Cerca nei soffi di pensieri

Vivo

Indisturbatamente
vivo.
Spensieratamente
penso.
Lentamente
riemergo.
Immancabilmente
rifletto.
Stancamente
mi sveglio.
Felicemente
riposo.

Dominio indemoniato

Che casino che sto facendo con questo blog...andava benissimo avevo il dominio personalizzato ed ora invece ho mandato tutto all'aria. Sembra quasi che io lo faccia apposta ogni volta..in qualsiasi situazioni si presenti. Quando va bene io faccio di tutta per rimescolare le carte in tavola ritrovarmi nelle emme. Ora non è una tragedia il fatto che ora non ho più il dominio del blog (che ho pagato) solo mi sto incasinando per attivarne uno nuovo. Ora ho comprato il dominio www.pattyio.com che prontamente non funziona. E mi viene un gran nervoso.
A parte questa cosa che devo assolutametne sistemare...oggi è stata una giornata bruttissima. Mi auguro che ben presto riesca a respirare un pò di positività perché così non va davvero bene.
Domani si lavora...che noia. Sarà pure un'orrenda giornata e non prevederò molti aerei svolazzanti e quindi non ci sarà molto lavoro...
Stasera ho deciso di guardarmi un film giusto per rilassare la mente che a furia di pensare sta andando in corto circuito e poi mi rendo conto di stare esagerando con il computer. Sto troppo tempo davanti a questo schermo. E al mattino mi sveglio che ho un grande mal di testa. Mi sembra di aver spruzzato molte parole negative stasera d'altronde così è come mi sento e quindi perché fingere anche qui?
Trascrivo qui una poesia, una riflessione che non so nemmeno chi sia l'autore..ricordo che il mio prof di francese ci aveva segnalato questa poesia e io me l'ero annotata perché mi ha colpito:

Et si on m'aime pour ma
beauté, pour mon
intelligence m'aime ton
vraiment?

Non puisque je peux perdre
ces qualités là, sans me
perdre moi-même.

Ou est donc ce moi qu'on
aime, s'il n'est dans corps ni
dans l'âme.

On n'aime donc jamais
personne mais seulment des
qualités.

Profumo di morte

04.08.2004
Una rosa morta.
Una rosa stanca di essere ammirata.
Stanca di essere rosa.
Destinata a non scomparire.
Destinata ad essere concessa
ad un'innamorata.
Petali non più luminosi
e vivi di colore,
gambo appassito e
debole
ma c'è qualcosa in quella
rosa morta
che mi rende perplessa
circa la sua morte.
Il profumo.
Perché non cessa di profumare
se ormai la sua vita
le è stata strappata?
Vuole forse
tornare in vita?
O forse il mondo vegetale
è molto più generoso
del mondo umano e
attraverso il profumo
desidera regalare
all'innamorata
la sua essenza
anche da
morta.

Lentamente..

Fonte: Pablo Neruda

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giornogli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica,chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la mortea piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo digran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Onda vagabonda

03.01.2008
Onda.
Mi sento un'onda
che volente o nolente continua
il proprio percorso, un'onda che nasce e muore
senza che l'abbia chiesto.
Onda vagabonda sono e sarò
non mi fermerò
fintanto che non vi sarà
uno scoglio che spezzerà il mio vagare.
Non farò grandi cose,
non rivelerò verità nascoste,
non diverrò un personaggio importante
ma semplicemente
eviterò gli scogli
per lasciarmi ondeggiare
nell'infinito
per amare
e per essere amata
anche solo per un istante.
Vivo d'istanti
e non di promesse
vivo di momenti e non
di illusioni.
Onda vagabonda
che danza
nonostante la musica dissonata
orginata dal frastuono della gente.
Ondeggio e festeggio
perché mi è stato concesso di prendere parte
dell'infinito
anche se a volte
avrei voluto essere
il cielo
per vedere dall'alto la nascita e
la morte
di tutte le onde...
per non trascinarmi ogni giorno
per non evitare ogni benedetto
giorno
gli scogli
ma poi penso...
e mi dico
che se fossi il cielo non potrei assaporare
il tramonto e
l'alba.
In fondo posso truffare il mare!
Piano piano
mi intrufolo in un ritaglio
di rocce e lì
mi abbandono fingendomi
morta
e intanto degusto quello che mi va
ora il paesaggio, ora le mani che
vengono a ripulirsi nella mia essenza
poi quando Dio mi crede ormai morta
esco furtivamente dalla mia tana
e di nuovo ondeggio come un'odalisca
fa danzare il proprio ventre.
Proseguo il cammino e scaltra come una volpe
mi fingo inerme per poi risvegliarmi più energica che mai.
Non signori,
io non lascerò che una volta abbandonato
il mare
io debba salutare
il sole
le nuvole
la pioggia
e la luna...
quando raggiungerò la spiaggia in quel
punto
l'onda svanirà ma
io
verrò assorbita
da mille granelli di sabbia
che a loro volta
coloreranno la sabbia di una tonalità calda
protna per accogliere
i passi di un uomo solo che
solo cammina
lungo la riva del mare ed
i suoi passi
verranno impressi su di me
e lui
voltandosi
non vedrà solo se stesso
ma se egli ha occhi per vedere
riuscirà a scorgere
la vita e
la morte.

Chi sono?




Fonte: Patrizia Valduga

Io sono sempre stata come sono
anche quando non ero come sono
quindi nessuno saprà mai come sono
perché non sono solo ciò che sono.

Cullarsi nell'infinito


27.07.2008


...e così mi abbandonai

al mare ed esso mi cullò

e viziò a tal punto

da essere in balia delle sue

onde.

Or son beata nell'infinito

del mare

ove trovo riposo e

felicità.

Non percepisco il peso

del mio corpo

e

tutto ciò che mi

rimane è

l'orizzonte che

incornicia il quadro

di cui sono modella.

Le dolce carezze che il mare

mi regala mi disegnano

sul volto

un lieve sorriso

che a volte stenta manifestarsi.

Scorgo

un gabbiano

sopra di me che sfruttando le correnti

d'aria

vola liberamente

lo seguo

con lo sguardo ma

ora è già lontano

per distinguerlo nel blu

intenso del cielo.

Di nuovo

un'onda

mi abbraccia ed io

mi aggrappo ad essa

invana: l'onda

è già svanita.

Non dispero.

Riesco a scorgere all'orizzonte

un esercito di onde

pronte ad accogilermi

senza violenza

ma con la dovuta cura

a cui si riserva ad un ospite gradito.

Finalmente

non mi sento

sola

nell'infinito mare blu

che sottosopra

appare cielo.

Mi sembra di trovarmi su di uno

specchio

il cielo

riflesso

sul mare

ed il mare

riflesso sul cielo.

Ma in realtà non c'è nessun gioco di

specchi.

L'unico gioco da giocare

con leggerezza e al contempo

con coscenza è quello della

vita.

Ma qui in balia delle onde non

voglio riflettere sulla vita.

Desidero solo non far svanire

il mio sorriso

desidero

farmi viziare ancora un pò

dal dolce

abbraccio del

mare.