Oggi mi sento intrappolata
imprigionata
cerco libertà in ufficio barricandomi dietro ai miei piensieri
é un periodo però che ho questa sensazione...
si tratterà del lavoro,...
vorrei cambiare tutto...
TUTTO
piano piano
sto seminando...
ma é da parecchio che non raccologo..
mi sfogo qui
perché di solito non mi lamento
e oggi sento che sto per scoppiare
come soffi quasi impercettibili, leggeri e sottili poserò su questa pagina i miei pensieri raccolti fin d'ora. soffi che possono tramutarsi in gelide ventate o uragani inarrestabili. Pensieri, riflessioni, avventure e disavventure troveranno casa in questo sito. Ma io no, non mi fermerò mai.
Cerca nei soffi di pensieri
Persa
Cammino accanto a te
ma vedo solo due orme se mi volto
mi chiedi se sono felice
e ti dico di si con un sorriso
per cercare di nascondere l'irrequietezza che ho dentro
Mi dici che sono calma
ma non hai capito che un vulcano è sempre pronto ad eruttare
e non mi lascia dormire
Mi sveglio di notte
e cerco nel cielo una risposta
le stelle mi guardano
ed io guardo loro
ritorno a letto
e ancora non riesco a riposare
Se penso al futuro ho paura
perché non riesco ad essere felice
cosa cerco?
Mi sento persa a volte
così persa
che non so se sia giusto fingere ancora
Cerco appiglio nella musica
che lascio entrare nelle mie orecchie
fino ad ingoiarla
e sentire dentro le note
che mi accarezzano l'anima.
Trovo un attimo di pace.
Dove sei?
Perché ti ho lasciato andare senza fare nulla?
Troppi segreti.
Troppe cose non dette mi
portano alla deriva.
Mi sento persa
ma almeno sento.
ma vedo solo due orme se mi volto
mi chiedi se sono felice
e ti dico di si con un sorriso
per cercare di nascondere l'irrequietezza che ho dentro
Mi dici che sono calma
ma non hai capito che un vulcano è sempre pronto ad eruttare
e non mi lascia dormire
Mi sveglio di notte
e cerco nel cielo una risposta
le stelle mi guardano
ed io guardo loro
ritorno a letto
e ancora non riesco a riposare
Se penso al futuro ho paura
perché non riesco ad essere felice
cosa cerco?
Mi sento persa a volte
così persa
che non so se sia giusto fingere ancora
Cerco appiglio nella musica
che lascio entrare nelle mie orecchie
fino ad ingoiarla
e sentire dentro le note
che mi accarezzano l'anima.
Trovo un attimo di pace.
Dove sei?
Perché ti ho lasciato andare senza fare nulla?
Troppi segreti.
Troppe cose non dette mi
portano alla deriva.
Mi sento persa
ma almeno sento.
Different Pulses
La mia vita è come una ferita che gratto per farla sanguinare
Rigurgito e mie stesse parole, Scrivo così posso nutrirmi
E la Morte cresce come un albero piantato in mezzo al mio petto
Le sue radici sono ai miei piedi, io cammino così non potrà riposare
Oh, baby, sono perduto
Ho provato a spingere i colori attraverso un prisma così da farli tornare al bianco
Per sincronizzare le nostre diverse pulsioni in una sola luce abbagliante
E se l’amore non fosse la chiave. Se l’amore non fosse una chiave.
Spero di poter trovare un luogo dove ciò possa avvenire.
Io so che nel tuo cuore c’è una risposta ad una domanda
Che non sono ancora consapevole di aver chiesto
E se quell’albero non avesse prosciugato le mie lacrime
Avrei sanguinato e pianto per tutti gli anni
Che io solo ho potuto farli passare
Il sogno di un uomo ridicolo di Emanuele Santoro
Venerdì sera sono andata a teatro da sola attratta dalla recensione dell'opera di Dostoevskij.
Ho deciso di andare sola perché un tema così delicato non avrei saputo con chi condividerlo.
Raggiunto il piccolo teatro scopro poche persone, alcune sole altre in compagnia.
Le persone sole non si parlano e cercano riparo dal confronto con l'altro leggendo dei prospetti e guardando i DVD esposti.
Finalmente si può entrare ad assistere allo spettacolo: Il Sogno di un uomo ridicolo di Dostoevskij reinterprato da Emanuele Santoro.
Un intero monologo.
Sono spaesata perché gli assistenti ci fanno percorrere un corridoio che porta dietro alle quinte..e per raggiungere le poltrone si é quindi costretti a salire sul palcoscenico: per un istante saremo anche noi parte dello spettacolo, parte di quel sogno.
Prima di salire sul palcoscenico ci fanno attendere un istante affinché tutti raggiungano il dietro le quinte, intanto sbircio all'interno del teatro e scorgo un uomo vestito di bianco seduto si di una piattaforma sospesa a forma cubica, il suo volto é stravolo.. una catena avvolge il suo collo come un cappio al collo e le sue caviglie sono intrappolate da altre catene e non gli permettono di muoversi.
Finalmente possiamo accomodarci, passandoli accanto provo una strana sensazione perché lui osserva chiunque gli passi accanto, con lo sguardo stanco osserva la gente e io lo guardo anche quando mi siedo.
Sono sempre stato un uomo ridicolo, tutti hanno sempre riso di me e la cosa più terribile é che io me ne sono sempre reso conto, sono sempre stato cosciente di ciò.
Le prime parole di quest'uomo ingabbiato su di una prigione sospesa con una camicia di forza fanno eco nel piccolo teatro.
Anche i nostri volti sono illuminati - come se volesse sapere con chi ha a che fare.
Le luci si spengono e rimane lui solo...
Una notte decido di andare a fare una passeggiata e scorgo una stella tra le nuvole che macchiano il cielo..
Il racconto continua:
Quella stella così luminosa in mezzo a quella cupezza mi attirò.. ed iniziai a fissarla.
Finalmente la notte che tanto bramovo era arrivata, quella notte tanto attesa, quella stella mi ha convinto che sarebbe stata la notte giusta per farla finita con la rivoltella che custodivo in casa.
Un colpo secco alla testa e poi più niente.
Tutto si sarebbe spento e non avrei più dovuto soffrire.
Ma ecco che in quel momento di sollievo apparì una bambina, non la vidi subito perché ero immerso nei miei pensieri.. stavo già immaginando il momento in cui mi puntavo la rivoltella alle tempie.
Sentì qualcuno che tirava la mia giacca e piangente impolorava aiuto.. piangente urlava e chiedeva aiuto.
Io ho tentato di farla andare via, .. ho tentato di farle capire che non m'interessava nulla di quello che diceva: gridai -
lasciami stare, .. vattente.. ma lei niente, continuava.. insisteva e piangeva e piangeva.. allora io le ho detto VAI VIA.
a voce alta.
Tornato a casa, mi ritrovai solo e ripensai a quella bambina... come ho potuto scacciarla in quel modo e perché proprio la sera in cui ho deciso di farla finita lei ha fatto irruzione nella mia vita?
Ma la cosa che più mi preoccupava e non mi lasciava dormire.. come ho potuto provare pietà?
Come potevo avere sensi di colpa se da lì un secondo tutto il mondo si sarebbe spento?
Perché provavo queste emozioni di compassione se avevo deciso di farla finita?
L'indifferenza per tutto, l'indifferenza per le persone.. mi ha portato a pensare a questo gesto estremo.. eppure dopo l'incontro con quella bambina non riuscivo a prendere sonno...
Quella bambina mi aveva salvato.
Queste domande mi hanno bloccato e mi hanno impedito a prendere la rivoltella.
Nel medidabondare di questi pensieri il sonno mi raggiunse... e sognai di farla finita, un colpo secco al cuore non alla testa come avevo previsto ma al cuore.. e fu così che morì nel sogno.
Sentivo freddo ai piedi,
mi ritrovai in una bara ma riuscivo a sentire tutto ciò che accadeva intorno a me..
capivo che mi stanno sotterrando...
una goccia ad intervallo di un minuto cadeva puntuale sul mio occhio destro..
e mi dicevo:
- ma com'é possibile?
com'é possibile che sta avvendno tutto ciò?
Ora che ho avuto il coraggio di farla finita.. perché non posso riposare in pace?
Senza sofferenza? Senza dolore?
Perché devo subire questa tortura, goccia dopo goccia..
sento di impazzire e mi arrabbio su chi o cosa sta sopra di me..
mi arrabbio e sai cosa ti dico chiunque tu sia là sopra...
chiunque tu sia..
sappi che tutta la sofferenza che dovrò subire anche da morto.. tutto il dolore, la pena.. che dovrò subire anche da morto non sarà NULLA in confronto all'odio che io proverò per tutta la mia esistenza da morto-.
Ad un certo punto la bara si aprì ed una figura nera si chinò su di me, seguì questa figura.. e arrivammo in un luogo spaziale.. camminavo fluttuando.. e da lontano scorsi la stella luminosa che mi aveva convinto a spararmi. Era la stessa.
Ci avviciniamo sempre di più a quella stella e un pianeta attirò la mia attenzione:
- é la terra! - Mi dissi.
- Ma un'altra terra, non quella che ho lasciato-.
Era strano perché riuscivo a scorgere i confini dell'europa e gli oceani.. era identica al mondo terreno che mi ha portato tanta sofferenza.
In un istante mi ritrovai solo su questa terra,
la figura nera mi abbandonò.. la terra mi era familiare ma vi era qualcosa di diverso..
una luce illuminava tutto e tutti e rendeva solare e quasi spirtuale questo luogo.
Incontrai i primi abitanti di questo mondo ed anch'essi sprigionavano una luce particolare che mi colpiva dritta al cuore e mi fa ceva provare amore, solo amore.
Disegnati sui loro volti e scolpiti nei loro occhi vi era nient'altro che Amore.
Nel loro vocabolario non rientrava la parola
gelosia,
dolore,
sofferenza,
menzogna,
invidia.. tutto ciò non esisteva.
Loro si avvicinarono a me.. tentai di farmi capire.. volevo spiegare loro da dove venivo,
quello che ho dovuto patire, le sofferenza, i pianti, la solitudine..
e loro mi guardano con i loro volti illuminati..
ma non capivano nulla.
Io invece di arrabbiarmi, invece di essere scocciato riesciuvo solo a provare amore per questa gente.
Gli osservavo e notavo che parlavano e guardavano gli alberi come se fossero persone, trattavano la natura con rispetto.
Tutto fù così sconvolgente per me.. mi resi conto di quanto mi ero perso sulla terra..
quante albe ho evitato,
quanti tramonti mi sono scordato di osservare...
Tutto era così semplice su questa terra..
mi resi conto che questo popolo non aveva tutta la scienza e conoscienza presente sulla mia vecchia terra..
in quel momento mi rimbalzarono alla mente queste parole "
solo attraverso la sofferenza é possibile raggiungere la felicità" -
" solo attraverso la conoscienza di se é possibile raggiungere uno stato pacifico "
" solo attraverso una conoscienza universale é possibile scopire la verità assoluta"....
Queste parole così eloquenti non aevano più alcun significato...
mi dissi: - ma quale scienza?.. ma quale conoscienza...?
queste persone così semplici.. senza alcun tipo di elucubrazioni.. sono felici, colmi
di amore.. -.
Il tempo trascorse ed io anche qui riuscii rovinare tutto...
Dovete sapere che ho fatto una cosa orribile..
ho fatto una cosa tremenda..
sapete che ho fatto a questi esseri così speciali?
GLI HO CORROTTI
si avete capito bene GLI HO CORROTTI.
Ho spiegato loro cosa significasse la menzogna..
ho spiegato loro cosa volesse dire la la sensualità
e grazie alla sensualità hanno capito cosa significasse la gelosia e l'invidia...
e l'invidia ha portato alle alleanze
gli uni contro gli altri...
e alle guerre...
Ho distrutto il loro mondo... ed io mi sono sentito di nuovo inutile.. gli ho pregati che mi crocifiggessero.. e loro... ridevano di me..
ho tentato di spiegarli che dovevano ritornare come erano un tempo
PURI
SEMPLICI
UMILI
AMOREVOLI
MISERICORDIOSI
ma loro non capivano
ed hanno iniziato a ridere di me.. come fossi un uomo ridicolo, ancora.
Così hanno detto che non avrebbero mai più avuto bisogno di me.
Capite?
Capite cos'ho fatto?
Ma sapete ... nessuno mi vuole credere.. nessuno vuole credere che ho fatto questo sogno.. tanto meno loro
Loro dicono che io ho mi sono inventato tutto.. che non ho fatto questo sogno,
Dalla mia poltroncina osservo l'attore che tenta di liberarsi dalla catente, cerca in tutti modi
di liberarsi dalla camicia di forza.. seguo il suo sguardo per cercare "loro", quelli che non gli vogliono credere. Quelli che l'hanno rinchiuso nel manicomio.
Il monologo continua:
-e se anche fosse? E se anche non avessi fatto quel sogno?
Io ho scoperto la verità grazie a questo sogno.
E se avessi fatto questo sogno.. e avessi successivamente aggiunto i dettagli... che importa?
Ho visto la verià...
ma loro non mi vogliono credere.. e non m'importa.
Perché al mio risveglio tutto é cambiato per me.
Vedo tutto sotto un'altra luce...
Il mio cuore batte forte sono emozionata dal racconto
osservo l'attore sulla piattaforma sospesa.
Lui incatenato cerca di trasmettere quello che ha provato.. quello che ha capito,
eppure nessuno gli crede.
Il pubblico é silenzioso e assorto.. lo spettacolo si conlude e tutti stanno zitti.
Nessuno osa muoversi, ed un assistente spezza il silenzio " da questa parte, qui é l'uscita".
Io non riesco a muovermi, é come se la forza di gravità mi tenesse ancora attaccata alla poltrona.. é come se avessi paura a varcare l'uscita per imbattermi in un mondo che non capirebbe.
Preferireri starmene seduta, in questo luogo e digerire le parole.
Di nuovo l'attore osserva la gente, con quello sguardo stanco di chi ha vissuto molto
.. finalmente mi alzo, nessuno applaude
é come se avessimo viaggiato
é come se fossimo impauriti ad applaudire per rispetto alla morte vissuta nel sogno...
é come se con il silenzio volessimo testimoniare e sottolineare la profondità del monologo.
Ma qualcuno spezza il silenzio.. con un timido applauso.
Alcune persone sono già uscite.. io mi aggiungo all'applauso e osservo l'attore che però sembra ancora
scosso dalla sua interpretazione. Da lontano ho hnotato il luccichio delle sue lacrime.
Ancora si trova sul cubo sollevato incatenato.
Esco dal teatro.. in silenzio ed in silenzio percorro tutta la strada di casa.
Alzo lo sguardo ed osservo le stelle..
sono in un sogno?
A dispetto del racconto vedo molte stelle.. e non vi sono nuvole a coprire il luccichio delle costellazioni..
e loro non mi suggeriscono gesti estremi bensì
speranza
speranza che la luce
esista anche qui
su questa terra
la nostra terra
ed é possibile scorgerla
solo grazie all'umiltà
apprezzando ogni istante senza porsi troppi interrogativi.
Ho deciso di andare sola perché un tema così delicato non avrei saputo con chi condividerlo.
Raggiunto il piccolo teatro scopro poche persone, alcune sole altre in compagnia.
Le persone sole non si parlano e cercano riparo dal confronto con l'altro leggendo dei prospetti e guardando i DVD esposti.
Finalmente si può entrare ad assistere allo spettacolo: Il Sogno di un uomo ridicolo di Dostoevskij reinterprato da Emanuele Santoro.
Un intero monologo.
Sono spaesata perché gli assistenti ci fanno percorrere un corridoio che porta dietro alle quinte..e per raggiungere le poltrone si é quindi costretti a salire sul palcoscenico: per un istante saremo anche noi parte dello spettacolo, parte di quel sogno.
Prima di salire sul palcoscenico ci fanno attendere un istante affinché tutti raggiungano il dietro le quinte, intanto sbircio all'interno del teatro e scorgo un uomo vestito di bianco seduto si di una piattaforma sospesa a forma cubica, il suo volto é stravolo.. una catena avvolge il suo collo come un cappio al collo e le sue caviglie sono intrappolate da altre catene e non gli permettono di muoversi.
Finalmente possiamo accomodarci, passandoli accanto provo una strana sensazione perché lui osserva chiunque gli passi accanto, con lo sguardo stanco osserva la gente e io lo guardo anche quando mi siedo.
Sono sempre stato un uomo ridicolo, tutti hanno sempre riso di me e la cosa più terribile é che io me ne sono sempre reso conto, sono sempre stato cosciente di ciò.
Le prime parole di quest'uomo ingabbiato su di una prigione sospesa con una camicia di forza fanno eco nel piccolo teatro.
Anche i nostri volti sono illuminati - come se volesse sapere con chi ha a che fare.
Le luci si spengono e rimane lui solo...
Una notte decido di andare a fare una passeggiata e scorgo una stella tra le nuvole che macchiano il cielo..
Il racconto continua:
Quella stella così luminosa in mezzo a quella cupezza mi attirò.. ed iniziai a fissarla.
Finalmente la notte che tanto bramovo era arrivata, quella notte tanto attesa, quella stella mi ha convinto che sarebbe stata la notte giusta per farla finita con la rivoltella che custodivo in casa.
Un colpo secco alla testa e poi più niente.
Tutto si sarebbe spento e non avrei più dovuto soffrire.
Ma ecco che in quel momento di sollievo apparì una bambina, non la vidi subito perché ero immerso nei miei pensieri.. stavo già immaginando il momento in cui mi puntavo la rivoltella alle tempie.
Sentì qualcuno che tirava la mia giacca e piangente impolorava aiuto.. piangente urlava e chiedeva aiuto.
Io ho tentato di farla andare via, .. ho tentato di farle capire che non m'interessava nulla di quello che diceva: gridai -
lasciami stare, .. vattente.. ma lei niente, continuava.. insisteva e piangeva e piangeva.. allora io le ho detto VAI VIA.
a voce alta.
Tornato a casa, mi ritrovai solo e ripensai a quella bambina... come ho potuto scacciarla in quel modo e perché proprio la sera in cui ho deciso di farla finita lei ha fatto irruzione nella mia vita?
Ma la cosa che più mi preoccupava e non mi lasciava dormire.. come ho potuto provare pietà?
Come potevo avere sensi di colpa se da lì un secondo tutto il mondo si sarebbe spento?
Perché provavo queste emozioni di compassione se avevo deciso di farla finita?
L'indifferenza per tutto, l'indifferenza per le persone.. mi ha portato a pensare a questo gesto estremo.. eppure dopo l'incontro con quella bambina non riuscivo a prendere sonno...
Quella bambina mi aveva salvato.
Queste domande mi hanno bloccato e mi hanno impedito a prendere la rivoltella.
Nel medidabondare di questi pensieri il sonno mi raggiunse... e sognai di farla finita, un colpo secco al cuore non alla testa come avevo previsto ma al cuore.. e fu così che morì nel sogno.
Sentivo freddo ai piedi,
mi ritrovai in una bara ma riuscivo a sentire tutto ciò che accadeva intorno a me..
capivo che mi stanno sotterrando...
una goccia ad intervallo di un minuto cadeva puntuale sul mio occhio destro..
e mi dicevo:
- ma com'é possibile?
com'é possibile che sta avvendno tutto ciò?
Ora che ho avuto il coraggio di farla finita.. perché non posso riposare in pace?
Senza sofferenza? Senza dolore?
Perché devo subire questa tortura, goccia dopo goccia..
sento di impazzire e mi arrabbio su chi o cosa sta sopra di me..
mi arrabbio e sai cosa ti dico chiunque tu sia là sopra...
chiunque tu sia..
sappi che tutta la sofferenza che dovrò subire anche da morto.. tutto il dolore, la pena.. che dovrò subire anche da morto non sarà NULLA in confronto all'odio che io proverò per tutta la mia esistenza da morto-.
Ad un certo punto la bara si aprì ed una figura nera si chinò su di me, seguì questa figura.. e arrivammo in un luogo spaziale.. camminavo fluttuando.. e da lontano scorsi la stella luminosa che mi aveva convinto a spararmi. Era la stessa.
Ci avviciniamo sempre di più a quella stella e un pianeta attirò la mia attenzione:
- é la terra! - Mi dissi.
- Ma un'altra terra, non quella che ho lasciato-.
Era strano perché riuscivo a scorgere i confini dell'europa e gli oceani.. era identica al mondo terreno che mi ha portato tanta sofferenza.
In un istante mi ritrovai solo su questa terra,
la figura nera mi abbandonò.. la terra mi era familiare ma vi era qualcosa di diverso..
una luce illuminava tutto e tutti e rendeva solare e quasi spirtuale questo luogo.
Incontrai i primi abitanti di questo mondo ed anch'essi sprigionavano una luce particolare che mi colpiva dritta al cuore e mi fa ceva provare amore, solo amore.
Disegnati sui loro volti e scolpiti nei loro occhi vi era nient'altro che Amore.
Nel loro vocabolario non rientrava la parola
gelosia,
dolore,
sofferenza,
menzogna,
invidia.. tutto ciò non esisteva.
Loro si avvicinarono a me.. tentai di farmi capire.. volevo spiegare loro da dove venivo,
quello che ho dovuto patire, le sofferenza, i pianti, la solitudine..
e loro mi guardano con i loro volti illuminati..
ma non capivano nulla.
Io invece di arrabbiarmi, invece di essere scocciato riesciuvo solo a provare amore per questa gente.
Gli osservavo e notavo che parlavano e guardavano gli alberi come se fossero persone, trattavano la natura con rispetto.
Tutto fù così sconvolgente per me.. mi resi conto di quanto mi ero perso sulla terra..
quante albe ho evitato,
quanti tramonti mi sono scordato di osservare...
Tutto era così semplice su questa terra..
mi resi conto che questo popolo non aveva tutta la scienza e conoscienza presente sulla mia vecchia terra..
in quel momento mi rimbalzarono alla mente queste parole "
solo attraverso la sofferenza é possibile raggiungere la felicità" -
" solo attraverso la conoscienza di se é possibile raggiungere uno stato pacifico "
" solo attraverso una conoscienza universale é possibile scopire la verità assoluta"....
Queste parole così eloquenti non aevano più alcun significato...
mi dissi: - ma quale scienza?.. ma quale conoscienza...?
queste persone così semplici.. senza alcun tipo di elucubrazioni.. sono felici, colmi
di amore.. -.
Il tempo trascorse ed io anche qui riuscii rovinare tutto...
Dovete sapere che ho fatto una cosa orribile..
ho fatto una cosa tremenda..
sapete che ho fatto a questi esseri così speciali?
GLI HO CORROTTI
si avete capito bene GLI HO CORROTTI.
Ho spiegato loro cosa significasse la menzogna..
ho spiegato loro cosa volesse dire la la sensualità
e grazie alla sensualità hanno capito cosa significasse la gelosia e l'invidia...
e l'invidia ha portato alle alleanze
gli uni contro gli altri...
e alle guerre...
Ho distrutto il loro mondo... ed io mi sono sentito di nuovo inutile.. gli ho pregati che mi crocifiggessero.. e loro... ridevano di me..
ho tentato di spiegarli che dovevano ritornare come erano un tempo
PURI
SEMPLICI
UMILI
AMOREVOLI
MISERICORDIOSI
ma loro non capivano
ed hanno iniziato a ridere di me.. come fossi un uomo ridicolo, ancora.
Così hanno detto che non avrebbero mai più avuto bisogno di me.
Capite?
Capite cos'ho fatto?
Ma sapete ... nessuno mi vuole credere.. nessuno vuole credere che ho fatto questo sogno.. tanto meno loro
Loro dicono che io ho mi sono inventato tutto.. che non ho fatto questo sogno,
Dalla mia poltroncina osservo l'attore che tenta di liberarsi dalla catente, cerca in tutti modi
di liberarsi dalla camicia di forza.. seguo il suo sguardo per cercare "loro", quelli che non gli vogliono credere. Quelli che l'hanno rinchiuso nel manicomio.
Il monologo continua:
-e se anche fosse? E se anche non avessi fatto quel sogno?
Io ho scoperto la verità grazie a questo sogno.
E se avessi fatto questo sogno.. e avessi successivamente aggiunto i dettagli... che importa?
Ho visto la verià...
ma loro non mi vogliono credere.. e non m'importa.
Perché al mio risveglio tutto é cambiato per me.
Vedo tutto sotto un'altra luce...
Il mio cuore batte forte sono emozionata dal racconto
osservo l'attore sulla piattaforma sospesa.
Lui incatenato cerca di trasmettere quello che ha provato.. quello che ha capito,
eppure nessuno gli crede.
Il pubblico é silenzioso e assorto.. lo spettacolo si conlude e tutti stanno zitti.
Nessuno osa muoversi, ed un assistente spezza il silenzio " da questa parte, qui é l'uscita".
Io non riesco a muovermi, é come se la forza di gravità mi tenesse ancora attaccata alla poltrona.. é come se avessi paura a varcare l'uscita per imbattermi in un mondo che non capirebbe.
Preferireri starmene seduta, in questo luogo e digerire le parole.
Di nuovo l'attore osserva la gente, con quello sguardo stanco di chi ha vissuto molto
.. finalmente mi alzo, nessuno applaude
é come se avessimo viaggiato
é come se fossimo impauriti ad applaudire per rispetto alla morte vissuta nel sogno...
é come se con il silenzio volessimo testimoniare e sottolineare la profondità del monologo.
Ma qualcuno spezza il silenzio.. con un timido applauso.
Alcune persone sono già uscite.. io mi aggiungo all'applauso e osservo l'attore che però sembra ancora
scosso dalla sua interpretazione. Da lontano ho hnotato il luccichio delle sue lacrime.
Ancora si trova sul cubo sollevato incatenato.
Esco dal teatro.. in silenzio ed in silenzio percorro tutta la strada di casa.
Alzo lo sguardo ed osservo le stelle..
sono in un sogno?
A dispetto del racconto vedo molte stelle.. e non vi sono nuvole a coprire il luccichio delle costellazioni..
e loro non mi suggeriscono gesti estremi bensì
speranza
speranza che la luce
esista anche qui
su questa terra
la nostra terra
ed é possibile scorgerla
solo grazie all'umiltà
apprezzando ogni istante senza porsi troppi interrogativi.
Amore a distanza
Vorrei abbracciarti
ma trovo conforto tenendo stretto il cuscino
vorrei averti accanto
per sentire la tua voce
ma mi accontento di ascoltare la musica
sognandoti
vorrei parlarti e dichiarami
ma racchiudo nel mio intimo ogni sensazione
per non rischiare di bruciarmi
vorrei
desidero
sogno
vivo
e tu
dove sei?
lontano chilometri
vicino
nel mio cuore
nei miei pensieri
nei miei respiri
nei miei sguardi...
che si perdono in lontananza alla ricerca di
te
non voglio fermarmi
corro
nuoto
lavoro
faccio di tutto pur di non soffermarmi troppo a pensarti
perché la lontananza
a volte é troppa sofferenza
a volte invece mi permette di desiderarti
sempre di più
con la stessa emozione che un bambino prova
quando scarta un regalo
il cuore batte
gli occhi luccicano
tu
io
niente é più importante
se non viverci
per me il resto non conta
non posso
non riesco ad urlarlo
perché ho paura
di provare delle sensazioni non condivise
ho sempre rincorso relazioni autodistruttive
sapendo che avrebbero avuto una fine.
mentre ora
vorrei
con tutta me stessa
stringere la tua mano
e con te
camminare
passo dopo passo
ogni sentiero della vita
senza paura
se non quella della paura stessa
perché ti adoro
perché mi fai sognare
perché mi regali con i tuoi sguardi
sensazioni mai vissute
perché sei delicato
perché mi hai stregata
eppure
ora
sono nella mia stanza
con luce spenta
e musica ad alto volume
per cercare un modo di avvicinarmi a te
vorrei che i miei pensieri
avvolgessero i tuoi
come un serpente
avvolge alla propria preda
però senza ferirla
solo attorcigliando la mia anima
alla tua
perché quello che provo
non ha confini
non si può toccare
non si può consumare e buttare
é
qualcosa
di più
come una nuvola
che cambia forma e colore
io sono per te
mi manchi
ma trovo conforto tenendo stretto il cuscino
vorrei averti accanto
per sentire la tua voce
ma mi accontento di ascoltare la musica
sognandoti
vorrei parlarti e dichiarami
ma racchiudo nel mio intimo ogni sensazione
per non rischiare di bruciarmi
vorrei
desidero
sogno
vivo
e tu
dove sei?
lontano chilometri
vicino
nel mio cuore
nei miei pensieri
nei miei respiri
nei miei sguardi...
che si perdono in lontananza alla ricerca di
te
non voglio fermarmi
corro
nuoto
lavoro
faccio di tutto pur di non soffermarmi troppo a pensarti
perché la lontananza
a volte é troppa sofferenza
a volte invece mi permette di desiderarti
sempre di più
con la stessa emozione che un bambino prova
quando scarta un regalo
il cuore batte
gli occhi luccicano
tu
io
niente é più importante
se non viverci
per me il resto non conta
non posso
non riesco ad urlarlo
perché ho paura
di provare delle sensazioni non condivise
ho sempre rincorso relazioni autodistruttive
sapendo che avrebbero avuto una fine.
mentre ora
vorrei
con tutta me stessa
stringere la tua mano
e con te
camminare
passo dopo passo
ogni sentiero della vita
senza paura
se non quella della paura stessa
perché ti adoro
perché mi fai sognare
perché mi regali con i tuoi sguardi
sensazioni mai vissute
perché sei delicato
perché mi hai stregata
eppure
ora
sono nella mia stanza
con luce spenta
e musica ad alto volume
per cercare un modo di avvicinarmi a te
vorrei che i miei pensieri
avvolgessero i tuoi
come un serpente
avvolge alla propria preda
però senza ferirla
solo attorcigliando la mia anima
alla tua
perché quello che provo
non ha confini
non si può toccare
non si può consumare e buttare
é
qualcosa
di più
come una nuvola
che cambia forma e colore
io sono per te
mi manchi
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