Cerca nei soffi di pensieri

Pioggia

Il tichettio della pioggia sta scandendo questa serata che sembra interminabile. Non mi va di guaradare la tv..da un mese ormai non avevo la tele ed ora che ce l'ho capisco che non mi mancava affatto. Per fortuna che si è messo a piovere almeno il rumore di ogni singola goccia mi scandisce il tempo di questa serata così malinconica. Non ho proprio voglia di fare nulla. Non mi va di leggere, non mi va di chiamare nessuno, non mi va di fare nulla. Forse dovrei dormire..chiudere gli occhi ed abbandonarmi alla musica della pioggia, per lo meno la nataura è dalla mia parte, mi vuole incantare con il suo ritmo cosi costante e rilassante. Io leggo così il rumore della pioggia, magari a qualcun altro infastidisce. Oggi è stata una giornata di nuovo pesante. Mi sono svegliata presto ed ho stirato, attvitià davvero odiosa (diciamo che non sono per nulla una casalinga modello), ..però ecco ora non mi va neppure di descrivere la mia giornata...quello che farò quindi è copiare uno scritto che avevo impresso tempo fa. A voi lettori ecco qua servito un piatto che avevo riposto in dispensa:
09.07.2004 2.10 am
Una sera come tante.
Il vento che timidamente si lamenta accarezzando lievemente le foglie.
L’aria frizzante è invitante ma nessuno percepisce il suo richiamo perché ognuno è nella propria dimora, nel proprio letto a dormire a sognare altri mondi paralleli ai nostri.
Forse nessuno accetta l’invito perché troppo occupato nelle proprie faccende, ma che dico…a quest’ora di notte quali faccende personali possono esistere?
La notte come il giorno nasconde segreti, chissà un uomo insonne magari è immerso nella lettura ed è sordo quindi al respiro del mondo: il vento.
Chissà…forse una donna si sta occupando del proprio bimbo che non vuole dormire, magari un brutto sogno l’ha destato. Anche lei è sorda: non può percepire il respiro del mondo.
Magari uno scrittore fallito è sveglio ad imprimere tutto ciò che gli passa per la mente. La notte si sa porta consigli, ma anche confusione. Forse lo scrittore non è sordo. La sua penna scivola come un pattinatore danza sul suolo ghiacciato e levigato, come un vagabondo viaggia imperterrito in ogni angolo dell’universo senza sosta, la sua penna non trova pace, non trova tregua.
Neppure il punto lo può fermare, la virgola le permette solo una piccola pausa ma poi si riparte…lettere a rapporto: tutti in carrozza si ricomincia.
È questo ciò che fa lo scrittore fallito, acompagna la penna impazzita nel suo viaggio infinito.
Non ha scopo, non ha meta, non ha traguardo, solo vive il momento lasciando dopo ogni suo passaggio una traccia indelebile.
Lo scrittore non è solo, egli impugna come se fosse il suo grande tesoro la propria penna: strumento di lavoro ma pure arma contro il mondo, scudo contro l’aggressività e fonte di benessere. E la penna per risposta si lascia coccolare e come una colomba bianca, spiega le ali e vola lontano nei pensieri di quell’uomo che con tanta passione impugna il suo tesoro.
Di nuovo il lamento del vento.forse non si sta lamentando, sta giocando a correre tra le fronde degli alberi e le foglie per dispetto annunciano il suo passaggio.
Questo lo scrittore lo intuisce, a lui non sfugge nulla.
La sua penna impazzita scorre seguendo diligentemente i binari quadrettati dei fogli.
Ogni pensieri è impacchettato nei quadretti come fossero prigionieri stessi del foglio.
Ma chi ha il diritto di schiavizzare i pensieri?
No signori, non c’è prigione per il pensiero, un foglio no una ragnatela: non posso credere che il pensiero venga mummificato e lasciato appassire nella tela perfetta e ben tessa da un enorme ragno.
Se quella penna appartiene ad un uomo libero non c’è ragno al mondo che possa intrappolare i suoi pensieri.

Di nuovo le foglie che avvertono la presenza mansueta!

Forse non è una notte qualunque.

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