18.02.2008
Pareti rocciose,
spigoli pungenti,
angoli acuti,
spazio soffocante,
orizzonte invisibile,
movimenti frenati,
paesaggi statici,
venti immobili,
aria fredda,
grida silenziose,
volti inespressivi,
mondo sotterraneo,
lacrima cristalizzata.
Tutto
immobile.
la vita,
la morte
due punti
immobili.
come soffi quasi impercettibili, leggeri e sottili poserò su questa pagina i miei pensieri raccolti fin d'ora. soffi che possono tramutarsi in gelide ventate o uragani inarrestabili. Pensieri, riflessioni, avventure e disavventure troveranno casa in questo sito. Ma io no, non mi fermerò mai.
Cerca nei soffi di pensieri
Clessidra
Scatto di vita
07.01.2008
Guardo una vecchia fotografia e ti vedo sorridere
Ma è un sorriso rubato ad un periodo di tensioni
Quel sorriso tra il furbesco e l’ingenuità della fanciullezza sembra
Incorniciare un’infanzia costellato da spensieratezza
Ma non è così.
Ciò che vedo in quella foto è mio fratello
Che sorride ma il sorriso si spegne
Non appena lo scatto fotografico è ultimato
Le foto sono belle perché in un istante
Cristallizzano un momento di vita
Illudendoti che l’istante catturato si protrae
Nel tempo.
Nulla si protrae nel tempo.
Ed io mi trovo qui a studiare questa vecchia fotografia di te
Che con sguardo da monello mi osservi.
Mai avrei immaginato di osservati attraverso una foto e
Scrivere di te: fratello ma sconosciuto allo stesso tempo.
Guardo questa vecchia foto inno al mio quarto anno di vita
Guardo una vecchia fotografia e ti vedo sorridere
Ma è un sorriso rubato ad un periodo di tensioni
Quel sorriso tra il furbesco e l’ingenuità della fanciullezza sembra
Incorniciare un’infanzia costellato da spensieratezza
Ma non è così.
Ciò che vedo in quella foto è mio fratello
Che sorride ma il sorriso si spegne
Non appena lo scatto fotografico è ultimato
Le foto sono belle perché in un istante
Cristallizzano un momento di vita
Illudendoti che l’istante catturato si protrae
Nel tempo.
Nulla si protrae nel tempo.
Ed io mi trovo qui a studiare questa vecchia fotografia di te
Che con sguardo da monello mi osservi.
Mai avrei immaginato di osservati attraverso una foto e
Scrivere di te: fratello ma sconosciuto allo stesso tempo.
Guardo questa vecchia foto inno al mio quarto anno di vita
Anime sole
Anime sole che camminano abbracciati ad altre anime solo creando l’illusione di un’unità, di un tutt’uno ma ogni elemento è fine a se stesso.Non si completa se trova n’altra anima come lei. È solo un'altra solitario che affianca la tua solitudine
Freddo
sento freddo.freddo prepotente che vuole affondarsi nelle ossa per poi colpirmi anche nella mente.freddo raggelante che in questa sera uggiosa e scura vuole imporsi e evidenziare il mio stato d'animo. Sono in crisi. Scrivere mi permette di posare una morbida coperta sul mio corpo così stanco.
Pioggia
Il tichettio della pioggia sta scandendo questa serata che sembra interminabile. Non mi va di guaradare la tv..da un mese ormai non avevo la tele ed ora che ce l'ho capisco che non mi mancava affatto. Per fortuna che si è messo a piovere almeno il rumore di ogni singola goccia mi scandisce il tempo di questa serata così malinconica. Non ho proprio voglia di fare nulla. Non mi va di leggere, non mi va di chiamare nessuno, non mi va di fare nulla. Forse dovrei dormire..chiudere gli occhi ed abbandonarmi alla musica della pioggia, per lo meno la nataura è dalla mia parte, mi vuole incantare con il suo ritmo cosi costante e rilassante. Io leggo così il rumore della pioggia, magari a qualcun altro infastidisce. Oggi è stata una giornata di nuovo pesante. Mi sono svegliata presto ed ho stirato, attvitià davvero odiosa (diciamo che non sono per nulla una casalinga modello), ..però ecco ora non mi va neppure di descrivere la mia giornata...quello che farò quindi è copiare uno scritto che avevo impresso tempo fa. A voi lettori ecco qua servito un piatto che avevo riposto in dispensa:
09.07.2004 2.10 am
Una sera come tante.
Il vento che timidamente si lamenta accarezzando lievemente le foglie.
L’aria frizzante è invitante ma nessuno percepisce il suo richiamo perché ognuno è nella propria dimora, nel proprio letto a dormire a sognare altri mondi paralleli ai nostri.
Forse nessuno accetta l’invito perché troppo occupato nelle proprie faccende, ma che dico…a quest’ora di notte quali faccende personali possono esistere?
La notte come il giorno nasconde segreti, chissà un uomo insonne magari è immerso nella lettura ed è sordo quindi al respiro del mondo: il vento.
Chissà…forse una donna si sta occupando del proprio bimbo che non vuole dormire, magari un brutto sogno l’ha destato. Anche lei è sorda: non può percepire il respiro del mondo.
Magari uno scrittore fallito è sveglio ad imprimere tutto ciò che gli passa per la mente. La notte si sa porta consigli, ma anche confusione. Forse lo scrittore non è sordo. La sua penna scivola come un pattinatore danza sul suolo ghiacciato e levigato, come un vagabondo viaggia imperterrito in ogni angolo dell’universo senza sosta, la sua penna non trova pace, non trova tregua.
Neppure il punto lo può fermare, la virgola le permette solo una piccola pausa ma poi si riparte…lettere a rapporto: tutti in carrozza si ricomincia.
È questo ciò che fa lo scrittore fallito, acompagna la penna impazzita nel suo viaggio infinito.
Non ha scopo, non ha meta, non ha traguardo, solo vive il momento lasciando dopo ogni suo passaggio una traccia indelebile.
Lo scrittore non è solo, egli impugna come se fosse il suo grande tesoro la propria penna: strumento di lavoro ma pure arma contro il mondo, scudo contro l’aggressività e fonte di benessere. E la penna per risposta si lascia coccolare e come una colomba bianca, spiega le ali e vola lontano nei pensieri di quell’uomo che con tanta passione impugna il suo tesoro.
Di nuovo il lamento del vento.forse non si sta lamentando, sta giocando a correre tra le fronde degli alberi e le foglie per dispetto annunciano il suo passaggio.
Questo lo scrittore lo intuisce, a lui non sfugge nulla.
La sua penna impazzita scorre seguendo diligentemente i binari quadrettati dei fogli.
Ogni pensieri è impacchettato nei quadretti come fossero prigionieri stessi del foglio.
Ma chi ha il diritto di schiavizzare i pensieri?
No signori, non c’è prigione per il pensiero, un foglio no una ragnatela: non posso credere che il pensiero venga mummificato e lasciato appassire nella tela perfetta e ben tessa da un enorme ragno.
Se quella penna appartiene ad un uomo libero non c’è ragno al mondo che possa intrappolare i suoi pensieri.
Di nuovo le foglie che avvertono la presenza mansueta!
Forse non è una notte qualunque.
09.07.2004 2.10 am
Una sera come tante.
Il vento che timidamente si lamenta accarezzando lievemente le foglie.
L’aria frizzante è invitante ma nessuno percepisce il suo richiamo perché ognuno è nella propria dimora, nel proprio letto a dormire a sognare altri mondi paralleli ai nostri.
Forse nessuno accetta l’invito perché troppo occupato nelle proprie faccende, ma che dico…a quest’ora di notte quali faccende personali possono esistere?
La notte come il giorno nasconde segreti, chissà un uomo insonne magari è immerso nella lettura ed è sordo quindi al respiro del mondo: il vento.
Chissà…forse una donna si sta occupando del proprio bimbo che non vuole dormire, magari un brutto sogno l’ha destato. Anche lei è sorda: non può percepire il respiro del mondo.
Magari uno scrittore fallito è sveglio ad imprimere tutto ciò che gli passa per la mente. La notte si sa porta consigli, ma anche confusione. Forse lo scrittore non è sordo. La sua penna scivola come un pattinatore danza sul suolo ghiacciato e levigato, come un vagabondo viaggia imperterrito in ogni angolo dell’universo senza sosta, la sua penna non trova pace, non trova tregua.
Neppure il punto lo può fermare, la virgola le permette solo una piccola pausa ma poi si riparte…lettere a rapporto: tutti in carrozza si ricomincia.
È questo ciò che fa lo scrittore fallito, acompagna la penna impazzita nel suo viaggio infinito.
Non ha scopo, non ha meta, non ha traguardo, solo vive il momento lasciando dopo ogni suo passaggio una traccia indelebile.
Lo scrittore non è solo, egli impugna come se fosse il suo grande tesoro la propria penna: strumento di lavoro ma pure arma contro il mondo, scudo contro l’aggressività e fonte di benessere. E la penna per risposta si lascia coccolare e come una colomba bianca, spiega le ali e vola lontano nei pensieri di quell’uomo che con tanta passione impugna il suo tesoro.
Di nuovo il lamento del vento.forse non si sta lamentando, sta giocando a correre tra le fronde degli alberi e le foglie per dispetto annunciano il suo passaggio.
Questo lo scrittore lo intuisce, a lui non sfugge nulla.
La sua penna impazzita scorre seguendo diligentemente i binari quadrettati dei fogli.
Ogni pensieri è impacchettato nei quadretti come fossero prigionieri stessi del foglio.
Ma chi ha il diritto di schiavizzare i pensieri?
No signori, non c’è prigione per il pensiero, un foglio no una ragnatela: non posso credere che il pensiero venga mummificato e lasciato appassire nella tela perfetta e ben tessa da un enorme ragno.
Se quella penna appartiene ad un uomo libero non c’è ragno al mondo che possa intrappolare i suoi pensieri.
Di nuovo le foglie che avvertono la presenza mansueta!
Forse non è una notte qualunque.
Bisogno di socialità
Mi sono resa conto che oggi la gente ha la necessità di socializzare sempre di più. Ora è in voga facebook...tutti amici di tutti. Ognuno con le proprie foto in internet a dichiarare che anch'io esisto...sembra davvero un mondo di pazzi. Io non ci capisco più nulla. Sembra che la stragrande maggioranza delle persone sia persa: a mio avviso questo fatto di dire "ci sono" attraverso facebook o altri siti del genere è solo un modo apparente di esserci. In realtà è fittizio. è fittizio il tenersi in contatto con mail, sms...stiamo costruendo un modno davvero fittizio. E purtroppo devo dire che ci sono anch'io in questo sistema. Ci sto fintanto che non ho trovato il mio sentiero...da vivere nel mondo vero. Mi mette paura però vedere quanta gente c'è in facebook...tutti vogliosi di farsi amici e secondo me questa parola ha perso davvero valore. L'amicizia vera è rara come una perla preziosa. Io ad ogni modo non ho bisogno di questa socialità. A me è sufficiente vedere il sole sorgere e sapere che posso aiutare qualcuno. Non mi serve un set fotografico o degli amici virtuali, quello che vorrei e guardare negli occhi una persona e capire che questa mi sta ascoltando, è stringere la mano a qualcuno e sentire la sua stretta amica, sono le emozioni vere e non un mondo virtuale fatto di foto trandy e contatti che fanno numero. Qualcosa se non cambia in questo mondo....cambio io.
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