diritto di schiavizzare i pensieri?
No signori, non c’è prigione per il pensiero, un foglio no una ragnatela: non posso credere che il pensiero venga mummificato e lasciato appassire nella tela perfetta e ben tessa da un enorme ragno.
Se quella penna appartiene ad un uomo libero non c’è ragno al mondo che possa intrappolare i suoi pensieri.
Di nuovo le foglie che avvertono la presenza mansueta!
Forse non è una notte qualunque.
Bisogno di socialità
Mi sono resa conto che oggi la gente ha la necessità di socializzare sempre di più. Ora è in voga facebook...tutti amici di tutti. Ognuno con le proprie foto in internet a dichiarare che anch'io esisto...sembra davvero un mondo di pazzi. Io non ci capisco più nulla. Sembra che la stragrande maggioranza delle persone sia persa: a mio avviso questo fatto di dire "ci sono" attraverso facebook o altri siti del genere è solo un modo apparente di esserci. In realtà è fittizio. è fittizio il tenersi in contatto con mail, sms...stiamo costruendo un modno davvero fittizio. E purtroppo devo dire che ci sono anch'io in questo sistema. Ci sto fintanto che non ho trovato il mio sentiero...da vivere nel mondo vero. Mi mette paura però vedere quanta gente c'è in facebook...tutti vogliosi di farsi amici e secondo me questa parola ha perso davvero valore. L'amicizia vera è rara come una perla preziosa. Io ad ogni modo non ho bisogno di questa socialità. A me è sufficiente vedere il sole sorgere e sapere che posso aiutare qualcuno. Non mi serve un set fotografico o degli amici virtuali, quello che vorrei e guardare negli occhi una persona e capire che questa mi sta ascoltando, è stringere la mano a qualcuno e sentire la sua stretta amica, sono le emozioni vere e non un mondo virtuale fatto di foto trandy e contatti che fanno numero. Qualcosa se non cambia in questo mondo....cambio io.
speranza
Oggi è stata una giornata positiva. Anzi l'unica cosa positiva si è riassunta in trenta minuti di gioranta lavorativa. Praticamente sono venuta all'aeroporto con il fondatore dell'associazione Ivan e con due membri e abbiamo parlato con il direttore della scuola di volo e con il presidente dell'aeroclub per organizzare l'evento benefico. Si pensa al 19 aprile 09. Sono davvero felice che sia fattibile l'evento. Pur di riuscire a realizzare quest'evento sono sbucata fuori dalla mia tana ed oggi in occasione dell'evento: "eppur si vola" ho varcato la soglia dell'hangar con Ivan e i due membri per una buona causa. Questo mi ha fatto sentire a mio agio e non badavo a nessuno se non attentamente a quello che veniva detto. Alla timidezza gli ho fatto un baffo in quel momento. Ora si tratta di stilare un verbale che sarà poi da spedire a Marc e Milesi...poi vi è la parte di marketing...e tutto il resto. Calma nell'attività e attiva nella calma dicevo...e così sarà. Per ora sono felice cosi. Nonostante terminata quella mezz'ora sono stata immersa nuovamente nella routine del lavoro. Ma questo un altro discorso: io ad ogni modo ho speranza.
Vomito di parole
Solo un caffé. Doveva trattarsi di un semplice caffé. Ed invece come solito capitarmi la gente si sfoga raccontandomi tutto senza che io abbia chiesto nulla anzi senza che la persona s'interessi di cosa io stia pensando. è incredibile il flusso di parole che può sgorgare dalla bocca: le parole possono sgorgare dalla bocca come la lingua di una rana che sta per agguantare una mosca: fulminea ed allo stesso tempo mortale per il povero insetto. Tutto questo bla bla non lo sopporto più. Mi sento impotente al cospetto della paura della gente. Si perché in fondo credo si tratti di paura. In fondo tutte le nevrosi che ogni giorno constato penso siano dettate dalla paura: la paura della morte, la paura della solitudine, paura di soffrire, paura e ancora paura. Io di cosa ho paura? Penso di avere paura un giorno di esaurire la mia fantasia: unica fonte che fino ad ora mi ha permesso di vivere. Mondo parallelo a quello reale che mi ha concesso il beneficio di sognare ed io non permetterò alla massa di gente ebbra delle proprie paure di vomitarmi addosso tutto le loro fobie. Ascolto volentieri ma quando ho di fronte persone che riversano in modo compulsivo il proprio male senza rispettare la sensibilità dell'altro: qui non sono d'accordo. Ed io come reagisco? Prima prendendo carta e penna: i miei amici inseparabili ma ora al fine di non perdere tutto quanto ho deciso di sfogarmi con la tastiera al fine di vedere i miei pensieri materializzarsi sullo schermo del pc. Mi sembra di suonare il pianoforte quando scrivo e a dipendenza dell'umore e di ciò che io mi permetto di vomitare sullo schermo la pressione sui tasti s'intensifica o s'indebolisce. Se sono tranquilla e serena e sto narrando una sensazione positiva mi sento Sarah McLachlan mentre suona il proprio pianoforte, musica sublime velata da un pizzico di malinconia che mai stona nella vita. Posso essere qualsiasi musicista, mi sento un compositore di melodie dell'esistenza. Al posto della tastiera del pc immagino di avere un pianoforte.Non ho pubblico che mi ascolta: sono solan nella mia stanza e non ci sono orecchie che desiderano assporare lo spettacolo. Ad ogni modo preferisco un passante che interessato si ferma ed ascolta attentamente piuttosto che un pubblico snob intenzionato solo a dimostrare di esserci senza la volontà dell'ascolto. E quindi io in qualità di musicista delle parole sono fiero di starmene da solo a musicare la mia esistenza in attesa di un qualsiasi passante che voglia veramente ascoltare senza alcuna pretesa e giudizio. Solo per il piacere. Ed io qui concludo il mio concerto. Non desidero applausi preferirei una stretta di mano.
La noia è una mosca che balla il tip tap senza scarpe
Sono al lavoro ed in teoria dovrei lavorare ma c'è la calma più totale ed allora mi trovo qui a barcamenarmi nei miei pensieri al fine di far girare le lancette dell'orologio più velocemente. Stasera ho visto che c'è blues a chiasso ma non posso perdermi l'eccezionale evento dell'aeroporto in cui sfileranno miss e mister svizzera. Certo che non mi posso lamentare: se al posto delle pareti dell'aeroporto immagino di essere a casa nella mia mansarda con il mio pc il gioco è fatto, la pesantezza del lavoro si dissolve. Purtroppo la mia mente non è ancora così elastica da farmi credere che non sono dove sono. Ad ogni modo la mia immaginazione è ben rifornita e dunque riesco a rimanere calma anche in una situazione di noia assoluta. La noia è davvero una mosca fastidiosa che silenziosamente si avvicina, poi quando ha familiarizzato con te inizia a ispezionarti per bene, si posiziona dove meno lo desideri e inizi a percepire il fastidioso rumore...così fine ma così dannatamente fastidioso. Questo fastidio più tenti di scacciarlo e più sembra sfidarti e tu cerchi di lottare contro questa forza invisibile ma sembra di stare a giocare a carte con un cieco. Io però ho trovato una soluzione per gustarmi la partita di carte contro un cieco: uso l'immaginazione. M'immagino che sto giocando una delle partite più entusiasmanti di questo mondo: sfida internazionale con il più grande giocatore di carte del globo. E se durante la partita fasulla si avvicina una mosca la faccio amica e la utilizzo come alleata per farmi vincere la partita. Chiedo alla gentile mosca di posizionarsi sulla spalla del giocatore di carte cieco di modo che i mille occhi della mosca riflettano le carte che il giocatore cieco ha. Ed io con un sistema altamente tecnologico scansiono l'immagine che si è riflessa nell'occhio della masca e la ingrandisco di modo che posso leggere la carta dell'avversaio. Noia mostruosa non mi freghi anche si ti travesti in mille modi: io tanto ti riconosco, ti smaschero e ti faccio ballare il tip tap senza scarpe. Così sarai tu a porti domande e a romperti le palle.
Il piacere della bicicletta
Questa mattina come tutte le mattine mi sveglio e sembra che il peso del mio corpo si moltiplichi e che io mi trasformi in pachiderma talmente mi sento pesante. è come se sentissi tutto il peso del mondo premere su ogni punto del mio corpo. Il mio corpo che ora dorme su un divano letto sembra che stia per essere risucchiato negli abissi del mondo ed io con tutte le forze cerco di alzarmi ma la forza che si contrappone è davvero potente ed io ogni mattina sfida questa forza e fino ad ora l'ho avuta vinta io anche se sento che ogni giorno s'impone maggiormente. Piano piano riuscirò a debilitare questa sensazione poiché so che dentro di me ho delle energie che ho annientato. Ora il motto della mia vita è il seguente: sii calmo nell'attività e attivo nella calma. è una frase che mi accompagna in ogni situazione della vita ed è una frase che ognuno di noi dovrebbe scolpirsi in testa credo che molte situazioni si eviterebbero. Questa mattina quando ho finito di lottare contro la forza invisibile che sovrastava il mio corpo ho preso la mountain bike che era di mio fratello e ho fatto un percorso breve ma rigenerante. Questa bicicletta che Luca aveva comprato la utilizzava per scendere dal Monte Generoso a velocità elevata: me lo immagino percorrere i sentieri tempestati di sassolini con lo sguardo attento sul sentiero al fine di non cadere e di avere il piacere di baciare il terreno con la faccia. Io ora utilizzo la sua bici per riuscire ad avere un contatto più reale e vicino con i luoghi. Questa mattina uscita vincitrice dalla sfida mattutina nell'alzarmi ho preso la mbk e mi sono incamminata o meglio inbiciclettata verso il campo sportivo che si trova all'incirca a 200 metri dalla mia mansarda. A quel punto ho attraversato un ponticello che è così stretto da non permettermi di percorrerlo in sella: cosi sono scesa e l'ho attraversato. Prima di attraversalo però mi sono fermata un istante ed un immagine del passato mi è parso davanti agli occhi. è come se vedessi il passato materializzarsi davanti aglio occhi ed io ero li spettatrice. Come se mi fossi tuffata nel passato: ho visto me stessa piccola e mio fratello nel fiume che giocavamo. Quest'immagine si è sovrapposta ad una fotografia che ci ritrae in quel esatto punto in cui giocavamo con una palla gialla. Tutto questo fatto è avvenuto in pochi secondi: ho preso dunque la mbk ed ho proseguito il viaggio in compagnia solo della mia borsa a tracolla. Una volta raggiunto l'altra estremità del ponticello vi è un sentiero nel bosco ed io mi sono fermata ad una panchina rigorosamente rossa che si specchia su di un prato ben curato e che se spostavo il mio sguardo verso l'orizzonte riuscivo a scorgere la mia casa: il giro infatti in bici è un circunnavigare la casa in cui abito e riposo. Una volta terminata la sigaretta ho ripreso il mio cammino e sono uscita vicino all coop d'arzo, dopo la coop d'arzo a quel punto ho raggiunto una panetteria dove vi sono prelibatezze caserecce e li ho comprato un cornetto fresco. Sucesivamente sono entrata alla coop ed ho incontrato un ragazzo che lavava dei carrelli: ragazzo che all'aeroporto avevo fatto un bedge. Era alquanto sorpreso di vedermi ad arzo! dopo aver scambiato quattro parole ho ripreso la mia bici e mi sono diretta ad un osteria dove donne del paese parlavano in dialetto del più e del meno: cosi in mdoo spensierato. senza preoccupazioni, in modo cosi naturale che mi sembra di aver vissuto fino ad ora in un incubo. In un mondo tutto mio. Mi sono permessa di prendere un caffé macchiato a mi sono seduta fuori cercando di approfittare dal calore del sole che mi abbracciava completamente. Il caffé macchiato l'ho accompagnato con la lettura della regione quando in realtà a tratti bloccavo la lettura per ascoltare queste signore che parlavano. A quel punto ho capito quanto la montagna e la gente di montagna abbia capito molto dalla vita.Dopo questa considerazione ho pagato la gentile cameriera e me ne sono andata con la mia bici verso la mia tana. è stata una bella mattinata. Serena e tranquilla e sono felice che sto riuscendo a combattere l'insonnia con metodi naturali scoperti e studiati da me. Per riuscire a soffocare l'ansia che si appropria della mia mente apro le finestre della mansarda cosicché io possa sentire lo scorrere del fiume. Questa musica fiumettistice mi tranquillizza molto: è come se il fiume mi parlasse in un orecchio, come se mi stesse sussurando che lui scorrere sempre e comunque ed io quindi non devo preoccuparmi. Non devo essere irrequieta perché qualsiasi cosa accada lui, il fiume scorrerà ed io sarò lì con lui ad ascoltarlo ed osservarlo. Il fiume mi consiglia e mi dice che anch'io sono come lui: scorro ogni giorno e nel mio scorrere silenzioso anch'io potrò infondere e sussurrare qualcosa a qualcuno. Questo è ciò che mi auguro.
Axalp
Trascrivo le impressioni di un momento vissuto ad Axalp il 06.10.2008
Seduta su una panchina rossa mi faccio ospitare da questo paesaggio che mi infonde tranquillità e pace. Mi accoglie questa panchina color rosso fuoco: panchina che sembrano aver clonato e posizionato in ogni angolo della svizzera. Sembrano far parte anch'esse del paesaggio naturale poiché s'incontrano spesso. Ed io in gambe incrociate resto immobile, muovendo solo la mano per scrivere e di volta in volta alzo lo sguardo per gustare lo spettacolo che assaporo a piccole dosi per riuscire ad apprezzarlo al meglio: così come si degusta un dessert che al fine di non finirlo subito si mastica lentamente.
La montagna che mi guarda è imponente ed incornincia i prati e i paesini sottostanti e scorgo alla mia sinistra una fetta di lago dipinto in indaco. La pace che la natura mi regala incondizionatamente è disturbata dal rumore di una gru o di un camion: non riesco a definire con precisione. Riesco a sentire anche dei colpi di martello su delle assi di legno e delle campane di mucche si mischiano a questi suoni. Oa si ü aggiunto un altro suono che s'impone sugli altri: è un aereo ed io da brava impiegata dell'aeroporto dovrei anche riuscire a definire il tipo di aereo ma non lo so con esattezza: un aereo militare sicuramente perché il suono è potente come volesse a tutti costi dimostrare la sua presenza.
Seduta su una panchina rossa mi faccio ospitare da questo paesaggio che mi infonde tranquillità e pace. Mi accoglie questa panchina color rosso fuoco: panchina che sembrano aver clonato e posizionato in ogni angolo della svizzera. Sembrano far parte anch'esse del paesaggio naturale poiché s'incontrano spesso. Ed io in gambe incrociate resto immobile, muovendo solo la mano per scrivere e di volta in volta alzo lo sguardo per gustare lo spettacolo che assaporo a piccole dosi per riuscire ad apprezzarlo al meglio: così come si degusta un dessert che al fine di non finirlo subito si mastica lentamente.
La montagna che mi guarda è imponente ed incornincia i prati e i paesini sottostanti e scorgo alla mia sinistra una fetta di lago dipinto in indaco. La pace che la natura mi regala incondizionatamente è disturbata dal rumore di una gru o di un camion: non riesco a definire con precisione. Riesco a sentire anche dei colpi di martello su delle assi di legno e delle campane di mucche si mischiano a questi suoni. Oa si ü aggiunto un altro suono che s'impone sugli altri: è un aereo ed io da brava impiegata dell'aeroporto dovrei anche riuscire a definire il tipo di aereo ma non lo so con esattezza: un aereo militare sicuramente perché il suono è potente come volesse a tutti costi dimostrare la sua presenza.
Luekerbad
eccomi qui..nemmeno so a che altezza mi trovo. sono stata davvero precipitosa come spesso mi accade. Ho deciso di prendere l'auto e farmi accompagnare a tratti da musica accuratametne scelta e a tratti ascoltare la radio per non rimanere totalmente staccata da tutto e tutti. Sono partita già male perché una spia gialla già mi avvertiva di stare all'erta..cosi sono andata dal garagista che mi ha zittito quella maledetta spia. la valigetta e le poche cose che mi servivano erano già pronte la sera prima. Quindi una volta partita ho preso direzione centovalli, sempione...faccio un piccolo appunto: orma mi trovo in un itnernet point (e lavatrice point, infatti accanto ai due miseri pc ci sono tre lavatrici e fortunatamente nessuno ora sta lavando sennô il frastuono non mi permetterebbe di scrivere). dicevo ho solo 8 minuti di tempo per scrivere le mie considerazioni quindi non mi perdo. Sono arrivata all 1430 circa senza interruzioni...le montagne hanno accompagnato il mio viaggio e una volta arrivata a leukerbad ho trovato subito il piccolo hotel: ho l'onore di avere una piccola cameretta: stile heidi con un terrazzino di fianco cosî la sigaretta serale non me la impedirà nessuno. Ho depositato la valigia e visto che il centro termale è a due passi mi sono incamminata per chiedere informazioni. visto che era già tardi ho pagato un entrata valida per tre ore. Mi sono lasciata coccolare dall'acqua calda delle terme e il vapore che si formava lasciava intendere quanto freddo facesse. le montagne innevate sembravano volessero anch'esse farsi un bel bagnetto: sembraavno osservarmi dall'alto delle loro cime. io mi sono sentita bene. 3 minuti...domani ho già pianificato un massaggio indiano e poi partirô nel pomeriggio: rimango solo una notte. Prossima destinazione: Brienz. Ancora da definire: la cartina ce l'ho: quindi non mi devo preoccupare. Alla prossima...ora vado in hotel a cambiarmi e poi farò una passeggiata.
Ripensamenti
è alla sera quando torno a casa che tutto mi cade addosso. come una valanga. Mi dico che tutto ciò che faccio non ha alcun senso. Ancor di più questo sentimento si enfatizza quando penso che sono davvero stupida a farmi sfuggire come fossero anguille le opportunità che la vita mi vuole regalare. In questo caso mi sto riferendo all'amore. che sempre rinnego e anche se bussa la porta io faccio finto di essere un'anziana scorbutica, sordo muta che non sente il toc toc alla porta. Sto davvero male, sono ferma qui in Ticino quando in realtà me ne voglio andare da tutto e tutti. Vorrei fuggire via lontano e questo mio istinto non è compatibile con il fatto che sono nella merda con i soldi. Davvero nella merda e devo riuscire a togliermi da questo letamaio da sola perché non ho alternative. Smetto di mangiare, fumare, ...può essere d'aiuto. Fumare giammai. Ho acquistato una moto,,..ho fatto troppe spese. Questo anche è un modo per sfuggire. Per fuggire. Ora mi trasferisco ad Arzo. Questo è quanto. Sono davvero triste.
Vado in montagna
Finalmente. Ho deciso. Me ne vado. Mi dispiace che ultimamente il soggetto dei miei discorsi sia sempre l'appartamento ma urge davvero traslocare. Sembra quasi che questo appartamento mi intrappoli anche i pensieri. Questa mattina pioveva era davvero grigio il cielo e da buona meteropatica mi sono fatta deprimere alla vista del grigiore. Visto che però la volontà di andarmene è più forte di qualsiasi catastrofe naturale si scaglia su questa terra ho avuto la forza di attaccarmi al pc e cercare disperatamente e per l'ennesima volta un appartamento. Dopo molteplici chiamate di mattino presto, ...non avevo parlato ancora con nessuno e dalla mia voce lo si percepiva: sicuramente non avevo una voce squillante come gli agenti immobiliari che mi hanno risposto..ma fa niente. Io ho continuato imperterrita la ricerca e ho già visitato questa mattina una mansarda meravigliosa ad Arzo. è davvero un sogno: tutto di legno, sembra di stare in uno chalet: purtroppo non c'è il terrazzo ma mi adeguo: la vista si affaccia sul bosco e si sente anche lo scorrere del fiume scorre parallelo alla casa: ci sono 5 appartamenti ed io ho avuto la fortuna di avere la mansarda. Ora mi sto illudendo ma l'agente immobiliare sembrava convinto nel concedermelo. Sono troppo entusiasta e infatti tra poco esco dalla mia tana e procedo a spedire i documenti che l'agente necessita cosicché almeno a livello burocratico è già tutto fatto. Stasera mi dice se è mio. La cucina è splendida: è verde...un pò di cromoterapia non fa male! Ci sono i lucernari che fanno filtrare la luce. Già immagino come ammobiliario: sicuramente l'angolo arabo non me lo toglie nessuno. Sono davvero entusiasta perché oltre ad essere attorniata da alberi sento lo scorrere del fiume, c'è la possibilità di fare delle passeggiate, ed è un luogo che mi ispira molta tranquillità. Un luogo ideale dove riposare, e sento che quella mansarda è portatrice di ispirazione. Sento che lì posso scrivere in tranquillità. Finalmente...montagna sto arrivando!
si ricomincia...
sono tornata ieri sera da Ravenna e ho già fatto mille cose...è incredibile il rilassamento che avevo iniziato ad assaporare già è svanito e lo stress è già alle porte. Quello che ho combinato a Ravenna è stato dormire. Ed ora ritornare in questa tana non mi rende molto pacifica anzi ho già trascorso la mia bella notte insonne. Sono sempre alla disperata ricerca dell'appartamento...magari ne ho trovato uno a mendrisio già ammobiliato. è piccolo ma è meglio così è tutto a portata di mano: ciò che necessito non è molto. Giusto una scrivania l'attacco per internet un letto comodo dove possa affondare il mio corpo dopo interminabili giornate di lavoro. Ora sono sempre in fase di riflessione...Da quando sono tornata da Ravenna ho già firmato il contratto per la moto..che domani ritiro, sono andata a vedere due appartamenti, ho disfato la valigia riposto tutto quanto negli appositi cassetti, fatto la spesa...insomma sabato alle 13 inizio lavoro ma a me sembra di aver già lavorato. Ma non mi devo lamentare, in fondo c'è già la Sig.ra anziana che abita sopra di me che pensa a lamentarsi. Non comprendo ha più di ottanta anni ed è in forma a mio parere, sveglia, lucida, arzilla...ma quando vede me scarica tutto i dolori inimmaginabili ed io impotente l'ascolto. è una brava persona ma sentire quotidianamenti gli acciacchi e le lamentele di una persona non è il massimo: l'ambiente in cui vive influenza l'umore.
Ho iniziato a studiare psicologia generale: tutto online...un grande impegno. Ora si tratta solo di organizzare in modo tale che non crolli: lavoro, studio e appartamento. Basta ora pensieri così pesanti. Finisco la sigaretta e vado a dormire...è stata una giornata pesante perchè non ho dormito. Buona notte.
Ho iniziato a studiare psicologia generale: tutto online...un grande impegno. Ora si tratta solo di organizzare in modo tale che non crolli: lavoro, studio e appartamento. Basta ora pensieri così pesanti. Finisco la sigaretta e vado a dormire...è stata una giornata pesante perchè non ho dormito. Buona notte.
Si parte!
è tutto pronto, incredibile ma vero ho già fatto la valigia per la tanto bramata vacanzina a Ravenna. Potevo anche andare al porto di genova l'importante è partire, e finalmente dormire e farsi servire e riverire. Per la prima volta mi sono imposta il relax assoluto. l'unico strumento di lavoro che mi porto appresso sarà la macchina fotografica e il libro che sto leggendo. Il resto vestiti e gli occhialini per scrutare il mondo sommerso...mi auguro di avere la forza di riemeregere dai fondali di Ravenna..sono così stanca che penso di avere anche la capacità di assopirmi sott'acqua. Ad ogni modo non ho ancora le branchie che mi permettano di fare compagnia a lungo ai pesciolini. Oggi ho fatto addirittura grande compere..ho speso una cifra esorbitante ma per se fatto una volta nella vita va bene! (questa è una scusa per tranquillizzarmi).
Stamattina di buon'ora ero sveglia e scattante (questo invece è un affermazione chiaramente ironica infatti non ho dormito molto) per vedere l'appartamento. Commento: carino. Non mi convince. Devo rfilettere. i punti a favore sono l'ubicazione centrale, è stato appena ristrutturato ma i fattori negativi soffocano quelli positivi: non c'è una terrazza, ci sono solo due finestre che danno su un'altra casa, nella toilette (come sono raffinata eh?) non c'è uno spiraglio di luce e c'è solo la doccia (questo potrebbe essere positivo così sono obbligata ad essere sbrigativa e non rischio così di addormentarmi mentre mi faccio un buon bagno caldo). l'affitto è superiore a quello che pago ora, ,...non so devo riflettere.
La stazione radio che ho addescato in internet mi auguro mi aiuti nella mia decisione...ora sono in compagnia di musica blues. vediamo chi è l'artista che canta ora...sinceramente lo trovo ripetitivo e noioso ma chissà che non abbia fatto di qualcosa più interessante lui è: Chuck Roberson con Candy Man. Mi auguro che nessuno si offenda con tale giudizio. Ma era riferito ad ogni modo a questa canzone...che non vuole finire.
domani partenza alle 830...solo 5 giorni poi si riprende a lavorare. Ingrato mondo. C'è di peggio: per esempio non riuscire a chiudersi i pantaloni perché la lampo si è rotta, oppure cercare disperatamente le chiavi dell'auto quando sei di fretta, oppure non trovare il cellulare fondamentale per la sveglia mattutina, ....questi sono le dure lotte quotidiane a cui siamo sottoposti noi esseri occidentali.
I love you baby,..è cambiata canzone finalmente, questa però è struggente (Kenne Wayne-Georgia Pine). e qui concludo con questa canzone, m'immagino il cantante con il cuore in mano ancora pulsante e la sua bocca che si apre in un lamento struggente, ..è ora di cambiare stazione radiofonica.
Stamattina di buon'ora ero sveglia e scattante (questo invece è un affermazione chiaramente ironica infatti non ho dormito molto) per vedere l'appartamento. Commento: carino. Non mi convince. Devo rfilettere. i punti a favore sono l'ubicazione centrale, è stato appena ristrutturato ma i fattori negativi soffocano quelli positivi: non c'è una terrazza, ci sono solo due finestre che danno su un'altra casa, nella toilette (come sono raffinata eh?) non c'è uno spiraglio di luce e c'è solo la doccia (questo potrebbe essere positivo così sono obbligata ad essere sbrigativa e non rischio così di addormentarmi mentre mi faccio un buon bagno caldo). l'affitto è superiore a quello che pago ora, ,...non so devo riflettere.
La stazione radio che ho addescato in internet mi auguro mi aiuti nella mia decisione...ora sono in compagnia di musica blues. vediamo chi è l'artista che canta ora...sinceramente lo trovo ripetitivo e noioso ma chissà che non abbia fatto di qualcosa più interessante lui è: Chuck Roberson con Candy Man. Mi auguro che nessuno si offenda con tale giudizio. Ma era riferito ad ogni modo a questa canzone...che non vuole finire.
domani partenza alle 830...solo 5 giorni poi si riprende a lavorare. Ingrato mondo. C'è di peggio: per esempio non riuscire a chiudersi i pantaloni perché la lampo si è rotta, oppure cercare disperatamente le chiavi dell'auto quando sei di fretta, oppure non trovare il cellulare fondamentale per la sveglia mattutina, ....questi sono le dure lotte quotidiane a cui siamo sottoposti noi esseri occidentali.
I love you baby,..è cambiata canzone finalmente, questa però è struggente (Kenne Wayne-Georgia Pine). e qui concludo con questa canzone, m'immagino il cantante con il cuore in mano ancora pulsante e la sua bocca che si apre in un lamento struggente, ..è ora di cambiare stazione radiofonica.
Pensando alla nuova dimora...
Sono quasi le 02.30 del mattino. Una persona che rientra nella normalità in teoria dovrebbe starsene accoccolata sotto il piumone o comunque in posizione supina. Al contrario di me che sono stata tutta la sera a navigare per mari sconfinati in rete. Mi sono fatta una cultura generale di musica: il mondo infinto che youtube e compagnia bella offre non è affatto male. Non mi soffermo molto perché domani mattina, mi correggo stamattina andrò a vedere un appartamento che mi auguro mi potrò impossessare. Per lo meno si trova in centro, comodo passeggiare e avere a portata di mano tutto quanto. Qui dove sto ora (é forse questo il motivo che mi rende irrequieta e non mi fa dormrie?) non l'apprezzo più. è stato diciamo un amore a prima vista quando mi sono trasferita qui. Correva il lontano anno del 2007, quasi due anni. Il giardino, è il giardino che mi ha fregato: come una coda di un pavone mi sono fatta abbagliare dal giardino ma non ho approfondito la conoscenza...la camera infatti è un tubo lungo e stretto ed oscuro: sembra di appisolarsi in un cannolo. Manca davvero il fiato. Infatti ora mi sono ingegnata ed ho fatto un grande acquisto che arrivando al negozio quasi mi vergognavo: vi era la sfilata dei più grandi letti che mai si possano immaginare. Letti di legno pregiato, letti matrimoniali di ferro, letti bianchi, letti neri, letti con la Elle maisucola...ed io invece ho addocchiato un piccolo letto a chf 99 che mi guardava con quest'aria desolata..come mi trovassi in un canile e ti trovi un cucciolone che ti osserva con quegli occhioni (niente divagazioni, il discorso del cane lo affronterò in un successivo momento)...dicevo questo letto che neanche posso definire tale in confronto alle bellezze mozzafiato che gli stavano accanto. Questa brandina l'ho posizionata in soggiorno che davanti al tavolo bar della cucina. Sono le 02.30 passate, anche se il mio orologio biologico interno non da segni di rallentamento m'impongo ora di spegnere il pc ed andare a fare la nanna in armonia con l'intero cosmo. Altro che...domani il cosmo mi schiaccerà se non la smetto di far scivolare le dita su questa tastiera.Notte a voi esseri della notte.
anima materializzata
Movimento del mondo: ovvero diario a cielo aperto
Velocità=paura
Davvero non capisco. Non riesco a comprendere la funzionalità della velocità. Ci provo, mi sforzo, corrugo la fronte ma una risopsta non riesco a darmela. Non so se vi è mai capitato di viaggiare in auto con la musica che innonda tutto l'interno auto e la vostra mente. Bene, a me capita spesso e quando guardo il mondo da quella postazione mi sento come un pesce in un acquario. Anzi a dire la verità credo che la boccia sia il mondo intero che sta al di fuori dell'auto in cui sono comodamente seduta. Viaggiare in auto ascoltando la musica ad un volume moderato permette cose eccezionali: fare un grande salto al
di fuori di quell'orribile acuqario dove pesci impazziti credono di percorrere lunge distante che li porta lontano chissà da cosa e da chi. In realtà stanno bleffando, si trovano come trote d'allevamento sempre a girare intorno in quella boccia trasparente. Io intanto mi diverto ad ascoltare la musica che mi permette di spaccare in milla pezzi quell'acquario che tanto detesto. Sono una visitatrice che guarda divertita lo spettacolo che mi si presenta: impiegati di tutto punto che corrono con la propria valigetta, un ragazzo in fase dark che fissa davanti a se oppure non sta fissando proprio nulla, una bella donna che elegantemente cammina sul marciapiede armata del proprio cellulare che come volesse possderlo lo stringe forte all'orecchio, una donna un pò grassoccia che sorride al proprio bimbo, se ne va felice sentendosi una donna realizzata grazie al pargoletto che spensierato si lascia trasportare dalla mamma, mi sembra una vignetta esilarante tuto questo spettacolo. La nuvoletta bianca che vedo materializzarsi sopra le teste di tutti queste trote d'allevamento sembrano solo un gran bla bla. Ed io invece ho preso la mia nuovletta fumettistica l'ho resa piccola piccola, come una pallina e ne ho fatto un chew gum.
di fuori di quell'orribile acuqario dove pesci impazziti credono di percorrere lunge distante che li porta lontano chissà da cosa e da chi. In realtà stanno bleffando, si trovano come trote d'allevamento sempre a girare intorno in quella boccia trasparente. Io intanto mi diverto ad ascoltare la musica che mi permette di spaccare in milla pezzi quell'acquario che tanto detesto. Sono una visitatrice che guarda divertita lo spettacolo che mi si presenta: impiegati di tutto punto che corrono con la propria valigetta, un ragazzo in fase dark che fissa davanti a se oppure non sta fissando proprio nulla, una bella donna che elegantemente cammina sul marciapiede armata del proprio cellulare che come volesse possderlo lo stringe forte all'orecchio, una donna un pò grassoccia che sorride al proprio bimbo, se ne va felice sentendosi una donna realizzata grazie al pargoletto che spensierato si lascia trasportare dalla mamma, mi sembra una vignetta esilarante tuto questo spettacolo. La nuvoletta bianca che vedo materializzarsi sopra le teste di tutti queste trote d'allevamento sembrano solo un gran bla bla. Ed io invece ho preso la mia nuovletta fumettistica l'ho resa piccola piccola, come una pallina e ne ho fatto un chew gum.
anima materializzata
Movimento del mondo: ovvero diario a cielo aperto
Champagne!...salute al blog!
è sera inoltrata e come è mia consuetudine la notte mi avvolge come fosse un'accogliente coperta di lana oppure in questo caso visto che fa caldo una fresca bibita con mille bollicine. Tra le mille bollicine che vedranno gassare questo blog non ci sarà solo il mio presente bensì anche il passato, i pensieri del passato che voglio ora raccogliere e far trovare dimora stabile qui. Fintanto che io non mi sento appartenente a nessun luogo per lo meno l'idea che qualcosa di mio sia fisso mi aiuta molto per affrontare la vita.
Questa sera per inaugurare il blog (già la parola in sé non mi piace il suono mi richiama un rigurgito...oppure una smorfia, avrei preferito qualcosa di meno rigurgitoso..non so, infatti non so non mi viene in mente nulla). Ad ogni modo di seguito pongo una preghiera indiana che mi aiuta spesso e volentieri quando brutti pensieri si impossessano della mia volontà di vivere e respirare il mondo.¨
Preghiera indiana
“Oh Grande Spirito, la cu
i voce sento nei venti ed il cui respiro dà vita a tutto il mondo, ascoltami!Vengo davanti a Te, uno dei tuoi tanti figli.Sono piccolo e debole, ho bisogno della tua forza e della tua saggezza.Lasciami camminare tra le cose belle, e fà che i miei occhi ammirino il tramonto rosso e oro.Fà che le mie mani rispettino tutto ciò che hai creato,e le mie orecchie siano acute nell’udire la tua voce.Fammi saggio, così che io conosca le cose che hai insegnato al mio popolo,le lezioni che hai nascosto in ogni foglia, in ogni roccia.Cerco forza, non per essere superiore ai miei fratelli,ma per essere abile a combattere il mio più grande nemico: me stesso!Fa che io sia sempre pronto a venire a te, con mani pulite e occhi dritti,così che quando la mia vita svanirà come luce al tramonto,il mio spirito possa venire a te senza vergogna”.Preghiera del capo indiano Yellow Hark
Questa sera per inaugurare il blog (già la parola in sé non mi piace il suono mi richiama un rigurgito...oppure una smorfia, avrei preferito qualcosa di meno rigurgitoso..non so, infatti non so non mi viene in mente nulla). Ad ogni modo di seguito pongo una preghiera indiana che mi aiuta spesso e volentieri quando brutti pensieri si impossessano della mia volontà di vivere e respirare il mondo.¨
Preghiera indiana
“Oh Grande Spirito, la cu
i voce sento nei venti ed il cui respiro dà vita a tutto il mondo, ascoltami!Vengo davanti a Te, uno dei tuoi tanti figli.Sono piccolo e debole, ho bisogno della tua forza e della tua saggezza.Lasciami camminare tra le cose belle, e fà che i miei occhi ammirino il tramonto rosso e oro.Fà che le mie mani rispettino tutto ciò che hai creato,e le mie orecchie siano acute nell’udire la tua voce.Fammi saggio, così che io conosca le cose che hai insegnato al mio popolo,le lezioni che hai nascosto in ogni foglia, in ogni roccia.Cerco forza, non per essere superiore ai miei fratelli,ma per essere abile a combattere il mio più grande nemico: me stesso!Fa che io sia sempre pronto a venire a te, con mani pulite e occhi dritti,così che quando la mia vita svanirà come luce al tramonto,il mio spirito possa venire a te senza vergogna”.Preghiera del capo indiano Yellow Hark
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