Cerca nei soffi di pensieri

Che lo spettacolo abbia inizio!

Svolazzando questa notte mi sono posata su di un personaggio stravagante:
camminava indossando una grande maschera da clown ma nessuno notava il suo volto nascosto.
Si divertiva molto…
giocava con tutti e nessuno l’osservava in modo strano.
Erano affascinati dall’allegria che sprigionava.
Questa voragine di emozioni lo attirava come il polline per le api.
Lui si alimentava di sorrisi, di strette di mano e di abbracci con persone mai incontrate prima.
Giunto a casa si tolse la maschera da pagliaccio e scoprì che il suo vero volto era completamente rigato dalle lacrime.
Ripensò agli sguardi incrociati e nello specchio si riflesse un sorriso incoronato da occhi tristi.
All’istante si rese conto che tutto ciò che aveva vissuto era dovuto ad un viso che non era il suo.
Appoggiò con cura la gigantesca maschera sul comodino,
si coricò
e chiuse gli occhi.
Ma il sonno era distante
come tutte quelle persone che prima gli erano vicine.
Continuava a rigirarsi nel letto.
Prima da una parte
poi dall’altra.
Si alzava vagando nella stanza:
avanti e indietro.
Indietro e avanti.
Fissava un orizzonte lontano,
inesistente.
Parlava con la luna che con un raggio illuminava la maschera sorridente.
Accecato da quel sorriso
l’agguantò di scatto
la indossò ed uscì nel pieno delle tenebre.
Di nuovo la gente era estasiata.
Lui però sentiva dolore:
delle lacrime scavavano nella sua pelle.
Decise di correre via da tutto e tutti
in una corsa senza meta
fuggiva lontano…

Silenzio.

Si bloccò sull’argine di un fiume che scorreva lentamente ad un ritmo che non coincideva con l’ambiente circostante.
Gettò con gesto deciso e rapido la maschera in quello scorrere pigro e costante.
Iniziò a camminare,
lentamente
inseguendo la corrente del fiume.
Si rese conto che
solo gli occhi dei gatti lo guardavano
solo le stelle lo seguivano
solo la luna lo accompagnava con la sua luce.
Non c’era più nessuno.
Ora vedeva.
Vedeva tutto.
Quello che doveva vedere.

Nessun commento: