Cerca nei soffi di pensieri

Lacrime di resina

Piangi
se questo può aiutarti
senza paura
di mostrare la fragilità a te stesso

Non piangere se
chi hai davanti non capirebbe...
sarebbe come mostrare ad un cieco
un tramonto infuocato

Piangi
se le lacrime ti allegeriscono il peso
di qualcosa non tramutabile in parole

Non piangere se venissi compatita
perché gli sciacalli si cibano di carcasse
e tu non sei morta

Piangi
perché anche gli alberi lo fanno
la resina sui tronchi
sono lacrime silenziose

Ed io lacrimo resina
silenziosamente
la mente
vaga
nella disperazione
senza perdere
la ragione

Mi aggrappo
ad un ramo anch'esso inzuppato di resina
le mani si mescolano
nella colla di resina
le avvicino al volto
e scopro avvolto da resina

silenziosa piango
silenziosa soffro
perché quel gabbiano vola così in alto ed io sono
qui sotto?
Lancio una lacrima
che come un proiettile
vibra nel cielo
e una raggio di sole la colpisce
creando un riflesso potente che
va ad illuminare il gabbiano
ed io
guardo il mondo da quella lacrima
e vedo un microcosmo
racchiusa nella mia lacrima di resina
il gabbiano ora non é lontano
é racchiuso nella mia lacrima
ed io prendo il volo
con lui.





La solitudine

La solitudine é peggiore
se accanto hai qualcuno che ti tiene la mano

La solitudine é mortale
quando spezzata da parole e risate di persone distanti

La solitudine é infernale
quando fuori dalle lenzuola vi é una voragine a dividervi

La solitudine é incompresa
se colui che dice di amarti non scorge la tua lacrima sul volto

La solitudine é una condizione che può ucciderti lentamente

La solitudine é una mano che stringe sempre di più la mia gola
e mi fa soffocare senza
poter proferire parola
ed un urlo silenzioso
si dirama e vibra nell'universo senza che alcun individuo
si smuova
solo le foglie reagiscono
cadendo
da alberi secchi

una foglia che cade
la vedo
la seguo
la raggiungo
e penso
che ci sia uno specchio
mi vedo
cadere
e dolcemente
posarmi sul suolo
e lì
morire
nella speranza che il vento mi rapisca
per portarmi lontano
in un luogo non ancora creato e mai esistito
dove odio - paura - sofferenza - nulla di tutto ciò abbia significato

lacrima calda
sfregia
la mia gota
per disegnare e calpestare il mio cuore
che cuore non é più

emozioni mi assalgono
come lupi
affammati si lanciano su una preda innocente

sangue sgorga dall'anima
svuotata
esausta
calpestata
usata
maltrattata
deturpata
sfregiata
mangiata
sputata

maniacale
é il mio amore
non nell'ossessione
ma nella purezza

foglia che cade
incontra il suolo
ed io mi chino
la colgo.

Non sono sola.




Pensiero mattutino

Non vagare ad occhi chiusi
ma apriti
alla luce
anche quando la pioggia cade

Non spegnere le orecchie
ma rendile attente
al battito delle ali
di un gabbiano
che volando
smuove
l'aria
per sfiorare
la tua pelle

Non divenire insensibile

Non aver paura di arrossire come un tramonto rosso
Se hai uno spettatore rispettoso
non ti derirerà

Piangi per felicità
piangi per tristezza
ma non piangere
per spegnere la sete dei cattivi

Respira
profondamente e lentamente
seguendo il ritmo
delle nuvole

Vivi
nel mondo della natura
perché
solo lei ti sarà accanto
per sempre.


INDIANI D'AMERICA - ANANAU


Vuoto
































































































SOS blog

Scusate... per favore qualcuno mi può aiutare?
Le foto del blog si sono oscurate, come posso rimediare?
Una ricompensa sottoforma di ringraziamento sarà
offerta all'aiutante generoso.
GRAZIE!

Vuoto a colmare

Sensazione di smarrimento
perché un vuoto non può essere colmato da nulla
se non da quello che vorrei veramente
eppure la vita continua
la mia vita però la vadeo scorrere come
se non potessi fare nulla per frenare
quel vuoto non é condiviso
é una sensazione che provo in solitudine
e questo ancora di più trafigge la mia anima
Mi chiedo se quel vuoto che provo
é altrettanto e così fortemente sentito
Si forma un nodo in gola
e respirare sembra diventare un processo
complicato
Ho dato tutta me..
perché non posso raggiungere quello stato di felicità tanto bramato?
inutile ricercare la completezza
da qualcuno
é inutile sperare quando il cuore sente
che qualcosa non combacia
qualcosa non va
eppure nonostante il gelo di alcune frasi
ho dato tutta me
continuo a dare
ed ora mi sento
una foglia secca
lasciata al suo destino
a rinsecchire
senza clorofilla
senza colore
Perché mi sento anonima ai suoi occhi?
Perché lo sono e questo non é un problema
se non per me.
In questi casi la lucidità é la miglior
scelta per non cadere
per non scivolare in un abisso
a causa di un'anima fredda
e così chiudo gli occhi
respiro profondamente ed annullo tutto
per ritrovare un equilibrio
che mi suggerisce il vento
il sole
lo scorrere del fiume
Perché la vita é in tutto questo
perché la gioia
non deriva da qualcuno
ma da noi stessi

Una "normale" giornata di lavoro

Terminato il lavoro
vado in paradiso...

il sole mi scalda
il suono delle onde
accompagnano musica
di suonatori stonati

fumo di una sigaretta
che lentamente si consuma
in un ritmo
lento e
tranquillo di una giornata
scandita dal correre di gente frenetica

seguo l'andamento delle onde
per sincronizzarmi al giusto ritmo da seguire

osservo le anatre che si riposano
abbandonate al lago...
mi rammentano la natura pacifica
dell'uomo

i pensieri fluiscono
e li vaporizzo
lasciandoli andare

rimane il respiro
il battito del cuore
il richiamo degli uccelli

le onde incantatrici
mi vogliono raggiungere

una pianta stanca
poggia l'estremità dei rami sul profilo del lago

beate
gioiscono ondeggiando
ingelosendo così
il capo dell'albero che subisce
una brezza calda

i sassi sembrano lucertole fossilizzate
fisse a impregnarsi dell'energia dei raggi del solari

regalano agli ospiti curiosi
un calore soffocante se sommato all'aria pesante

guardo il cielo
che ammiccandomi
fa risplendere come un fuoco
il pianeta sole disegnando un gioco
di luce che filtra nell'acqua

Acqua
e
fuoco
ora si abbracciano.


22 agosto ore 18.00 Brusino Arsizio

amare per non naufragare

cosa fare per amare
mi sembra di naufragare in un mare

sono stanca
di vivere così intensamente
con la mente

ogni gesto
ogni parola
e sola
ancora

vorrei non essere solo
abbracciata
ma vorrei essere amata
e stimata, soprattutto
rispettata

invece sono lontana
dalla tana
calda che vorrei mi accogliesse

e se lui bevesse
per rallegararsi
invece di parlarsi

perché si fugge?
perché fuggo?
e mi distruggo

ancora una volta
sogno
qualcosa
di così forte
che le porte
del mondo
si aprono

e tutto si ottenebra
quando un ciao
distante
di un amante
mi colpisce pesante

e affondo
sognando un mondo
ideale
ma non reale

sorseggio camomilla
e son brilla
della speranza
che la costanza
mi premierà
e lui mi amerà

ed io anch'io


Pensiero altrui

Nessun pensiero
mi fece pensare
che un pensiero altrui
pensasse
al mio pensiero.
Perché quindi pensare?
Meglio non pensare
perché tanto il sol pensare
non cambia le cose.

Meravigliosa notte


Luna


occhio di Polifemo


Stelle


plancton del cielo


Nuvole


barche fantasme


Ombre


figue discrete


La notte


meraviglioso mondo

Noia mortale

Noia mortale.
Lasciami stare.

Noia mortale.
Perché sento male?

Noia mortale.
Sono stanca di sognare.

Noia mortale.
Non sei affatto banale.

Noia mortale.
Non farmi affondare.

Noia mortale...
Non mi fai paura
perché della vita ho cura.

Che lo spettacolo abbia inizio!

Svolazzando questa notte mi sono posata su di un personaggio stravagante:
camminava indossando una grande maschera da clown ma nessuno notava il suo volto nascosto.
Si divertiva molto…
giocava con tutti e nessuno l’osservava in modo strano.
Erano affascinati dall’allegria che sprigionava.
Questa voragine di emozioni lo attirava come il polline per le api.
Lui si alimentava di sorrisi, di strette di mano e di abbracci con persone mai incontrate prima.
Giunto a casa si tolse la maschera da pagliaccio e scoprì che il suo vero volto era completamente rigato dalle lacrime.
Ripensò agli sguardi incrociati e nello specchio si riflesse un sorriso incoronato da occhi tristi.
All’istante si rese conto che tutto ciò che aveva vissuto era dovuto ad un viso che non era il suo.
Appoggiò con cura la gigantesca maschera sul comodino,
si coricò
e chiuse gli occhi.
Ma il sonno era distante
come tutte quelle persone che prima gli erano vicine.
Continuava a rigirarsi nel letto.
Prima da una parte
poi dall’altra.
Si alzava vagando nella stanza:
avanti e indietro.
Indietro e avanti.
Fissava un orizzonte lontano,
inesistente.
Parlava con la luna che con un raggio illuminava la maschera sorridente.
Accecato da quel sorriso
l’agguantò di scatto
la indossò ed uscì nel pieno delle tenebre.
Di nuovo la gente era estasiata.
Lui però sentiva dolore:
delle lacrime scavavano nella sua pelle.
Decise di correre via da tutto e tutti
in una corsa senza meta
fuggiva lontano…

Silenzio.

Si bloccò sull’argine di un fiume che scorreva lentamente ad un ritmo che non coincideva con l’ambiente circostante.
Gettò con gesto deciso e rapido la maschera in quello scorrere pigro e costante.
Iniziò a camminare,
lentamente
inseguendo la corrente del fiume.
Si rese conto che
solo gli occhi dei gatti lo guardavano
solo le stelle lo seguivano
solo la luna lo accompagnava con la sua luce.
Non c’era più nessuno.
Ora vedeva.
Vedeva tutto.
Quello che doveva vedere.

Festival di poesia

Sabato 14 aprile, dalle ore 15.00, si tiene il Festival di poesia “Europa in Versi. La cura della poesia”, alla Villa del Grumello.


Saranno presenti alcuni tra i maggiori poeti italiani e stranieri e relatori (medici, psicologi, sociologi) che si occupano di medical humanities e quindi anche della poesia come cura dei mali dell’anima. Sarà attiva anche una bottega di poesia: il poeta e critico letterario Mario Santagostini darà un parere a coloro che scrivono e desiderano avere un giudizio critico sui propri versi.

Non posso non resistere al richiamo della poesia..

Non sempre si vola...

Anche le farfalle smettono di volare.


Foto scattata l'8 aprile 2012 a Cragnio

Svegliarsi in un sogno

Questa notte ho fatto un sogno... Mi trovavo in un bosco ed ero accoccolata tra le braccia di un albero.
La luce filtrava intensamente tra tutte le ramificazioni.
Godevo della luce del sole anche se nella realtà era notte.
Sentivo il bisbiglìo del vento, le foglie danzavano al suo ritmo e il cantico degli uccellini animava la musica del bosco.
Ero pacifica.
Non c’era nessuno.
Ad un tratto però la pace venne interrotta da un fruscìo proveniente da dietro di me.
Percepivo un rumore di passi che lentamente si avvicinava.
Pensavo si trattasse di un escursionista: un altro sognatore incappato nel mio sogno, oppure ero io che avevo invaso il suo.
Non mi voltai.
Speravo se ne andasse al più presto perché desideravo mantenere questa beata solitudine.
Attendevo tra le braccia dell’albero che l’anonima presenza svanisse.
Sembravo una statua di cera.
Ero immobile.
La mia schiena appoggiata al tronco e il viso rivolto al sole, quasi a pregare che nessuno destabilizzasse la mia quiete.
Non volevo quella presenza.
Il rumore diventava fastidioso: perché temporeggiava quest’uomo?
Cosa stava cercando?
Non era stagione di funghi.. anche se nell’immaginario tutto é possibile.
Ma non sembrava uno di quei sogni surreali; il bosco non presentava alcun aspetto fantastico se non quello di essere bosco e basta.
Gli alberi erano verdi e non si chinavano al mio passaggio, non vedevo volare strane creature, i fiori non parlavano tra di loro, i sentieri non strisciavano come serpenti.
Decisi di interrompere il mio dialogo con il sole e voltai lo sguardo verso l’origine del brusio… ecco che la presenza ignota apparve ai miei occhi: un camoscio.
Avanzava lentamente.
Lo seguivo con lo sguardo ma si nascondeva dietro agli alberi.
Ero sollevata che non fosse un essere umano ad interrompere la mia pace.
Mi alzai per seguirlo.
Quando si accorse della mia presenza cercò una via di fuga in alto, verso la cresta.
Poi si fermò e rimane fisso a fissarmi.
Restammo pochi secondi a guardarci.
Nel sogno sembrava un’eternità.
Capii di essere io l’intrusa.
Allora lo salutai osservandolo ancora un istante per poi vederlo pacatamente scomparire dietro la cresta.
Decisi di lasciare il sogno al camoscio e di svegliarmi.
Aprii gli occhi e invece che del calore del sole ero scaldata dal mio piumone.
Il cantico degli uccellini venne sostituito dal sottofondo musicale della radio.
Il sole che filtrava dai rami filtrava ora a scacchiera dalle tapparelle della camera.
Rimasi distesa sul letto ripensando all’incontro notturno.
Abbracciai il cuscino come volessi riappropriarmi del sogno ma invece del soffice guanciale percepii una superficie fredda.
Mi ritrovai tra le mani una fotografia: un camoscio mi fissava.

Allora non capii più quale fosse stato il sogno…
l’esperienza del bosco o il risveglio nella mia stanza?

Mondo a colori...

L'amore sotto ogni forma mostra il lato colorato della vita....



Foto scattata a Malta (St. Julien - 16.03 - 19.03.2012)

Vorrei essere

Vorrei essere
forte come un tronco
Romantica
quanto un'alba
Discreta
come una radice
luminosa
come il sole
Dura
come una roccia
Dolce
come un cantico di un pettirosso
Costante
come il flusso del fiume
Sensibile
come il pianto della pioggia
Eterea
come un sempreverde
Libera
come un gabbiano
Infinita
come il cielo
Sorridente
come il disegno di una mezza luna
Amata
come un cane ama il suo padrone
Desiderata
come le stelle la notte
Viva
quanto un deserto che si risveglia nelle tenebre
per scoprire i suoi lati nascosti
Vorrei essere
un granello di quel deserto che fa la differenza.
Vorrei
Desidero
Sogno
Amo illusioni

Sono morta

Il giorno oggi per me
é come fosse la notte.
Nel sole non vedo luce
ma un bagliore che mi acceca
e rende tenebrosa la giornata.
Una lacrima mi percorre il volto
e la gente attorno a me
continua parlare.
Sono morta
eppure i cavalli sono al galoppo e
gli uccellini non smettono di cantare.
Sto urlando in silenzio eppure
gli alberi non si muovono
ed il fiume non si arresta:
continua a socrrere lentamente
costantemente
ed io no.
Mi sono arrestata, il mio cuore
ha smesso di battere
e non ho fiato per respirare.
Cerco ossigeno nel vento
ma la bocca é serrata
perché
le parole si sono esaurite.
Mi sento analfabeta
incapace di farmi capire.
Mi sento un quadro astratto
che la gente vede
ma non capisce.
Le mie mani
vorrebbero stringere le tue mani
ma
tu non ci sei già più.
Le mie labbra
vorrebbero incontrare le tue
ma tu non ci sei già più.
I miei occhi
vorrebbero affogare nel blu profondo dei tuoi
ma
il tuo sguardo non lo incrocerò mai più.
Il mio corpo
vorrebbe sentire il tuo
ma già tu ti sei allontanato.
Forse non ci sei mai stato
ma ho voluto credere in qualcosa di grande...
più di tutto il mondo messo insieme,
in qualcosa che nemmeno la natura mi può regalare.
Pensavo di poterti vivere
non solo tra le lenzuola
ma andare oltre al terreno.
Invece era tutta un'illusione.
Tu mi cercavi,
io mi sono avvicinata
piano
piano e
poi come un topo quando sta per afferrare il formaggio
tu hai fatto scattare l'ingranaggio
e mi ha intrappolato.
Ed
io
immobile
non ti vedevo più e
ti cercavo.
Ma solo
il vuoto
era rimasto,
non intorno a me ma dentro di me.
Ora sono
sola,
come lo ero prima
ma credevo
mi convincevo
che tu stavi e potevi riempire il mio cuore
che puslava e batteva impalpabile
per ogni tuo gesto
sguardo
sorriso
parola
e silenzio.
Ora il mio cuore é rosso di sangue
e ogni goccia che sgorga da esso
svuota la mia anima.
E
le mani mi tremano
gli occhi sono gonfi
le parole non esistono più.
Perché
sono morta
e nessuno se n'é accorto
... attendo la rinascita.

Il dettaglio fa la differenza.....

Mi piace andare a fondo delle cose, anche se devo ammetterlo più cerchi di focalizzare su un punto...più quel punto sembra infinito e cadi in un vortice. A questo proposito mi sono focalizzata sulla falena rappresentata sul cartellone pubblicitario de "Il silenzio degli innocenti".

Fonte: http://www.ccsg.it/silenzio.htm

 
Nel cartellone pubblicitario del famoso film intitolato "Il silenzio degli innocenti", di Johnathan Demme (USA, anno 1991), si vede l'immagine orrifica del volto di una donna con una strana falena sulle labbra (vedere post precedente).
Si tratta dell'acherontia atropos, un particolare tipo di lepidottero che un serial-killer inserisce nel cavo orale delle sue vittime.
In realtà, un confronto di una fotografia del lepidottero (figura 1. a sinistra) e quella dell'insetto usato nella locandina del film (figura 1. a destra) dimostra che non si tratta dello stesso animale .
Sul dorso della farfalla usata nella locandina è stato aggiunto ad arte una specie di teschio (fig. 2), ma, ad una più accurata analisi dello stesso, notiamo che, in realtà, la forma del teschio è realizzata usando il corpo di sette donne nude, in varia posa contorte.
L'immagine è stata presa da una foto (Fig. 3) fatta realizzare dal pittore spagnolo Salvador Dalì (1904-1989), che amava far fotografare o dipingere figure composte di questo genere.
 
 
Fig. 1.





 
 
Fig. 2
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                  Fig. 3

Nuova identità....La Falena

Sono una falena che vola leggiadra e che nella notte trova il suo complice. Non sono quasi mai veduta ma ciò non significa che io non veda.

Mi ritrovo ogni notte a percorre distanze che un uomo diurno nemmeno si immaginerebbe. Amo la notte, perché nell’oscurità non vedo il buio, ma sento, vedo, tocco e recepisco ogni cosa in modo più profondo. La pace della notte é solo una leggenda: in una notte si possono vivere mille vite… grazie ai miei viaggi sono proiettata in un’altra dimensione e quando arriva il mattino per me si conclude un capitolo che i lettori più sbadati e ignoranti nemmeno immagino si sia mai aperto.

Il mantello scuro della notte é un riparo avvolgente che mi permette di affrontare qualsiasi percorso tortuoso. Nelle stelle vedo fori di veduta e nella luna l’occhio di polifemo che mi’illumina la strada. Il mattino per me é come l’aglio per il vampiro: ne sono allergica perché il frastuono della gente non mi permette di pensare lucidamente. Preferisco la notte, perché la notte é composta da note musicali che pochi eletti possono ascoltare…

Book trailer: Tutto é "rotondo"


Anche la musica di questo trailer sembra voler sottolineare l'originaria natura dell'uomo: tranquillo e pacifico.
L'autore del libro, Lucio Gallo afferma: La ricerca del sapere trova gusto e sapore nelle piccole cose...
Sono parole che mi ripeto in continuazione ma che a volte le "grandi cose" della vita rischiano di rovinare le piccole cose...  anche nei momenti più duri per me il cantico degli uccellini non mi passa inosservato. Anzi nei momenti difficili ricerco aiuto negli elementi natuarli: l'acqua, il vento, un albero e la montagna. Sarebbe bello se la gente si fermasse e finalmente abbracciasse questa filosofia: la ricerca del sapere trova gusto e sapore nelle piccole cose... invece quello che vedo é un grande affanno... troppi appuntamenti, priorità, carriera.... Io mi domando se sono "normale" o se sono gli altri a rincorrere il nulla.

Un messaggio arrivato da chissà dove....

Casualmente oggi mio padre é arrivato a casa regalandomi un libro vecchio...vissuto ma ben tenuto. Così l'ho aperto ed ecco cosa ho trovato:
I capelli la mia essenza
sireneggiano al mare
si chiudono alla pioggia
si sciolgono nel sole
fioriscono coi fiori
rifiutano la moda
in chiave musicale
arpeggiano leggeri
ma ecco il problema esistenziale
forse m i sento sola?
immensamente sola
il mio destino é l'uomo
naturalmente sposo
e poi quello che segue.
preparo la mia chioma.
ti interesso così?
mi vedi anche da lì?
o va meglio così?
o così?
o così?
ti ricorda qualcosa?
sia, é un'offerta amorosa.
perché non sai capire?
vendicarmi forse! E di che?
ormai mi é tutto chiaro
ma di me, che ne faccio?
un fiore. Che m'importa?
ancora e sempre sola.
rigida nel dolore
devo capire
non serve la femminile essenza
ecco. Attuale, adeguata. E senza.

Fonte: Libro "Berenice" - Testi e tavole di Vanna De Angelis (stampato in 1000 esemplari il 15 settembre nel 1965 nell'Officina d'Arte e Grafica A. Lucini e C. di Milano).

Respirare il bosco

Musica chilli out... immagino spiagge esotiche e respiro.
Ultimamente mi sento come se fossi un guru! Cerco di gestire a mio modo le situazioni senza ricercare all'esterno un appiglio.
Ieri sera sono andata a correre nel bosco con il mio cane che mi seguiva senza che io gli avessi chiesto nulla.
Il mio sguardo a volte era fisso in avanti e si limitava a guardare la strada, poi quando stanca di osservare la retta immaginaria davanti a me...volgevo il mio sguardo altrove. Vedevo gli alberi che mi accompagnavano, i rami mi sostenevano come se si sbracciassero e dicessero: vai avanti... non mollare. Le montagne erano volti che mi scrutavano...
Le poche persone che ho incrociato non salutvano, il loro sguardo era attento alla strada: chissà cosa ci fosse di così interessante sul terreno. Ho tentato di salutare una coppia di signore anziane ma quando si sono girate verso di me sembravano più scocciate che altro.
Durante il percorso ho tentato di non pensare e finalmente riuscivo a raggiungere questo "limbo" solo se spingevo le mie forze al limite.
Ogni tanto cercavo il mio cane per accertarmi che non si fosse allontanato. E lui, quieto e tranquillo era proprio dietro di me. Non mi mollava un secondo. A parte un istante, devo essere sincera: c'era un gruppo di cani lupi che erano a riposo con i propri padroni ai piedi di un vigento: a quel punto il mio compagno di viaggio si é fermato e incuriosito dagli abbai si é fermato. Ma poi siamo ripartiti subito per farci accogliere nuovamente dal bosco.
Il percorso che spesso frequento mi piace molto: é come una lezione di yoga non pagata. Anzi meglio: il verde degli alberi e delle montagne é terapaeutico... rilassa.
Il cantico degli uccellini sono sonorità che mi infondono tranquillità. Il percorso sarà lungo all'incirca 10 km...tutto in pianura a parte alcuni tratti: si affianca un piccolo fiumiciattolo che però a volte ti abbandona per poi ritrovarti.
L'obbiettivo é quello di arrivare fino a una piccola chiesetta con una panchina. Una volta che hai fatto a corsa tutto il tragitto quella panchina sembra trasformarsi in un miraggio. Come fosse un trono destinato solo a pochi eletti!
Ieri sera raggiunta la tanto bramata panchina di legno ho fatto degli esercizi intanto che il cane si divertiva a scavare buche e ad odorare tutti i profumi del bosco e della fattoria accanto (sicuramente si trattavano più di odori che di profumi!).
Durante lo stretching ho respirato profondamente senza pensare.
Poi di nuovo in cammino, questa volta da un sentiero che é tracciato sopra al cammino effettuato all'andata.
Quando lo percorro guardo a volte verso destra: dove ad un tiro di schioppo c'é l'Italia. Mi chiedo quanti contrabbandieri potrebbero passare di lì.... nessuno li noterebbe.
Così come nessuno nota una ragazza che corre con il suo cane...perché altrimenti le persone non salutano? Sto cercando di imparare a non preoccuparmene troppo, e se sento una presenza negativa non salutare nemmeno. Solo che mi é difficile. Ma sto imparando.
Ora ritorno nel mondo del lavoro; anche se oggi sono completamente scissa in due: in realtà sono ancora in quel bosco con il mio cane fedele.

L'eleganza del riccio

A volte succede che ci si chiude in se stessi

perché non si sa dove trovare la strada per uscire.

Capita che si preferisce fare un monologo con se stessi

come unica soluzione per non soffrire ancor di più.

Ascoltare parole provenienti da bocche che nemmeno

Immaginano quello che sei possono provocare un

buco al cuore.

Allora in queste occasioni preferisco l’eleganza del riccio:

sorrido ma nascondo amarezza

i miei occhi limpidi

sono in realtà offuscate dalle lacrime.

La mia dinamicità è un travestimento

Della mia stanchezza causata dalla delusione.

La mia disponibilità

è un modo per essere lasciata in pace senza che nessuno si domandi.

E così mi chiudo a riccio

e anche la speranza è solo una visione.

Attendo la notte

Per trovare protezione dai sogni e dall’immaginazione

ma so già

Che ci saranno lacrime a tenermi sveglia.

Sola nella notte e nel giorno é comunque

meglio che essere accompagnata da false presenze.

Oggi sono io!

Segreto nelle segrete della mente

Un segreto da custodire é quello che da oggi in avanti mi accompagnerà.
Un segreto che non dovrà sconvolgere il mio cammino.
Un segreto da spingere in fondo, accucciarlo in qualche meandro senza che esso possa
picchiettare insistentemente per emergere.
Forse sbaglio a chiamarlo segreto: il nome riporta a qualcosa di prezioso, questo non é il caso.
Non mi va neppure di definirlo...perché dare un nome ad un segreto che vorrei fosse imprigionato nelle segrete della mia mente? Sarebbe dichiarare la sua esistenza. Ed io non voglio.
Il segreto che mi attanaglia é per me come un prigionero ormai in fin di vita dimenticato dal mondo. Ma purtroppo lui ancora respira anche se la puzza della sua pelle ricorda all'ambiente circostante che esiste.
Per ora...lascio che le segrete della mia mente sconfiggano questo corpo in via di decomposizione. Altrimenti sarò io a decompormi, a frentumarmi come un mosaico gettato a terra. Non ho nessuna voglia di raccogliere i pezzi. I mosaici preferisco ammirarli.