28.08.2001
Sola
in un mondo
di anime
in cerca di successo.
Bolle di sapone
che svaniscono
in un mondo
di anime
sole.
come soffi quasi impercettibili, leggeri e sottili poserò su questa pagina i miei pensieri raccolti fin d'ora. soffi che possono tramutarsi in gelide ventate o uragani inarrestabili. Pensieri, riflessioni, avventure e disavventure troveranno casa in questo sito. Ma io no, non mi fermerò mai.
Cerca nei soffi di pensieri
Sguardo di vita
22.11.2003
Uno sguardo
i tuoi occhi che incontrano i suoi
la tua prospettiva della vita che incrocia la sua.
Due anime
che si abbracciano.
Non é guardarsi
non é studiarsi,
é sprofondare...
non nel fango,
neppure nella sabbia ma
in qualcosa di sconosciuto.
Non vuoi risalire,
non ci riesci.
Sensazioni ti innondano il
cuore:
é stato sufficiente uno
sguardo
per scatenare forti emozioni.
Negli occhi riesci a leggere
cose che una conversazione
non rivela.
E mentre sprofondi
resusciti
e tu con lui
ti svegli dal sogno della vita.
Finalmente sei viva,
e lui con
te.
Uno sguardo
i tuoi occhi che incontrano i suoi
la tua prospettiva della vita che incrocia la sua.
Due anime
che si abbracciano.
Non é guardarsi
non é studiarsi,
é sprofondare...
non nel fango,
neppure nella sabbia ma
in qualcosa di sconosciuto.
Non vuoi risalire,
non ci riesci.
Sensazioni ti innondano il
cuore:
é stato sufficiente uno
sguardo
per scatenare forti emozioni.
Negli occhi riesci a leggere
cose che una conversazione
non rivela.
E mentre sprofondi
resusciti
e tu con lui
ti svegli dal sogno della vita.
Finalmente sei viva,
e lui con
te.
ERA DESTINO
19.05.2007
Mi trovo ad argomentare di un soggetto che fatalmente si è presentato a bussare la porta dei miei pensieri. Oggi sono qui che imprimo riflessioni riguardanti il destino su di un foglio: perché? Forse perché era destino?
Sorge la domanda: era destino?
L’interrogativo muta il senso del titolo concordato. L’immagine che si proietta ai miei occhi è visionaria ma esprime in sintesi la concezione di destino: scorgo un individuo con sembianze di formica apparentemente debole affacciata su di un burrone che si pone a precipizio sul mondo e quasi con difficoltà egli riesce a scorgere l’orizzonte.
Tutto ciò che viene dopo il burrone è a lui sconosciuto. Egli riesce a definire le forme delle cose, interpreta il paesaggio che incontra, varca porte che mai prima d’ora aveva osato valicare…ma per opera di chi avviene tutto ciò?
La suddetta tesi si può tramutare in una pioggia di interrogativi e l’unico modo per ripararmi da questa perturbazione mentale è quella di aprire l’ombrello della mia convinzione accresciuta dall’esperienza vissuta interpretata secondo la mia chiave di lettura.
ERA DESTINO. È un dato di fatto. Qualcosa di immutabile conseguente all’attuazione di singoli eventi che sommandoli si concludono in un evento predeterminato. Così come il destino è stato letto nelle diverse epoche in chiavi differenti la sostanza rimane la medesima. Noi in quanto esseri umani siamo pupazzi comandati da un burattinaio che si diletta a farci danzare a ritmo del ciclo vitale. I fili invisibili ci sostengono, ci fanno vacillare, danzare, si posssono spezzare definitivamente ma anche aggiustare secondo il proprio credo religioso. Già fin dall’antica Grecia il fato, da scindere dalla definizione di destino era un concetto che nemmeno gli dei potevano sfidare. L’uomo nemmeno attraverso la propria volontà poteva mutare il corso degli eventi. Concetto che si distingue da destino ove un velo di speranza abbraccia l’esistenza umana in quanto l’individuo attraverso la propria volontà ha ancora la possibilità di decidere il destino assegnatoci.
Quest’ultima definizione lascia spazio alla libertà d’arbitrio nella quale il disegno divino dipinto da Dio può essere ancora arricchito o abbruttito dal pittore stesso: noi. Non desidero soffermarmi sulla terminologia di destino in quanto definire è si importante per circoscrivere il significato del termine ma preclude anche l’ingabbiamento al discorso che bramo nel lasciarlo scorrere come foglia al vento senza una destinazione.
Nascere.
Crescere.
Mangiare.
Dormire e
Morire.
La morte. Il lutto. La perdita improvvisa. Per giustificare un evento spesso si formula la classica frase: si vede che era destino. Posso concordare con quest’affermazione se cripto la vita a livello minimalista ma se mi addentro nei meandri dell’esistenza non posso accettare questa realtà così determinata. Immaginiamo uno scrittore: egli crea l’esistenza di personaggi, dona vita e anima ai paesaggi creando la propria opera letteraria, anch’esso il libro ha un destino: essere letto. Ma la destinazione finale del libro non può essere dettata da un direttore d’orchestra poiché tutto è in continua evoluzione- regressione – ribellione - rivoluzione. Io leggo un libro ed oggi quel libro era destinato ad aprire la mia mente ma domani quello stesso libro potrà avere altro effetto se letto in condizione differente. A questo punto qual’era il destino del libro? Ne aveva più di uno? Devo considerare il destino originale o il destino mutato nel tempo?
Certezze non esistono ma amo immaginare che nulla se era destino, è destino e lo sarà. Se si nega l’esistenza di uno di conseguenza tutto viene compromesso. Non azzardo negare l’esistenza del destino ma azzardo vivere secondo le mie leggi che non sono imposte da nessuno. Solo dal mio volere: insisto in me partorito dalla voglia di respirare aria che vola libera da virus che vogliono insediarsi negli uomini al fine di renderci omologati.
Nascere.
Assaporare.
Carpire.
Sognare.
Amare e morire.
Non era il destino di tutti. Non lo è e non lo sarà.
Mi trovo ad argomentare di un soggetto che fatalmente si è presentato a bussare la porta dei miei pensieri. Oggi sono qui che imprimo riflessioni riguardanti il destino su di un foglio: perché? Forse perché era destino?
Sorge la domanda: era destino?
L’interrogativo muta il senso del titolo concordato. L’immagine che si proietta ai miei occhi è visionaria ma esprime in sintesi la concezione di destino: scorgo un individuo con sembianze di formica apparentemente debole affacciata su di un burrone che si pone a precipizio sul mondo e quasi con difficoltà egli riesce a scorgere l’orizzonte.
Tutto ciò che viene dopo il burrone è a lui sconosciuto. Egli riesce a definire le forme delle cose, interpreta il paesaggio che incontra, varca porte che mai prima d’ora aveva osato valicare…ma per opera di chi avviene tutto ciò?
La suddetta tesi si può tramutare in una pioggia di interrogativi e l’unico modo per ripararmi da questa perturbazione mentale è quella di aprire l’ombrello della mia convinzione accresciuta dall’esperienza vissuta interpretata secondo la mia chiave di lettura.
ERA DESTINO. È un dato di fatto. Qualcosa di immutabile conseguente all’attuazione di singoli eventi che sommandoli si concludono in un evento predeterminato. Così come il destino è stato letto nelle diverse epoche in chiavi differenti la sostanza rimane la medesima. Noi in quanto esseri umani siamo pupazzi comandati da un burattinaio che si diletta a farci danzare a ritmo del ciclo vitale. I fili invisibili ci sostengono, ci fanno vacillare, danzare, si posssono spezzare definitivamente ma anche aggiustare secondo il proprio credo religioso. Già fin dall’antica Grecia il fato, da scindere dalla definizione di destino era un concetto che nemmeno gli dei potevano sfidare. L’uomo nemmeno attraverso la propria volontà poteva mutare il corso degli eventi. Concetto che si distingue da destino ove un velo di speranza abbraccia l’esistenza umana in quanto l’individuo attraverso la propria volontà ha ancora la possibilità di decidere il destino assegnatoci.
Quest’ultima definizione lascia spazio alla libertà d’arbitrio nella quale il disegno divino dipinto da Dio può essere ancora arricchito o abbruttito dal pittore stesso: noi. Non desidero soffermarmi sulla terminologia di destino in quanto definire è si importante per circoscrivere il significato del termine ma preclude anche l’ingabbiamento al discorso che bramo nel lasciarlo scorrere come foglia al vento senza una destinazione.
Nascere.
Crescere.
Mangiare.
Dormire e
Morire.
La morte. Il lutto. La perdita improvvisa. Per giustificare un evento spesso si formula la classica frase: si vede che era destino. Posso concordare con quest’affermazione se cripto la vita a livello minimalista ma se mi addentro nei meandri dell’esistenza non posso accettare questa realtà così determinata. Immaginiamo uno scrittore: egli crea l’esistenza di personaggi, dona vita e anima ai paesaggi creando la propria opera letteraria, anch’esso il libro ha un destino: essere letto. Ma la destinazione finale del libro non può essere dettata da un direttore d’orchestra poiché tutto è in continua evoluzione- regressione – ribellione - rivoluzione. Io leggo un libro ed oggi quel libro era destinato ad aprire la mia mente ma domani quello stesso libro potrà avere altro effetto se letto in condizione differente. A questo punto qual’era il destino del libro? Ne aveva più di uno? Devo considerare il destino originale o il destino mutato nel tempo?
Certezze non esistono ma amo immaginare che nulla se era destino, è destino e lo sarà. Se si nega l’esistenza di uno di conseguenza tutto viene compromesso. Non azzardo negare l’esistenza del destino ma azzardo vivere secondo le mie leggi che non sono imposte da nessuno. Solo dal mio volere: insisto in me partorito dalla voglia di respirare aria che vola libera da virus che vogliono insediarsi negli uomini al fine di renderci omologati.
Nascere.
Assaporare.
Carpire.
Sognare.
Amare e morire.
Non era il destino di tutti. Non lo è e non lo sarà.
Citazione..
Se hai un passato di cui non sei soddisfatto,
adesso dimenticalo.
Immagina per la tua vita una nuova storia, e credici.
Concentrati soltanto sui momenti in cui sei riuscito
a ottenere quello che desiderarvi: e questa forza
ti aiuterà a ottenere ciò che vuoi.
Monte cinque, Paolo Cohelo
adesso dimenticalo.
Immagina per la tua vita una nuova storia, e credici.
Concentrati soltanto sui momenti in cui sei riuscito
a ottenere quello che desiderarvi: e questa forza
ti aiuterà a ottenere ciò che vuoi.
Monte cinque, Paolo Cohelo
Grandine
Dubbi
Domande
Incertezze
Paura
Irrequietezza
Timore
é una pioggia
di di domande
Resilienza.
concetto che
può essere d'aiuto
in un momento
di grandine
dove cadono
pezzi
d'esistenza
che ti colpiscono
uno
dopo l'altro
facendoti
apparire
la realtà distorta
Grandine
che
al posto di colpirti
puoi parare
con l'abilità
con cui un pugile
schiva
i pugni
dell'avversario.
Una volta schivati
i pugni
lui attacca
e vince.
e vittorioso
sorride
senza
pensare a nulla
se non alla sua
VITTORIA
Domande
Incertezze
Paura
Irrequietezza
Timore
é una pioggia
di di domande
Resilienza.
concetto che
può essere d'aiuto
in un momento
di grandine
dove cadono
pezzi
d'esistenza
che ti colpiscono
uno
dopo l'altro
facendoti
apparire
la realtà distorta
Grandine
che
al posto di colpirti
puoi parare
con l'abilità
con cui un pugile
schiva
i pugni
dell'avversario.
Una volta schivati
i pugni
lui attacca
e vince.
e vittorioso
sorride
senza
pensare a nulla
se non alla sua
VITTORIA
Io stessa dolore

In un momento difficile...
Il dolore a volte é così insopportabile
che vorrei esserlo io stessa
per non doverlo subire.
Il dolore
é così soffocante
che m'impedisce di pensare lucidamente.
Il dolore
mi assale senza preavviso
e mi trovo sola a doverlo combattere.
Il dolore
é qualcosa d'invisible che
alberga dentro di me
e che mi mangia l'anima.
Mi sento ingoiare dal dolore
ma sono sicura
che un giorno mi trasformerò in un enorme
bocca
ed allora sarò io ad ingoiare
e rigettare il dolore.
Devo solo essere forte.
come ingannare il tempo...

A volte mi sembra che il tempo voglia incastrare ed incantenare la gente.
Ho la netta impressione che le lancette vogliono trafiggerti il cuore, bloccandoti e facendoti rimanere fermo, statico, immobile senza possibilità di movimento.
Mentre la lancetta dei secondi si arrotola come fosse un serpente al tuo collo impedendoti di respirare. E tutto quello che riesci a scorgere sono migliaia di persone che ti passano davanti, che corrono frenetiche, il sole, la luna le stelle girano sopra ed intorno a te.
E tu invece sei in balia del tempo che non ti lascia respirare. immobile cerchi di liberarti da questo tic tac ma hai paura di fare una mossa falsa poiché potresti rischiare di non riuscire più a liberarti. E cosi rimani immobile e come se fossi su una di quelle giostre da luna park ti ritrovi sul cavalluccio a girare sempre intondo ma in realtà non ti muovi.
Maledette lancette che ti vogliono pugnalare impedendoti di vedere e toccare le stelle con mano, ...forse l'unico modo per sconfiggere il tempo e farselo alleato e così adoperando le lancettette delle ore e dei minuti ti puoi appropriare di queste asticelle che in situazione pericolose sono utili come lance, mentre se sei di buon umore puoi ammorbidirle permettendoti di giocare a saltare la corda, mentre se sei in vena romantica e desideri molto tempo per stare con il tuo dolce amore...sfrutti la lancetta delle ore per legarti il tuo amato al tuo polso di modo che non sfugga!!
Ho la netta impressione che le lancette vogliono trafiggerti il cuore, bloccandoti e facendoti rimanere fermo, statico, immobile senza possibilità di movimento.
Mentre la lancetta dei secondi si arrotola come fosse un serpente al tuo collo impedendoti di respirare. E tutto quello che riesci a scorgere sono migliaia di persone che ti passano davanti, che corrono frenetiche, il sole, la luna le stelle girano sopra ed intorno a te.
E tu invece sei in balia del tempo che non ti lascia respirare. immobile cerchi di liberarti da questo tic tac ma hai paura di fare una mossa falsa poiché potresti rischiare di non riuscire più a liberarti. E cosi rimani immobile e come se fossi su una di quelle giostre da luna park ti ritrovi sul cavalluccio a girare sempre intondo ma in realtà non ti muovi.
Maledette lancette che ti vogliono pugnalare impedendoti di vedere e toccare le stelle con mano, ...forse l'unico modo per sconfiggere il tempo e farselo alleato e così adoperando le lancettette delle ore e dei minuti ti puoi appropriare di queste asticelle che in situazione pericolose sono utili come lance, mentre se sei di buon umore puoi ammorbidirle permettendoti di giocare a saltare la corda, mentre se sei in vena romantica e desideri molto tempo per stare con il tuo dolce amore...sfrutti la lancetta delle ore per legarti il tuo amato al tuo polso di modo che non sfugga!!
Ladri nottambuli
05.08.2004 01:00 am (notte insonne)
Essere svegli durante la notte é come
essere ladri:
si ruba del tempo ai sogni.
Ma ci si appropria del silenzio notturno:
un silenzio sverginato dal cantico dei grilli,
dell'abbaiare di qualche cane e dai
rumori fiebili delle auto...
Il miscuglio dei suoni
vuole trarre in ingnanno
facendoti credere che é giorno...
è opportuno rimanere vigili e non
farsi abbindolare dai suoni.
L'oscurità schiarisce la mente,
la rende sveglia.
Il buio tranquillizza coloro che durante il giorno
non comprendono la frenesia della gente...
Le stelle contrastano il collore delle notte
ma sono impotenti al cospetto del mantello
nero che indossa la notte.
Gli astri sembrano accarezzare il manto nero:
é una pioggerella di luci.
La notte sembra abbracciare le anime sveglie,
le coccola
sfiorandole con il suo mantello.
Le rapisce e le porta via lontano...
lontano...dove loro vogliono: non comanda la notte:
lei accompagna le anime insonni nei loro viaggi.
Essere svegli di notte significa essere
ladri..
Si ruba tempo ai sogni
Si rubano i
segreti della notte:
la pace
la tranquillità e
l'arte del pensare
Essere ladri nottambuli é pericoloso
vagare di notte ha un prezzo...
per le anime fuorilegge é in serbo una prigione a cielo aperto:
l'insonnia
Essere svegli durante la notte é come
essere ladri:
si ruba del tempo ai sogni.
Ma ci si appropria del silenzio notturno:
un silenzio sverginato dal cantico dei grilli,
dell'abbaiare di qualche cane e dai
rumori fiebili delle auto...
Il miscuglio dei suoni
vuole trarre in ingnanno
facendoti credere che é giorno...
è opportuno rimanere vigili e non
farsi abbindolare dai suoni.
L'oscurità schiarisce la mente,
la rende sveglia.
Il buio tranquillizza coloro che durante il giorno
non comprendono la frenesia della gente...
Le stelle contrastano il collore delle notte
ma sono impotenti al cospetto del mantello
nero che indossa la notte.
Gli astri sembrano accarezzare il manto nero:
é una pioggerella di luci.
La notte sembra abbracciare le anime sveglie,
le coccola
sfiorandole con il suo mantello.
Le rapisce e le porta via lontano...
lontano...dove loro vogliono: non comanda la notte:
lei accompagna le anime insonni nei loro viaggi.
Essere svegli di notte significa essere
ladri..
Si ruba tempo ai sogni
Si rubano i
segreti della notte:
la pace
la tranquillità e
l'arte del pensare
Essere ladri nottambuli é pericoloso
vagare di notte ha un prezzo...
per le anime fuorilegge é in serbo una prigione a cielo aperto:
l'insonnia
Notte diversa
09.07.2004 ore 02:10 am (notte insonne)
Una sera come tante.
Il vento che timidamente si lamenta accarezzando lievemente le foglie.
L'aria frizzante é invitante ma nessuno percepisce il suo richiamo perché ognuno
é rinchiuso nella propria dimora, nel proprio letto
a dormire
a sognare mondi paralleli ai nostri.
Forse nessuno accetta l'invito perché troppo occupato nelle proprie faccende, ma che dico..
a quest'ora di notte quali faccende possono esistere?
La notte come il giorno nasconde segreti, ...
chissà un uomo insonne indaffaratto nella propria lettura è sordo al richiamo notturno
una donna si sta occupando del bimbo che non vuole dormire, un bimbo che si è destato a causa di un brutto sogno...
Magari uno scrittore fallito è sveglio a imprimere tutto ciò che gli passa per la mente...
la notte si sa porta consigli, forse lo scrittore non è sordo.
La sua penna scivola come un pattinatore danza sul suolo ghiacciato e ben levigato,
come un vagabondo viaggia imperterrito in ogni angolo del mondo senza sosta,
la sua penna non trova pace,
non trova tregua.
Neppure il punto lo può fermare, la virgola le permette
solo una piccola
pausa ma
poi passeggeri, ..lettere a rapporto! Tutti in carrozza si parte di nuovo!
è questo quello che fa lo scrittore fallito,
accompagna la penna impazzita nel suo viaggio infinito: non ha scopo,
non ha meta,
non ha traguardo, solo
vive il momento lasciando dopo ogni suo passaggio una traccia indelebile.
Lo scrittore non è solo,
egli impugna come se fosse il suo grande tesoro la propria penna: strumento di
creazione e talvolta distruzione.
E lei lo sa, la penna:
si lascia coccolare e come una colomba bianca spiega le ali e
vola lontano eni pensieri di quell'uomo che con tanta passione custodisce
la penna.
Di nuovo il lamento del vento...forse non si sta lamentando, sta giocando a correre
tra le fronde e per dispetto le foglie annunciano il suo passaggio.
Questo lo scrittore lo intuisce, a lui non sfugge nulla.
La sua penna impazzita scorre seguendo diligentemente i binari quadrettati dei fogli.
Ogni pensiero é impachettato nei quadretti come fossero prigiornieri stessi del foglio.
Ma chi ha diritto di schiavizzare i pensieri?
No signori,
non c'è prigione per il pensiero, un foglio non é una ragnatela...
non posso credere che il pensiero venga mummificato e lasciato appassire nella tela
perfetta e ben tessa da un enorme ragno.
Se quella penna appartiene ad un uomo libero non c'é ragno al mondo che possa trarre in inganno i suoi pensieri.
Di nuovo le foglie che avvertono la presenza mansueta!
Forse non é una notte qualunque.
Una sera come tante.
Il vento che timidamente si lamenta accarezzando lievemente le foglie.
L'aria frizzante é invitante ma nessuno percepisce il suo richiamo perché ognuno
é rinchiuso nella propria dimora, nel proprio letto
a dormire
a sognare mondi paralleli ai nostri.
Forse nessuno accetta l'invito perché troppo occupato nelle proprie faccende, ma che dico..
a quest'ora di notte quali faccende possono esistere?
La notte come il giorno nasconde segreti, ...
chissà un uomo insonne indaffaratto nella propria lettura è sordo al richiamo notturno
una donna si sta occupando del bimbo che non vuole dormire, un bimbo che si è destato a causa di un brutto sogno...
Magari uno scrittore fallito è sveglio a imprimere tutto ciò che gli passa per la mente...
la notte si sa porta consigli, forse lo scrittore non è sordo.
La sua penna scivola come un pattinatore danza sul suolo ghiacciato e ben levigato,
come un vagabondo viaggia imperterrito in ogni angolo del mondo senza sosta,
la sua penna non trova pace,
non trova tregua.
Neppure il punto lo può fermare, la virgola le permette
solo una piccola
pausa ma
poi passeggeri, ..lettere a rapporto! Tutti in carrozza si parte di nuovo!
è questo quello che fa lo scrittore fallito,
accompagna la penna impazzita nel suo viaggio infinito: non ha scopo,
non ha meta,
non ha traguardo, solo
vive il momento lasciando dopo ogni suo passaggio una traccia indelebile.
Lo scrittore non è solo,
egli impugna come se fosse il suo grande tesoro la propria penna: strumento di
creazione e talvolta distruzione.
E lei lo sa, la penna:
si lascia coccolare e come una colomba bianca spiega le ali e
vola lontano eni pensieri di quell'uomo che con tanta passione custodisce
la penna.
Di nuovo il lamento del vento...forse non si sta lamentando, sta giocando a correre
tra le fronde e per dispetto le foglie annunciano il suo passaggio.
Questo lo scrittore lo intuisce, a lui non sfugge nulla.
La sua penna impazzita scorre seguendo diligentemente i binari quadrettati dei fogli.
Ogni pensiero é impachettato nei quadretti come fossero prigiornieri stessi del foglio.
Ma chi ha diritto di schiavizzare i pensieri?
No signori,
non c'è prigione per il pensiero, un foglio non é una ragnatela...
non posso credere che il pensiero venga mummificato e lasciato appassire nella tela
perfetta e ben tessa da un enorme ragno.
Se quella penna appartiene ad un uomo libero non c'é ragno al mondo che possa trarre in inganno i suoi pensieri.
Di nuovo le foglie che avvertono la presenza mansueta!
Forse non é una notte qualunque.
Gocce non lacrime
Risalente al 04.11.2001
Pensieri e lettere confuse circolano nella mente
come foglie trasportate dal vento gelido
parole congelate si immobilizzano e non riescono ad avere un significato
il vento diventa mite ma poi si imbizzarisce,
soffia e si quieta ma una grande sporcizia lascia sul suo cammino.
Nessuno si domanda, nessuno si ferma, nessuno ci pensa, ogni cosa va al verso giusto
il vento è invisibile non lo si vede:
passa inosservato alle persone cieche.
Lo si può percepire ma l'insensiblità ostacola tutto.
Lettere congelate che compongono pensieri caotici...
Arriverà un vento favonico e pioverà, gocce non lacrime.
gocce di quei pensieri imbalzamati che lentamente con il calore si sciolgono
e definiscono la gioia.
Pioveranno gocce di gioia, nessun allagamento, nessun affogato:
solo gioia.
Pensieri e lettere confuse circolano nella mente
come foglie trasportate dal vento gelido
parole congelate si immobilizzano e non riescono ad avere un significato
il vento diventa mite ma poi si imbizzarisce,
soffia e si quieta ma una grande sporcizia lascia sul suo cammino.
Nessuno si domanda, nessuno si ferma, nessuno ci pensa, ogni cosa va al verso giusto
il vento è invisibile non lo si vede:
passa inosservato alle persone cieche.
Lo si può percepire ma l'insensiblità ostacola tutto.
Lettere congelate che compongono pensieri caotici...
Arriverà un vento favonico e pioverà, gocce non lacrime.
gocce di quei pensieri imbalzamati che lentamente con il calore si sciolgono
e definiscono la gioia.
Pioveranno gocce di gioia, nessun allagamento, nessun affogato:
solo gioia.
Terra di fate di Edgar Allan Poe
Valli di nebbia, fiumi tenebrosie boschi che somigliano alle nuvole:poi che tutto è coperto dalle lacrimenessuno può distinguerne le forme.
Enormi lune sorgono e tramontanoancora, ancora, ancora ...in ogni istantedella notte inquiete, in un mutareincessante di luogo.
E cosìspengono la luce delle stellecol sospiro del loro volto pallido.Poi viene mezzanotte sul quadrante lunareed una più sottile delle altre(di una specie che dopo lunghe provefu giudicata la migliore)scende giù,sempre giù, ancora giù,fin quandoil suo centro si posa sulla cimadi una montagna, come una corona,mentre l'immensa superficie,simile a un arazzo,s'adagia sui castellie sui borghi (dovunque essi si trovino)e si distende su strane foreste,sulle ali dei fantasmi, sopra il mare,sulle cose che dormono e un immensolabirinto di luce le ricopre.Allora si fa profonda - profonda! -la passione del sonno in ogni cosa.Al mattino, nell'ora del risveglio,il velo della luna si distendelungo i cieli in tempesta e,come tutte le cose,rassomiglia ad un giallo albatro.Ma quella luna non è più la stessa:più non sembra una tenda stravagante.A poco a poco i suoi esili atomisi disciolgono in pioggia: le farfalleche dalla terra salgono a cercareansiose il cielo e subito discendono(creature insoddisfatte!) ce ne portanosolo una goccia sulle ali tremanti.
Enormi lune sorgono e tramontanoancora, ancora, ancora ...in ogni istantedella notte inquiete, in un mutareincessante di luogo.
E cosìspengono la luce delle stellecol sospiro del loro volto pallido.Poi viene mezzanotte sul quadrante lunareed una più sottile delle altre(di una specie che dopo lunghe provefu giudicata la migliore)scende giù,sempre giù, ancora giù,fin quandoil suo centro si posa sulla cimadi una montagna, come una corona,mentre l'immensa superficie,simile a un arazzo,s'adagia sui castellie sui borghi (dovunque essi si trovino)e si distende su strane foreste,sulle ali dei fantasmi, sopra il mare,sulle cose che dormono e un immensolabirinto di luce le ricopre.Allora si fa profonda - profonda! -la passione del sonno in ogni cosa.Al mattino, nell'ora del risveglio,il velo della luna si distendelungo i cieli in tempesta e,come tutte le cose,rassomiglia ad un giallo albatro.Ma quella luna non è più la stessa:più non sembra una tenda stravagante.A poco a poco i suoi esili atomisi disciolgono in pioggia: le farfalleche dalla terra salgono a cercareansiose il cielo e subito discendono(creature insoddisfatte!) ce ne portanosolo una goccia sulle ali tremanti.
SE di Rudyard Kipling
Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno la perdono, e se la prendono con te;
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
Ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna, Odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,
E a evitare di far discorsi troppo saggi;
Se sai sognare - ma dai sogni sai non farti dominare;
Se sai pensare - ma dei pensieri sa non farne il fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori - Trionfo e Disastro - quando ti capitano innanzi; Se sai resistere a udire la verità che hai detto Dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati, Le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;
Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio E te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta,
E se perdi, sai ricominciare Senza dire una parola di sconfitta;
Se sai forzare cuore, nervi e tendini Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza, A tener duro, quando in te nient'altro Esiste, tranne il comando della Volontà;
Se sai parlare alle folle senza sentirti re, O intrattenere i re parlando francamente,
Se né amici né nemici riescono a ferirti, Pur tutti contando per te, ma troppo mai nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile Dando valore a ogni istante della vita, Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
Ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna, Odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,
E a evitare di far discorsi troppo saggi;
Se sai sognare - ma dai sogni sai non farti dominare;
Se sai pensare - ma dei pensieri sa non farne il fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori - Trionfo e Disastro - quando ti capitano innanzi; Se sai resistere a udire la verità che hai detto Dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati, Le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;
Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio E te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta,
E se perdi, sai ricominciare Senza dire una parola di sconfitta;
Se sai forzare cuore, nervi e tendini Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza, A tener duro, quando in te nient'altro Esiste, tranne il comando della Volontà;
Se sai parlare alle folle senza sentirti re, O intrattenere i re parlando francamente,
Se né amici né nemici riescono a ferirti, Pur tutti contando per te, ma troppo mai nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile Dando valore a ogni istante della vita, Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!
Movimento del mondo
e se il movimento del mondo non foss'altro che la ricerca
d'amore? la ricerca di qualcosa che può dare la risposta all'individuo
rispetto al suo senso d'esistenza?
il movimento del mondo non é null'altro che la ricerca di qualcosa
che invece risiede nell'universo dell'individuo ma che una ricerca cosi introspettiva
porterebbe allo sfinimento fino a toccare la pazzia. Quindi
lo sciame di persone preferisce muoversi alla ricerca di quel
qualcosa che possa dare una risposta ai perché...
d'amore? la ricerca di qualcosa che può dare la risposta all'individuo
rispetto al suo senso d'esistenza?
il movimento del mondo non é null'altro che la ricerca di qualcosa
che invece risiede nell'universo dell'individuo ma che una ricerca cosi introspettiva
porterebbe allo sfinimento fino a toccare la pazzia. Quindi
lo sciame di persone preferisce muoversi alla ricerca di quel
qualcosa che possa dare una risposta ai perché...
Veronika décide de mourir
citazioni estrapolate dal libro di Paulo Coehlo (in francese). 2003
- Les gens ont toujours tendance à voulouir aider les autres uniquement pour se sentir meilleurs qu'ils ne sont en réalité.
- Qu'est-ce qu'un fou?..la folie, c'est l'incapacité de communiquer ses idées.
- les gens deviennent fous quand ils essaient d'échapper à la routine.
- avez-vous déjà imaginé un monde où nous ne serions pas obligés de répéter la meme chose tous les jours de notre vie? ce serait une gigantesque confusion.
- Mais qu'est-ce que la réalité? c'est ce que la majorité considère qu'elle est. Ce n'est pas nécessairement la meilleur, ni le plus logique, mais ce qui s'est adopté au désir collectif.
- ce qui importe ce n'est pas celui qui donne une bonne réponse mais celui qui a raison.
- certaines personnes, désireuses de se constuire un univers dans lequel aucune menace externe ne puisse pénétrer, développent exagérément leurs défense contre l'exterieur.
- nous vivons tous dans notre propre univers.
- de nombreux médecins avant moi ont mené cette recherche et sont arrivé à la conclusion que la normalité n'est qu'une qustion de consesus. Autrement dit, si la plupart des genst pensent qu'une chose est juste, elle devient juste
- Certaines choses sont gouvernées par le plus élémentaire bon sens: placer les boutons sur le devant de la chemise est une question de logique d'autres choses s'imposent parce que le plus grand nombre estime qu'elles doivent être ainsi,...
- Chaque être humain est unique, il a ses propres qualité, ses instincts, ses formes de plaisir, sa quête de l'aventure. Cependant la société impose una manière d'agir collectif et les gens ne cessent de se demander pourquoi ils doivent se comporter ainsi....Avez-vous jamais rencontré quelqu'un qui se soit demandé pourquoi les aiguilles d'une hordage tournent dans un sens, et non dans le sens contraire?
- c'est grave d'être différent
- c'est grave de s'obliger à rassembler à tout le monde: cella provoque des névroses, des psyhoses, des paranoias.
Seppie
dal diario cartaceo 06.07.2004 02.:00 am in una notte delle tanti notti insonni...
Una corsa contro chi, per dove, per quanto, perché...
Una fatica opprimente che schiaccia i piedi al suolo.
Incapacità di movimento.
Staticità.
Sedentarietà.
Una roccia non è fatta per vegetare al suolo, deve ruotare da qualche parte, deve sconfiggere la forza gravitazionale.
Noi nomadi, zingari che non si fermano.
Sono loro i vivi, sono loro che sconfiggono la legge gravitazionale: sono i fuori legge.
I veri ricchi non vestono di classe ma se ne infschiano dei vestiti.
Soldi, soldi, odore di marcio.
Gente attratta dall'odore fastidioso che intacca il mondo materialista.
Valore agli oggetti, svalutazione dei soggetti,
oggetti acclamati,
soggetti lasciati alla deriva.
Siamo seppie che rinsecchiscono sulla sabbia ardente.
La corrente ci trasporta a riva per poi ritornare nel mezzo del caos e ritrovarci di nuovo alla deriva.
Un'altalena che danza il ritmo della vita ma che interpreta quello della morte.
Seppie, seppie che rinsecchiscono,
insabbiate e non vedute dai passanti con gli occhi neri.
Un canto del mare si alza e svela la vera identità di colui che si trova di fianco a me, colui
che si è svelato ascolta il canto e scopre la vera identità del suo vicino
Ognuno si scopre.
Ma il canto si perde nel vento
e noi povere seppie non riusciamo udirlo.
è impossibile percepire la bellezza del canto.
Siamo costretti ad essere condannati dalla forza delle onde, lasciamoci andare alla corrente del mare.
Un sasso è più libero di noi seppie.
Un sasso non deve ascoltare il canto soave di una sirena per sapere chi é.
Un sasso non respira ma allo stesso tempo ha i polmoni più funzionanti di noi seppie.
Una corsa contro chi, per dove, per quanto, perché...
Una fatica opprimente che schiaccia i piedi al suolo.
Incapacità di movimento.
Staticità.
Sedentarietà.
Una roccia non è fatta per vegetare al suolo, deve ruotare da qualche parte, deve sconfiggere la forza gravitazionale.
Noi nomadi, zingari che non si fermano.
Sono loro i vivi, sono loro che sconfiggono la legge gravitazionale: sono i fuori legge.
I veri ricchi non vestono di classe ma se ne infschiano dei vestiti.
Soldi, soldi, odore di marcio.
Gente attratta dall'odore fastidioso che intacca il mondo materialista.
Valore agli oggetti, svalutazione dei soggetti,
oggetti acclamati,
soggetti lasciati alla deriva.
Siamo seppie che rinsecchiscono sulla sabbia ardente.
La corrente ci trasporta a riva per poi ritornare nel mezzo del caos e ritrovarci di nuovo alla deriva.
Un'altalena che danza il ritmo della vita ma che interpreta quello della morte.
Seppie, seppie che rinsecchiscono,
insabbiate e non vedute dai passanti con gli occhi neri.
Un canto del mare si alza e svela la vera identità di colui che si trova di fianco a me, colui
che si è svelato ascolta il canto e scopre la vera identità del suo vicino
Ognuno si scopre.
Ma il canto si perde nel vento
e noi povere seppie non riusciamo udirlo.
è impossibile percepire la bellezza del canto.
Siamo costretti ad essere condannati dalla forza delle onde, lasciamoci andare alla corrente del mare.
Un sasso è più libero di noi seppie.
Un sasso non deve ascoltare il canto soave di una sirena per sapere chi é.
Un sasso non respira ma allo stesso tempo ha i polmoni più funzionanti di noi seppie.
Citazione...
di Patrizia Valduga
"Poi goccia a goccia
misuro le ore
Nel tutto buio, sotto il mio dolore
più giù del buio affondo"
"Poi goccia a goccia
misuro le ore
Nel tutto buio, sotto il mio dolore
più giù del buio affondo"
Alice

dal diario cartaceo 06.08.2004
Mi trovo in un bosco, sola.
Sogno un sentiero, un sentiero che è stato tracciato da quacluno.
Lo seguo senza pormi tanti quesiti: tutto quello che devo fare è non uscire dai confini tracciati altrimenti sono persa. Il mio sguardo volge al percorso.
Guardo fissa in avanti senza farmi distrarre da ciò che mi circonda.
Sono inquieta, mi volto e vedo che una scopa
cancella il tracciato che ho percorso,
istintivamente
mi volto e
scopro che un'altra scopa ripulisce la via.
Sono sola e senza via d'uscita: spavento
ed abbandono sono ciò che mi accompagnano.
Mi volto,
mi giro,
esploro
osservo,
m'interrogo
mi fermo.
Poi cammino e mi fermo di nuovo.
Ritorno sui miei passi ma poi riparto.
Di nuovo domande: di chi sono quelle scope?
Non appartengono a delle malefiche streghe,
sono gli strumenti di una fata buona spedite
in quel bosco per aprirmi gli occhi: ora sono persa
ma cosciente di esserlo.
Ero già persa ma non lo sapevo o facevo finta
di non saperlo,
ero sola ma
volevo credere il contrario.
Mi sento Alice nel paese delle meravigilie
che da sveglia
vive
il sogno della
vita.
Pipistrelli: creature filosofiche

Tratto dal diario cartaceo 17.02.2005
Ho letto sui pipistrelli che sono da considerare le creature più filosofiche esistenti sulla terra. Questo perché se un pipistrello del branco non nè riuscito a procacciarsi cibo essenziale per la sopravvivenza ecco che un pipistrello dona il proprio sangue e la propria vita per la salvare lo sfortunato pipistrello.
Dovremmo prendere esempio dai pipistrelli:
Noi siamo gli esseri viventi che più filofeggiano ma che meno si destreggiano nella vita reale donando anche la propria vita pur di salvarne un'altra.
Ricercatrice di sole
?!
...E se la comunicazione verbale non fosse altro che questo?
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fuggire
sono seduta e penso.
vedo scorrere immagini frenetiche
mi appaiono d'innanzi come api impazzite
e cerco d'intrappolarle ma sfuggono
sfugge
fugge
fuggo
senza più chiedermi
perché
vedo scorrere immagini frenetiche
mi appaiono d'innanzi come api impazzite
e cerco d'intrappolarle ma sfuggono
sfugge
fugge
fuggo
senza più chiedermi
perché
Fa più male un buco in testa che la morte

Fa più male uno sguardo che ti guarda e non ti vede,
uno sguardo che rinnega il tuo,
che con disprezzo sfugge alla tua persona.
Fa più male una parola detta senza riflettere
Fa più male parlare con una persona che vede solo
sè stessa
Fa più male un silenzio nel momento che tu
hai bisogno di conforto
Fa più male un sorriso costruito e ben affinato
Fa più male un dialogare dettatto dall'occorenza
Fa più male una stretta di mano senza che tu percepisca
la mano dell'individuo a cui tu stai porgendo la tua mano
Fa più male il disinteressamento palesato degli altri rispetto a te
Fa più male il menefreghismo
Fa più male l'egoismo
Fa più male la gelosia
Fa più male l'ipocrisia
Fa più male l'arroganza
Fa più male il nervosimo gettato sulle tue spalle
Fa più male un'amicizia apparente travestita d'angelo ma che sotto
le ali presenta la forca del diavolo
Fa più male ogni signola situazione, aspetto e concetto
che quotidianamente si presentano al nostro cospetto
rispetto alla morte.
Tutto ciò fa più che la morte definitiva.
Poiché questo significa farsi uccidere lentamente
e forse incosciamente, e morente ti trascini, credendo
di vivere, in realtà sei succube dei proiettili di pistoleri
cammuffati da banchieri, o da amici, o da amiche, o
dalla gentil signora che alla domenica va in chiesa, o da colleghi,
Fa più male vivere pensando di vivere
rispetto a morire.
Per evitare la morte precoce
io vivo.
E con una pistola che si limita a sbandierare la
scritta BANG elimino
tutti coloro che frustrati vogliono
cancellarti
piano
piano
lentamente
come quelle torture che avvenivano nel passato
una goccia calda,
una
dopo
l'altra
incessantemente
veniva fatta cadere
sulla tua
testa
e tu
senza che te ne rendessi conto
piano
piano
lentamente
ti ritrovavi con un
buco
in testa.
Questa morte
è la più orrenda.
Ed attualmente
vedo in giro tanta
gente con un buco
in testa
e mille torturatori
sorridenti e ben vestiti.
L'isola che non c'è
18.03.2003
Un mondo perfetto è ciò che l'uomo desidera veramente?
L'essere umano è affascinante poiché attraverso le proprie insicurezze, debolezze e contraddizioni esprime gioie e dolori. Trasocrrere la propria esistenza in un luogo dove le imperfezioni e i difetti non esistono significa vivere di nulla, in quanto se non vi è il male il bene non appare, se non sorge la tristezza la felicità è un sentimento estraneo,..
A mio avviso un mondo perfetto è accettabile solo nei propri sogni e la foto in questione rispecchia fedelemnte l'immagin del pianeta terra. Un pianeta nel quale vi sono continue sfide, guerre e riappacificazioni e l'artefice degli eventi ceh accadono è l'uomo.
In ogni (o quasi) angolo dell'universo vi è l'influenza dell'uomo.
E sufficiente guardare la foto e rendersi conto di come l'uomo agisce violentemente sugli eventi. Sullo sfondo scorgo una città diroccata, mutilata dalla ferocità dell'uomo mentre in primo piano si pone egoisticamente un cartellone pubblicitario che ritrare un viso sereno, puro e dolce di una ragazza. Il paesaggio ritratto è simile ad uno specchio che riflette perfettamente i contrasti del mondo odierno: la modernità e la tradizione, il bene e il male, la guerra e la pace, la solitudine e la socialità.
Attualmente vi ü un grande contrasto che si sovrappone ai molteplici esitenti: i paesi ricchi e quelli poveri. A questo proposito si potrebbe aprire un enorme parentesi per rifletter sui problemi politici-sociali ed economici che questo squilibrio porta ma per affrontare quest'argomento un governatore o un'economista sarebbe più appropriato. Non è necessario una cultura raffinata per comprendere che nei paesi sviluppati la pubblicità ha un ruolo decisivo rispetto alla società.
Il marketing e la comunicazione sono elementi di fondamentale importanza poiché permettono alle multinazionali di rivolgersi direttamente ai consumatori con un unico scopo: guadagnare. Un mondo materialista non è una caratteristica che non rientra nel paradiso terrestre ma è una peculiarità che si sta diffondendo in ogni luogo. Mostrarsi è più importante dell'essere, vendere è motivo di soddisfazione, il successo prevale sugli affetti familiari.
La foto mi suscita rabbia poiché sono cosciente che l'estetica e la superficialità sono concetti che s'impongono violentemente nella nostra società senza considerare le sofferenze e i dolori degli individui. La bellezza della donna raffigurata nella pubblicità è a mio parere nociva in quanto sprigiona l'arroganza degli uomini, la prepotenza di coloro che optano per il bello in primo piano e il disagio nascosto. Quest'atteggiamento è inamissibile, non si può e non si deve essere indiffirenti ai disagi delle persone ed è inutile maschare le situazioni poiché equivale fuggire dai problemi.
La foto rispecchia um mondo di cartapesta, manipolato e falso poiché se è vero che la tecnologia è avanzata è altrettanto veoro che il malessere non è scomparso ma ai nostri occhi appare superbo.
La pubblicità vuole convincerci che esiste un'isola nel quale bellezza, perfezione e intelligenza coesistono ma è meglio sperare di raggiungere l'isola che non c'è o intervenire per migliorare il mondo?
Un mondo perfetto è ciò che l'uomo desidera veramente?
L'essere umano è affascinante poiché attraverso le proprie insicurezze, debolezze e contraddizioni esprime gioie e dolori. Trasocrrere la propria esistenza in un luogo dove le imperfezioni e i difetti non esistono significa vivere di nulla, in quanto se non vi è il male il bene non appare, se non sorge la tristezza la felicità è un sentimento estraneo,..
A mio avviso un mondo perfetto è accettabile solo nei propri sogni e la foto in questione rispecchia fedelemnte l'immagin del pianeta terra. Un pianeta nel quale vi sono continue sfide, guerre e riappacificazioni e l'artefice degli eventi ceh accadono è l'uomo.
In ogni (o quasi) angolo dell'universo vi è l'influenza dell'uomo.
E sufficiente guardare la foto e rendersi conto di come l'uomo agisce violentemente sugli eventi. Sullo sfondo scorgo una città diroccata, mutilata dalla ferocità dell'uomo mentre in primo piano si pone egoisticamente un cartellone pubblicitario che ritrare un viso sereno, puro e dolce di una ragazza. Il paesaggio ritratto è simile ad uno specchio che riflette perfettamente i contrasti del mondo odierno: la modernità e la tradizione, il bene e il male, la guerra e la pace, la solitudine e la socialità.
Attualmente vi ü un grande contrasto che si sovrappone ai molteplici esitenti: i paesi ricchi e quelli poveri. A questo proposito si potrebbe aprire un enorme parentesi per rifletter sui problemi politici-sociali ed economici che questo squilibrio porta ma per affrontare quest'argomento un governatore o un'economista sarebbe più appropriato. Non è necessario una cultura raffinata per comprendere che nei paesi sviluppati la pubblicità ha un ruolo decisivo rispetto alla società.
Il marketing e la comunicazione sono elementi di fondamentale importanza poiché permettono alle multinazionali di rivolgersi direttamente ai consumatori con un unico scopo: guadagnare. Un mondo materialista non è una caratteristica che non rientra nel paradiso terrestre ma è una peculiarità che si sta diffondendo in ogni luogo. Mostrarsi è più importante dell'essere, vendere è motivo di soddisfazione, il successo prevale sugli affetti familiari.
La foto mi suscita rabbia poiché sono cosciente che l'estetica e la superficialità sono concetti che s'impongono violentemente nella nostra società senza considerare le sofferenze e i dolori degli individui. La bellezza della donna raffigurata nella pubblicità è a mio parere nociva in quanto sprigiona l'arroganza degli uomini, la prepotenza di coloro che optano per il bello in primo piano e il disagio nascosto. Quest'atteggiamento è inamissibile, non si può e non si deve essere indiffirenti ai disagi delle persone ed è inutile maschare le situazioni poiché equivale fuggire dai problemi.
La foto rispecchia um mondo di cartapesta, manipolato e falso poiché se è vero che la tecnologia è avanzata è altrettanto veoro che il malessere non è scomparso ma ai nostri occhi appare superbo.
La pubblicità vuole convincerci che esiste un'isola nel quale bellezza, perfezione e intelligenza coesistono ma è meglio sperare di raggiungere l'isola che non c'è o intervenire per migliorare il mondo?
Racconto breve: Maledizione
- Maledizione ci sono alle costole! Schiaccia sull’acceleratore, sbrigati…vai più veloce che puoi…ci stanno raggiungendo-.
- Bene gli abbiamo seminati-.
- Accidenti! Un posto di blocco: non ce la faremo mai. Siamo fregati: è la fine-.
- Sbrigati, nascondi la pistola e tienila a portata di mano-.
- Buonasera, scendere dalla macchina prego e favorisca patente e libretto.
Un colpo, due, tre colpi e ancora, di nuovo.
Il silenzio notturno è interrotto dal frastuono assordante di quei ripetuti colpi di pistola.
- Porco mondo; ma sei impazzito? Qualcuno può aver udito-.
- Iniziava a mettermi pressione ed ho preferito fare un lavoretto veloce anche perché domani dovrò essere al lavoro alle 8.00 -.
- Questa è l’ultima volta che prendo la roba con te-.
- Buongiorno Avv. Rossi, la vedo un po’ affaticato-.
- Sa mi sto dividendo tra il lavoro e la famiglia e poi tra poco è il compleanno della piccola e siamo tutti in grande fermento... ma ora basta chiacchiere, al lavoro.
Vado nel mio studio e non voglio essere disturbato per nessuna ragione-.
- Va bene, guardi che le ho lasciato il giornale di oggi sulla sua scrivania-.
- Eccoti polverina magica regalami un po’ della tua essenza-.
Lo sguardo cade sulla prima pagina del quotidiano ed è appesantita da avvenimenti orrendi ma frequenti: stupri, pedofilia, guerre, droga, alcool, omicidi tutto ciò condito con sangue innocente.
- Questo mondo è allo sfascio-.
- Avvocato vi sono dei poliziotti che desiderano parlare con lei-.
- Mi hanno trovato ma come hanno fatto?-
Seduto alla scrivania con lo sguardo fisso avanti il tempo, sembra cristallizzarsi.
Le braccia poggiate sullo scrittoio paiono voler imprigionare il giornale ambasciatore delle macabre notizie del mondo.
Quella posizione statica si contrappone al frenetico apparire e scomparire d’immagini che si muovono d’innanzi ai suoi occhi.
Un movimento del braccio lento ma deciso apre con disinvoltura l’armadietto riposto sotto il tavolo per scoprire un’arma da fuoco.
Un colpo secco.
La testa che si abbandona pesantemente sulla scrivania.
Il sangue si mischia ai caratteri neri del giornale che viene man mano assorbito dalla carta così sottile ma al tempo stesso così resistente da poter sopportare il male del mondo.
Si apre la porta.
Bocche aperte e occhi sgranati.
Stupore.
Domande.
Notizia.
Bla bla bla…
- In fondo è finita bene: si è fatto fuori eliminando un pericolo per la società.
Questi ricchi che credono di avere il mondo al loro servizio e che vanno in giro ad ammazzare e drogarsi invece di pensare alla famiglia,…
- Ciò che mi stupisce è che sembrava una persona per bene-.
I rintocchi della Chiesa spezzano quelle opinioni sputate nel vento senza ritegno.
- Scusa starei a parlare oltre ma inizia messa-.
- Fratelli e sorelle
Preghiamo-.
- “Però quel bastardo…sono felice che si sia ucciso, la gente tossica e omicida mi disgusta, anzi avrei preferito ammazzarlo con le mie mani”-.
- È già l’ora della comunione: non mi sono neanche lavato le mani-.
Il corpo di Cristo.
Amen.
- Bene gli abbiamo seminati-.
- Accidenti! Un posto di blocco: non ce la faremo mai. Siamo fregati: è la fine-.
- Sbrigati, nascondi la pistola e tienila a portata di mano-.
- Buonasera, scendere dalla macchina prego e favorisca patente e libretto.
Un colpo, due, tre colpi e ancora, di nuovo.
Il silenzio notturno è interrotto dal frastuono assordante di quei ripetuti colpi di pistola.
- Porco mondo; ma sei impazzito? Qualcuno può aver udito-.
- Iniziava a mettermi pressione ed ho preferito fare un lavoretto veloce anche perché domani dovrò essere al lavoro alle 8.00 -.
- Questa è l’ultima volta che prendo la roba con te-.
- Buongiorno Avv. Rossi, la vedo un po’ affaticato-.
- Sa mi sto dividendo tra il lavoro e la famiglia e poi tra poco è il compleanno della piccola e siamo tutti in grande fermento... ma ora basta chiacchiere, al lavoro.
Vado nel mio studio e non voglio essere disturbato per nessuna ragione-.
- Va bene, guardi che le ho lasciato il giornale di oggi sulla sua scrivania-.
- Eccoti polverina magica regalami un po’ della tua essenza-.
Lo sguardo cade sulla prima pagina del quotidiano ed è appesantita da avvenimenti orrendi ma frequenti: stupri, pedofilia, guerre, droga, alcool, omicidi tutto ciò condito con sangue innocente.
- Questo mondo è allo sfascio-.
- Avvocato vi sono dei poliziotti che desiderano parlare con lei-.
- Mi hanno trovato ma come hanno fatto?-
Seduto alla scrivania con lo sguardo fisso avanti il tempo, sembra cristallizzarsi.
Le braccia poggiate sullo scrittoio paiono voler imprigionare il giornale ambasciatore delle macabre notizie del mondo.
Quella posizione statica si contrappone al frenetico apparire e scomparire d’immagini che si muovono d’innanzi ai suoi occhi.
Un movimento del braccio lento ma deciso apre con disinvoltura l’armadietto riposto sotto il tavolo per scoprire un’arma da fuoco.
Un colpo secco.
La testa che si abbandona pesantemente sulla scrivania.
Il sangue si mischia ai caratteri neri del giornale che viene man mano assorbito dalla carta così sottile ma al tempo stesso così resistente da poter sopportare il male del mondo.
Si apre la porta.
Bocche aperte e occhi sgranati.
Stupore.
Domande.
Notizia.
Bla bla bla…
- In fondo è finita bene: si è fatto fuori eliminando un pericolo per la società.
Questi ricchi che credono di avere il mondo al loro servizio e che vanno in giro ad ammazzare e drogarsi invece di pensare alla famiglia,…
- Ciò che mi stupisce è che sembrava una persona per bene-.
I rintocchi della Chiesa spezzano quelle opinioni sputate nel vento senza ritegno.
- Scusa starei a parlare oltre ma inizia messa-.
- Fratelli e sorelle
Preghiamo-.
- “Però quel bastardo…sono felice che si sia ucciso, la gente tossica e omicida mi disgusta, anzi avrei preferito ammazzarlo con le mie mani”-.
- È già l’ora della comunione: non mi sono neanche lavato le mani-.
Il corpo di Cristo.
Amen.
Volare verso nuovi e lucenti orizzonti

Chiunque stia passeggiando nel blog....fermati!
Ferma il tuo sguardo su quanto segue...il 26 aprile 2009 ci sarà un evento benefico all'aeroporto di Lugano
Se desiderate provare l'ebrezza del volo e fare del bene...siete tutti quanti invitati.
Il pranzo sarà offerto e ci sarà l'opportunità di giocare ad una lotteria con ricchi premi..l'evento è in collaborazione con la scuola di volo e quindi questa giornata potrà forse divenire anche l'occasione per conoscere meglio il mondo dell'aviazione e chissà....intraprendere una nuova strada ...però in aria!
Per le iscrizioni potete rivolgervi direttamente all'associazione ESPERANCE ACTI con sede a Balerna-Svizzera. Nella locandina c'è l'email e il contatto telefonico.
In fondo a destra ho posto il link dell'associazione umanitaria nel quale è presente il programma indicativo della giornata.
Affrettatevi! Posti limitati...un occasione unica!
Bene, se mi state ancora leggendo...potete continuare a passeggiare indisturbati! Grazie per la vostra attenzione
Sentire
04.08.2003
Chiudere gli occhi ma aprire quelli della mente
viaggiare con il pensiero è più stancante di un viaggio
reale.
Nessun bagaglio
nessun biglietto
niente.
Solo tu e i tuoi pensieri.
Imbarcarsi nei meandri dell'esistenza,
della tua

e scoprire angoli bui
spenti e
sconosciuti o
dimenticati
per pigrizia mentale
trovare l'interruttore donare
luce
agli angoli oscurati dal tempo
è compito di ognuno di noi
Acceso.
Ho trovato l'interrutore
e l'ho acceso ma il viaggio
non è terminato.
non deve ultimarsi Mai.
Se mi fermo rischio di anneire tutta la testa
non solo degli angoli.
Proiettarsi
vagare
meditare
vagabondare
nell'infinito dei pensieri
per non perdere la tua verità
Sentirsi umili per ammettere
che ho da imparare da chiunque
Sentirsi forti
perché così si sconfiggono i cattivi
Sentirsi padroni di se stessi
per non rendersi schiavi di se stessi
Sentrisi naufraghi
per essere coscienti di essere
persi nel vuoto del mondo
Sentirsi capitani per guidarsi nella
direzione che si desidera.
Sentire.
Questo è ciò che conta.
Chiudere gli occhi ma aprire quelli della mente
viaggiare con il pensiero è più stancante di un viaggio
reale.
Nessun bagaglio
nessun biglietto
niente.
Solo tu e i tuoi pensieri.
Imbarcarsi nei meandri dell'esistenza,
della tua

e scoprire angoli bui
spenti e
sconosciuti o
dimenticati
per pigrizia mentale
trovare l'interruttore donare
luce
agli angoli oscurati dal tempo
è compito di ognuno di noi
Acceso.
Ho trovato l'interrutore
e l'ho acceso ma il viaggio
non è terminato.
non deve ultimarsi Mai.
Se mi fermo rischio di anneire tutta la testa
non solo degli angoli.
Proiettarsi
vagare
meditare
vagabondare
nell'infinito dei pensieri
per non perdere la tua verità
Sentirsi umili per ammettere
che ho da imparare da chiunque
Sentirsi forti
perché così si sconfiggono i cattivi
Sentirsi padroni di se stessi
per non rendersi schiavi di se stessi
Sentrisi naufraghi
per essere coscienti di essere
persi nel vuoto del mondo
Sentirsi capitani per guidarsi nella
direzione che si desidera.
Sentire.
Questo è ciò che conta.
Mondo fragile
La musica è...
La buona musica è come
un dolce sussurro dell'amato
che con do
lcezza avvicina
la sua bocca all'orecchio
per trasmetterti i suoi pensieri.
è come la brezza primaverlie
che accarezza i capelli
e che liberamente si lasciano
trasportare dal vento
è fare l'amore
è godere senza toccare
è correre nudi senza essere visti
è mangiare cioccolata senza
ingrassare e senza il senso di sazietà
è tuffare il proprio dito nel barattolo
di marmellata
e gusatrsela senza vergogna
è gridare a squarciagola senza
infastidire
è piangere di gioia
è guardare negli occhi la persona
amata e toccarli l'anima con lo sguardo
è giocare a nascondino
e provare di nuovo l'adrenalina che da bambino
ti accompagnava per paura di essere scovati
La buona musica è
vita
un dolce sussurro dell'amato
che con do
lcezza avvicina la sua bocca all'orecchio
per trasmetterti i suoi pensieri.
è come la brezza primaverlie
che accarezza i capelli
e che liberamente si lasciano
trasportare dal vento
è fare l'amore
è godere senza toccare
è correre nudi senza essere visti
è mangiare cioccolata senza
ingrassare e senza il senso di sazietà
è tuffare il proprio dito nel barattolo
di marmellata
e gusatrsela senza vergogna
è gridare a squarciagola senza
infastidire
è piangere di gioia
è guardare negli occhi la persona
amata e toccarli l'anima con lo sguardo
è giocare a nascondino
e provare di nuovo l'adrenalina che da bambino
ti accompagnava per paura di essere scovati
La buona musica è
vita
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