Cerca nei soffi di pensieri

Chi sono?




Fonte: Patrizia Valduga

Io sono sempre stata come sono
anche quando non ero come sono
quindi nessuno saprà mai come sono
perché non sono solo ciò che sono.

Cullarsi nell'infinito


27.07.2008


...e così mi abbandonai

al mare ed esso mi cullò

e viziò a tal punto

da essere in balia delle sue

onde.

Or son beata nell'infinito

del mare

ove trovo riposo e

felicità.

Non percepisco il peso

del mio corpo

e

tutto ciò che mi

rimane è

l'orizzonte che

incornicia il quadro

di cui sono modella.

Le dolce carezze che il mare

mi regala mi disegnano

sul volto

un lieve sorriso

che a volte stenta manifestarsi.

Scorgo

un gabbiano

sopra di me che sfruttando le correnti

d'aria

vola liberamente

lo seguo

con lo sguardo ma

ora è già lontano

per distinguerlo nel blu

intenso del cielo.

Di nuovo

un'onda

mi abbraccia ed io

mi aggrappo ad essa

invana: l'onda

è già svanita.

Non dispero.

Riesco a scorgere all'orizzonte

un esercito di onde

pronte ad accogilermi

senza violenza

ma con la dovuta cura

a cui si riserva ad un ospite gradito.

Finalmente

non mi sento

sola

nell'infinito mare blu

che sottosopra

appare cielo.

Mi sembra di trovarmi su di uno

specchio

il cielo

riflesso

sul mare

ed il mare

riflesso sul cielo.

Ma in realtà non c'è nessun gioco di

specchi.

L'unico gioco da giocare

con leggerezza e al contempo

con coscenza è quello della

vita.

Ma qui in balia delle onde non

voglio riflettere sulla vita.

Desidero solo non far svanire

il mio sorriso

desidero

farmi viziare ancora un pò

dal dolce

abbraccio del

mare.

Emozioni congelate

18.02.2008

Pareti rocciose,
spigoli pungenti,
angoli acuti,
spazio soffocante,
orizzonte invisibile,
movimenti frenati,
paesaggi statici,
venti immobili,
aria fredda,
grida silenziose,
volti inespressivi,
mondo sotterraneo,
lacrima cristalizzata.
Tutto
immobile.
la vita,
la morte
due punti
immobili.

Clessidra


27.01.2005

Sabbia.
Granelli sottili.
Granelli che rincorrono l'orizzonte.
Granelli destinati
ad osservare e
sperare.
Granelli
intrappolati
in una clessidra.
Lentamente
piano
piano
svaniscono.
Per rinascere
orizzonte.

Scatto di vita

07.01.2008
Guardo una vecchia fotografia e ti vedo sorridere
Ma è un sorriso rubato ad un periodo di tensioni
Quel sorriso tra il furbesco e l’ingenuità della fanciullezza sembra
Incorniciare un’infanzia costellato da spensieratezza
Ma non è così.
Ciò che vedo in quella foto è mio fratello
Che sorride ma il sorriso si spegne
Non appena lo scatto fotografico è ultimato
Le foto sono belle perché in un istante
Cristallizzano un momento di vita
Illudendoti che l’istante catturato si protrae
Nel tempo.
Nulla si protrae nel tempo.
Ed io mi trovo qui a studiare questa vecchia fotografia di te
Che con sguardo da monello mi osservi.
Mai avrei immaginato di osservati attraverso una foto e
Scrivere di te: fratello ma sconosciuto allo stesso tempo.
Guardo questa vecchia foto inno al mio quarto anno di vita

Anime sole

Anime sole che camminano abbracciati ad altre anime solo creando l’illusione di un’unità, di un tutt’uno ma ogni elemento è fine a se stesso.Non si completa se trova n’altra anima come lei. È solo un'altra solitario che affianca la tua solitudine

Freddo

sento freddo.freddo prepotente che vuole affondarsi nelle ossa per poi colpirmi anche nella mente.freddo raggelante che in questa sera uggiosa e scura vuole imporsi e evidenziare il mio stato d'animo. Sono in crisi. Scrivere mi permette di posare una morbida coperta sul mio corpo così stanco.

Pioggia

Il tichettio della pioggia sta scandendo questa serata che sembra interminabile. Non mi va di guaradare la tv..da un mese ormai non avevo la tele ed ora che ce l'ho capisco che non mi mancava affatto. Per fortuna che si è messo a piovere almeno il rumore di ogni singola goccia mi scandisce il tempo di questa serata così malinconica. Non ho proprio voglia di fare nulla. Non mi va di leggere, non mi va di chiamare nessuno, non mi va di fare nulla. Forse dovrei dormire..chiudere gli occhi ed abbandonarmi alla musica della pioggia, per lo meno la nataura è dalla mia parte, mi vuole incantare con il suo ritmo cosi costante e rilassante. Io leggo così il rumore della pioggia, magari a qualcun altro infastidisce. Oggi è stata una giornata di nuovo pesante. Mi sono svegliata presto ed ho stirato, attvitià davvero odiosa (diciamo che non sono per nulla una casalinga modello), ..però ecco ora non mi va neppure di descrivere la mia giornata...quello che farò quindi è copiare uno scritto che avevo impresso tempo fa. A voi lettori ecco qua servito un piatto che avevo riposto in dispensa:
09.07.2004 2.10 am
Una sera come tante.
Il vento che timidamente si lamenta accarezzando lievemente le foglie.
L’aria frizzante è invitante ma nessuno percepisce il suo richiamo perché ognuno è nella propria dimora, nel proprio letto a dormire a sognare altri mondi paralleli ai nostri.
Forse nessuno accetta l’invito perché troppo occupato nelle proprie faccende, ma che dico…a quest’ora di notte quali faccende personali possono esistere?
La notte come il giorno nasconde segreti, chissà un uomo insonne magari è immerso nella lettura ed è sordo quindi al respiro del mondo: il vento.
Chissà…forse una donna si sta occupando del proprio bimbo che non vuole dormire, magari un brutto sogno l’ha destato. Anche lei è sorda: non può percepire il respiro del mondo.
Magari uno scrittore fallito è sveglio ad imprimere tutto ciò che gli passa per la mente. La notte si sa porta consigli, ma anche confusione. Forse lo scrittore non è sordo. La sua penna scivola come un pattinatore danza sul suolo ghiacciato e levigato, come un vagabondo viaggia imperterrito in ogni angolo dell’universo senza sosta, la sua penna non trova pace, non trova tregua.
Neppure il punto lo può fermare, la virgola le permette solo una piccola pausa ma poi si riparte…lettere a rapporto: tutti in carrozza si ricomincia.
È questo ciò che fa lo scrittore fallito, acompagna la penna impazzita nel suo viaggio infinito.
Non ha scopo, non ha meta, non ha traguardo, solo vive il momento lasciando dopo ogni suo passaggio una traccia indelebile.
Lo scrittore non è solo, egli impugna come se fosse il suo grande tesoro la propria penna: strumento di lavoro ma pure arma contro il mondo, scudo contro l’aggressività e fonte di benessere. E la penna per risposta si lascia coccolare e come una colomba bianca, spiega le ali e vola lontano nei pensieri di quell’uomo che con tanta passione impugna il suo tesoro.
Di nuovo il lamento del vento.forse non si sta lamentando, sta giocando a correre tra le fronde degli alberi e le foglie per dispetto annunciano il suo passaggio.
Questo lo scrittore lo intuisce, a lui non sfugge nulla.
La sua penna impazzita scorre seguendo diligentemente i binari quadrettati dei fogli.
Ogni pensieri è impacchettato nei quadretti come fossero prigionieri stessi del foglio.
Ma chi ha il diritto di schiavizzare i pensieri?
No signori, non c’è prigione per il pensiero, un foglio no una ragnatela: non posso credere che il pensiero venga mummificato e lasciato appassire nella tela perfetta e ben tessa da un enorme ragno.
Se quella penna appartiene ad un uomo libero non c’è ragno al mondo che possa intrappolare i suoi pensieri.

Di nuovo le foglie che avvertono la presenza mansueta!

Forse non è una notte qualunque.

Bisogno di socialità

Mi sono resa conto che oggi la gente ha la necessità di socializzare sempre di più. Ora è in voga facebook...tutti amici di tutti. Ognuno con le proprie foto in internet a dichiarare che anch'io esisto...sembra davvero un mondo di pazzi. Io non ci capisco più nulla. Sembra che la stragrande maggioranza delle persone sia persa: a mio avviso questo fatto di dire "ci sono" attraverso facebook o altri siti del genere è solo un modo apparente di esserci. In realtà è fittizio. è fittizio il tenersi in contatto con mail, sms...stiamo costruendo un modno davvero fittizio. E purtroppo devo dire che ci sono anch'io in questo sistema. Ci sto fintanto che non ho trovato il mio sentiero...da vivere nel mondo vero. Mi mette paura però vedere quanta gente c'è in facebook...tutti vogliosi di farsi amici e secondo me questa parola ha perso davvero valore. L'amicizia vera è rara come una perla preziosa. Io ad ogni modo non ho bisogno di questa socialità. A me è sufficiente vedere il sole sorgere e sapere che posso aiutare qualcuno. Non mi serve un set fotografico o degli amici virtuali, quello che vorrei e guardare negli occhi una persona e capire che questa mi sta ascoltando, è stringere la mano a qualcuno e sentire la sua stretta amica, sono le emozioni vere e non un mondo virtuale fatto di foto trandy e contatti che fanno numero. Qualcosa se non cambia in questo mondo....cambio io.

speranza

Oggi è stata una giornata positiva. Anzi l'unica cosa positiva si è riassunta in trenta minuti di gioranta lavorativa. Praticamente sono venuta all'aeroporto con il fondatore dell'associazione Ivan e con due membri e abbiamo parlato con il direttore della scuola di volo e con il presidente dell'aeroclub per organizzare l'evento benefico. Si pensa al 19 aprile 09. Sono davvero felice che sia fattibile l'evento. Pur di riuscire a realizzare quest'evento sono sbucata fuori dalla mia tana ed oggi in occasione dell'evento: "eppur si vola" ho varcato la soglia dell'hangar con Ivan e i due membri per una buona causa. Questo mi ha fatto sentire a mio agio e non badavo a nessuno se non attentamente a quello che veniva detto. Alla timidezza gli ho fatto un baffo in quel momento. Ora si tratta di stilare un verbale che sarà poi da spedire a Marc e Milesi...poi vi è la parte di marketing...e tutto il resto. Calma nell'attività e attiva nella calma dicevo...e così sarà. Per ora sono felice cosi. Nonostante terminata quella mezz'ora sono stata immersa nuovamente nella routine del lavoro. Ma questo un altro discorso: io ad ogni modo ho speranza.

Vomito di parole

Solo un caffé. Doveva trattarsi di un semplice caffé. Ed invece come solito capitarmi la gente si sfoga raccontandomi tutto senza che io abbia chiesto nulla anzi senza che la persona s'interessi di cosa io stia pensando. è incredibile il flusso di parole che può sgorgare dalla bocca: le parole possono sgorgare dalla bocca come la lingua di una rana che sta per agguantare una mosca: fulminea ed allo stesso tempo mortale per il povero insetto. Tutto questo bla bla non lo sopporto più. Mi sento impotente al cospetto della paura della gente. Si perché in fondo credo si tratti di paura. In fondo tutte le nevrosi che ogni giorno constato penso siano dettate dalla paura: la paura della morte, la paura della solitudine, paura di soffrire, paura e ancora paura. Io di cosa ho paura? Penso di avere paura un giorno di esaurire la mia fantasia: unica fonte che fino ad ora mi ha permesso di vivere. Mondo parallelo a quello reale che mi ha concesso il beneficio di sognare ed io non permetterò alla massa di gente ebbra delle proprie paure di vomitarmi addosso tutto le loro fobie. Ascolto volentieri ma quando ho di fronte persone che riversano in modo compulsivo il proprio male senza rispettare la sensibilità dell'altro: qui non sono d'accordo. Ed io come reagisco? Prima prendendo carta e penna: i miei amici inseparabili ma ora al fine di non perdere tutto quanto ho deciso di sfogarmi con la tastiera al fine di vedere i miei pensieri materializzarsi sullo schermo del pc. Mi sembra di suonare il pianoforte quando scrivo e a dipendenza dell'umore e di ciò che io mi permetto di vomitare sullo schermo la pressione sui tasti s'intensifica o s'indebolisce. Se sono tranquilla e serena e sto narrando una sensazione positiva mi sento Sarah McLachlan mentre suona il proprio pianoforte, musica sublime velata da un pizzico di malinconia che mai stona nella vita. Posso essere qualsiasi musicista, mi sento un compositore di melodie dell'esistenza. Al posto della tastiera del pc immagino di avere un pianoforte.Non ho pubblico che mi ascolta: sono solan nella mia stanza e non ci sono orecchie che desiderano assporare lo spettacolo. Ad ogni modo preferisco un passante che interessato si ferma ed ascolta attentamente piuttosto che un pubblico snob intenzionato solo a dimostrare di esserci senza la volontà dell'ascolto. E quindi io in qualità di musicista delle parole sono fiero di starmene da solo a musicare la mia esistenza in attesa di un qualsiasi passante che voglia veramente ascoltare senza alcuna pretesa e giudizio. Solo per il piacere. Ed io qui concludo il mio concerto. Non desidero applausi preferirei una stretta di mano.

La noia è una mosca che balla il tip tap senza scarpe

Sono al lavoro ed in teoria dovrei lavorare ma c'è la calma più totale ed allora mi trovo qui a barcamenarmi nei miei pensieri al fine di far girare le lancette dell'orologio più velocemente. Stasera ho visto che c'è blues a chiasso ma non posso perdermi l'eccezionale evento dell'aeroporto in cui sfileranno miss e mister svizzera. Certo che non mi posso lamentare: se al posto delle pareti dell'aeroporto immagino di essere a casa nella mia mansarda con il mio pc il gioco è fatto, la pesantezza del lavoro si dissolve. Purtroppo la mia mente non è ancora così elastica da farmi credere che non sono dove sono. Ad ogni modo la mia immaginazione è ben rifornita e dunque riesco a rimanere calma anche in una situazione di noia assoluta. La noia è davvero una mosca fastidiosa che silenziosamente si avvicina, poi quando ha familiarizzato con te inizia a ispezionarti per bene, si posiziona dove meno lo desideri e inizi a percepire il fastidioso rumore...così fine ma così dannatamente fastidioso. Questo fastidio più tenti di scacciarlo e più sembra sfidarti e tu cerchi di lottare contro questa forza invisibile ma sembra di stare a giocare a carte con un cieco. Io però ho trovato una soluzione per gustarmi la partita di carte contro un cieco: uso l'immaginazione. M'immagino che sto giocando una delle partite più entusiasmanti di questo mondo: sfida internazionale con il più grande giocatore di carte del globo. E se durante la partita fasulla si avvicina una mosca la faccio amica e la utilizzo come alleata per farmi vincere la partita. Chiedo alla gentile mosca di posizionarsi sulla spalla del giocatore di carte cieco di modo che i mille occhi della mosca riflettano le carte che il giocatore cieco ha. Ed io con un sistema altamente tecnologico scansiono l'immagine che si è riflessa nell'occhio della masca e la ingrandisco di modo che posso leggere la carta dell'avversaio. Noia mostruosa non mi freghi anche si ti travesti in mille modi: io tanto ti riconosco, ti smaschero e ti faccio ballare il tip tap senza scarpe. Così sarai tu a porti domande e a romperti le palle.

Il piacere della bicicletta

Questa mattina come tutte le mattine mi sveglio e sembra che il peso del mio corpo si moltiplichi e che io mi trasformi in pachiderma talmente mi sento pesante. è come se sentissi tutto il peso del mondo premere su ogni punto del mio corpo. Il mio corpo che ora dorme su un divano letto sembra che stia per essere risucchiato negli abissi del mondo ed io con tutte le forze cerco di alzarmi ma la forza che si contrappone è davvero potente ed io ogni mattina sfida questa forza e fino ad ora l'ho avuta vinta io anche se sento che ogni giorno s'impone maggiormente. Piano piano riuscirò a debilitare questa sensazione poiché so che dentro di me ho delle energie che ho annientato. Ora il motto della mia vita è il seguente: sii calmo nell'attività e attivo nella calma. è una frase che mi accompagna in ogni situazione della vita ed è una frase che ognuno di noi dovrebbe scolpirsi in testa credo che molte situazioni si eviterebbero. Questa mattina quando ho finito di lottare contro la forza invisibile che sovrastava il mio corpo ho preso la mountain bike che era di mio fratello e ho fatto un percorso breve ma rigenerante. Questa bicicletta che Luca aveva comprato la utilizzava per scendere dal Monte Generoso a velocità elevata: me lo immagino percorrere i sentieri tempestati di sassolini con lo sguardo attento sul sentiero al fine di non cadere e di avere il piacere di baciare il terreno con la faccia. Io ora utilizzo la sua bici per riuscire ad avere un contatto più reale e vicino con i luoghi. Questa mattina uscita vincitrice dalla sfida mattutina nell'alzarmi ho preso la mbk e mi sono incamminata o meglio inbiciclettata verso il campo sportivo che si trova all'incirca a 200 metri dalla mia mansarda. A quel punto ho attraversato un ponticello che è così stretto da non permettermi di percorrerlo in sella: cosi sono scesa e l'ho attraversato. Prima di attraversalo però mi sono fermata un istante ed un immagine del passato mi è parso davanti agli occhi. è come se vedessi il passato materializzarsi davanti aglio occhi ed io ero li spettatrice. Come se mi fossi tuffata nel passato: ho visto me stessa piccola e mio fratello nel fiume che giocavamo. Quest'immagine si è sovrapposta ad una fotografia che ci ritrae in quel esatto punto in cui giocavamo con una palla gialla. Tutto questo fatto è avvenuto in pochi secondi: ho preso dunque la mbk ed ho proseguito il viaggio in compagnia solo della mia borsa a tracolla. Una volta raggiunto l'altra estremità del ponticello vi è un sentiero nel bosco ed io mi sono fermata ad una panchina rigorosamente rossa che si specchia su di un prato ben curato e che se spostavo il mio sguardo verso l'orizzonte riuscivo a scorgere la mia casa: il giro infatti in bici è un circunnavigare la casa in cui abito e riposo. Una volta terminata la sigaretta ho ripreso il mio cammino e sono uscita vicino all coop d'arzo, dopo la coop d'arzo a quel punto ho raggiunto una panetteria dove vi sono prelibatezze caserecce e li ho comprato un cornetto fresco. Sucesivamente sono entrata alla coop ed ho incontrato un ragazzo che lavava dei carrelli: ragazzo che all'aeroporto avevo fatto un bedge. Era alquanto sorpreso di vedermi ad arzo! dopo aver scambiato quattro parole ho ripreso la mia bici e mi sono diretta ad un osteria dove donne del paese parlavano in dialetto del più e del meno: cosi in mdoo spensierato. senza preoccupazioni, in modo cosi naturale che mi sembra di aver vissuto fino ad ora in un incubo. In un mondo tutto mio. Mi sono permessa di prendere un caffé macchiato a mi sono seduta fuori cercando di approfittare dal calore del sole che mi abbracciava completamente. Il caffé macchiato l'ho accompagnato con la lettura della regione quando in realtà a tratti bloccavo la lettura per ascoltare queste signore che parlavano. A quel punto ho capito quanto la montagna e la gente di montagna abbia capito molto dalla vita.Dopo questa considerazione ho pagato la gentile cameriera e me ne sono andata con la mia bici verso la mia tana. è stata una bella mattinata. Serena e tranquilla e sono felice che sto riuscendo a combattere l'insonnia con metodi naturali scoperti e studiati da me. Per riuscire a soffocare l'ansia che si appropria della mia mente apro le finestre della mansarda cosicché io possa sentire lo scorrere del fiume. Questa musica fiumettistice mi tranquillizza molto: è come se il fiume mi parlasse in un orecchio, come se mi stesse sussurando che lui scorrere sempre e comunque ed io quindi non devo preoccuparmi. Non devo essere irrequieta perché qualsiasi cosa accada lui, il fiume scorrerà ed io sarò lì con lui ad ascoltarlo ed osservarlo. Il fiume mi consiglia e mi dice che anch'io sono come lui: scorro ogni giorno e nel mio scorrere silenzioso anch'io potrò infondere e sussurrare qualcosa a qualcuno. Questo è ciò che mi auguro.

Axalp

Trascrivo le impressioni di un momento vissuto ad Axalp il 06.10.2008

Seduta su una panchina rossa mi faccio ospitare da questo paesaggio che mi infonde tranquillità e pace. Mi accoglie questa panchina color rosso fuoco: panchina che sembrano aver clonato e posizionato in ogni angolo della svizzera. Sembrano far parte anch'esse del paesaggio naturale poiché s'incontrano spesso. Ed io in gambe incrociate resto immobile, muovendo solo la mano per scrivere e di volta in volta alzo lo sguardo per gustare lo spettacolo che assaporo a piccole dosi per riuscire ad apprezzarlo al meglio: così come si degusta un dessert che al fine di non finirlo subito si mastica lentamente.
La montagna che mi guarda è imponente ed incornincia i prati e i paesini sottostanti e scorgo alla mia sinistra una fetta di lago dipinto in indaco. La pace che la natura mi regala incondizionatamente è disturbata dal rumore di una gru o di un camion: non riesco a definire con precisione. Riesco a sentire anche dei colpi di martello su delle assi di legno e delle campane di mucche si mischiano a questi suoni. Oa si ü aggiunto un altro suono che s'impone sugli altri: è un aereo ed io da brava impiegata dell'aeroporto dovrei anche riuscire a definire il tipo di aereo ma non lo so con esattezza: un aereo militare sicuramente perché il suono è potente come volesse a tutti costi dimostrare la sua presenza.

Luekerbad

eccomi qui..nemmeno so a che altezza mi trovo. sono stata davvero precipitosa come spesso mi accade. Ho deciso di prendere l'auto e farmi accompagnare a tratti da musica accuratametne scelta e a tratti ascoltare la radio per non rimanere totalmente staccata da tutto e tutti. Sono partita già male perché una spia gialla già mi avvertiva di stare all'erta..cosi sono andata dal garagista che mi ha zittito quella maledetta spia. la valigetta e le poche cose che mi servivano erano già pronte la sera prima. Quindi una volta partita ho preso direzione centovalli, sempione...faccio un piccolo appunto: orma mi trovo in un itnernet point (e lavatrice point, infatti accanto ai due miseri pc ci sono tre lavatrici e fortunatamente nessuno ora sta lavando sennô il frastuono non mi permetterebbe di scrivere). dicevo ho solo 8 minuti di tempo per scrivere le mie considerazioni quindi non mi perdo. Sono arrivata all 1430 circa senza interruzioni...le montagne hanno accompagnato il mio viaggio e una volta arrivata a leukerbad ho trovato subito il piccolo hotel: ho l'onore di avere una piccola cameretta: stile heidi con un terrazzino di fianco cosî la sigaretta serale non me la impedirà nessuno. Ho depositato la valigia e visto che il centro termale è a due passi mi sono incamminata per chiedere informazioni. visto che era già tardi ho pagato un entrata valida per tre ore. Mi sono lasciata coccolare dall'acqua calda delle terme e il vapore che si formava lasciava intendere quanto freddo facesse. le montagne innevate sembravano volessero anch'esse farsi un bel bagnetto: sembraavno osservarmi dall'alto delle loro cime. io mi sono sentita bene. 3 minuti...domani ho già pianificato un massaggio indiano e poi partirô nel pomeriggio: rimango solo una notte. Prossima destinazione: Brienz. Ancora da definire: la cartina ce l'ho: quindi non mi devo preoccupare. Alla prossima...ora vado in hotel a cambiarmi e poi farò una passeggiata.