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Cullarsi nell'infinito


27.07.2008


...e così mi abbandonai

al mare ed esso mi cullò

e viziò a tal punto

da essere in balia delle sue

onde.

Or son beata nell'infinito

del mare

ove trovo riposo e

felicità.

Non percepisco il peso

del mio corpo

e

tutto ciò che mi

rimane è

l'orizzonte che

incornicia il quadro

di cui sono modella.

Le dolce carezze che il mare

mi regala mi disegnano

sul volto

un lieve sorriso

che a volte stenta manifestarsi.

Scorgo

un gabbiano

sopra di me che sfruttando le correnti

d'aria

vola liberamente

lo seguo

con lo sguardo ma

ora è già lontano

per distinguerlo nel blu

intenso del cielo.

Di nuovo

un'onda

mi abbraccia ed io

mi aggrappo ad essa

invana: l'onda

è già svanita.

Non dispero.

Riesco a scorgere all'orizzonte

un esercito di onde

pronte ad accogilermi

senza violenza

ma con la dovuta cura

a cui si riserva ad un ospite gradito.

Finalmente

non mi sento

sola

nell'infinito mare blu

che sottosopra

appare cielo.

Mi sembra di trovarmi su di uno

specchio

il cielo

riflesso

sul mare

ed il mare

riflesso sul cielo.

Ma in realtà non c'è nessun gioco di

specchi.

L'unico gioco da giocare

con leggerezza e al contempo

con coscenza è quello della

vita.

Ma qui in balia delle onde non

voglio riflettere sulla vita.

Desidero solo non far svanire

il mio sorriso

desidero

farmi viziare ancora un pò

dal dolce

abbraccio del

mare.

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