Cerca nei soffi di pensieri

SE di Rudyard Kipling

Se riesci a non perdere la testa, quando tutti intorno la perdono, e se la prendono con te;
Se riesci a non dubitare di te stesso, quando tutti ne dubitano,
Ma anche a cogliere in modo costruttivo i loro dubbi;
Se sai attendere, e non ti stanchi di attendere;
Se sai non ricambiare menzogna con menzogna, Odio con odio, e tuttavia riesci a non sembrare troppo buono,
E a evitare di far discorsi troppo saggi;
Se sai sognare - ma dai sogni sai non farti dominare;
Se sai pensare - ma dei pensieri sa non farne il fine;
Se sai trattare nello stesso modo due impostori - Trionfo e Disastro - quando ti capitano innanzi; Se sai resistere a udire la verità che hai detto Dai farabutti travisata per ingannar gli sciocchi;
Se sai piegarti a ricostruire, con gli utensili ormai tutti consumati, Le cose a cui hai dato la vita, ormai infrante;
Se di tutto ciò che hai vinto sai fare un solo mucchio E te lo giochi, all'azzardo, un'altra volta,
E se perdi, sai ricominciare Senza dire una parola di sconfitta;
Se sai forzare cuore, nervi e tendini Dritti allo scopo, ben oltre la stanchezza, A tener duro, quando in te nient'altro Esiste, tranne il comando della Volontà;
Se sai parlare alle folle senza sentirti re, O intrattenere i re parlando francamente,
Se né amici né nemici riescono a ferirti, Pur tutti contando per te, ma troppo mai nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile Dando valore a ogni istante della vita, Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!

Movimento del mondo

e se il movimento del mondo non foss'altro che la ricerca
d'amore? la ricerca di qualcosa che può dare la risposta all'individuo
rispetto al suo senso d'esistenza?
il movimento del mondo non é null'altro che la ricerca di qualcosa
che invece risiede nell'universo dell'individuo ma che una ricerca cosi introspettiva
porterebbe allo sfinimento fino a toccare la pazzia. Quindi
lo sciame di persone preferisce muoversi alla ricerca di quel
qualcosa che possa dare una risposta ai perché...

Veronika décide de mourir

citazioni estrapolate dal libro di Paulo Coehlo (in francese). 2003

  • Les gens ont toujours tendance à voulouir aider les autres uniquement pour se sentir meilleurs qu'ils ne sont en réalité.
  • Qu'est-ce qu'un fou?..la folie, c'est l'incapacité de communiquer ses idées.
  • les gens deviennent fous quand ils essaient d'échapper à la routine.
  • avez-vous déjà imaginé un monde où nous ne serions pas obligés de répéter la meme chose tous les jours de notre vie? ce serait une gigantesque confusion.
  • Mais qu'est-ce que la réalité? c'est ce que la majorité considère qu'elle est. Ce n'est pas nécessairement la meilleur, ni le plus logique, mais ce qui s'est adopté au désir collectif.
  • ce qui importe ce n'est pas celui qui donne une bonne réponse mais celui qui a raison.
  • certaines personnes, désireuses de se constuire un univers dans lequel aucune menace externe ne puisse pénétrer, développent exagérément leurs défense contre l'exterieur.
  • nous vivons tous dans notre propre univers.
  • de nombreux médecins avant moi ont mené cette recherche et sont arrivé à la conclusion que la normalité n'est qu'une qustion de consesus. Autrement dit, si la plupart des genst pensent qu'une chose est juste, elle devient juste
  • Certaines choses sont gouvernées par le plus élémentaire bon sens: placer les boutons sur le devant de la chemise est une question de logique d'autres choses s'imposent parce que le plus grand nombre estime qu'elles doivent être ainsi,...
  • Chaque être humain est unique, il a ses propres qualité, ses instincts, ses formes de plaisir, sa quête de l'aventure. Cependant la société impose una manière d'agir collectif et les gens ne cessent de se demander pourquoi ils doivent se comporter ainsi....Avez-vous jamais rencontré quelqu'un qui se soit demandé pourquoi les aiguilles d'une hordage tournent dans un sens, et non dans le sens contraire?
  • c'est grave d'être différent
  • c'est grave de s'obliger à rassembler à tout le monde: cella provoque des névroses, des psyhoses, des paranoias.

Seppie

dal diario cartaceo 06.07.2004 02.:00 am in una notte delle tanti notti insonni...

Una corsa contro chi, per dove, per quanto, perché...
Una fatica opprimente che schiaccia i piedi al suolo.
Incapacità di movimento.
Staticità.
Sedentarietà.
Una roccia non è fatta per vegetare al suolo, deve ruotare da qualche parte, deve sconfiggere la forza gravitazionale.
Noi nomadi, zingari che non si fermano.
Sono loro i vivi, sono loro che sconfiggono la legge gravitazionale: sono i fuori legge.
I veri ricchi non vestono di classe ma se ne infschiano dei vestiti.
Soldi, soldi, odore di marcio.
Gente attratta dall'odore fastidioso che intacca il mondo materialista.
Valore agli oggetti, svalutazione dei soggetti,
oggetti acclamati,
soggetti lasciati alla deriva.
Siamo seppie che rinsecchiscono sulla sabbia ardente.
La corrente ci trasporta a riva per poi ritornare nel mezzo del caos e ritrovarci di nuovo alla deriva.
Un'altalena che danza il ritmo della vita ma che interpreta quello della morte.
Seppie, seppie che rinsecchiscono,
insabbiate e non vedute dai passanti con gli occhi neri.
Un canto del mare si alza e svela la vera identità di colui che si trova di fianco a me, colui
che si è svelato ascolta il canto e scopre la vera identità del suo vicino
Ognuno si scopre.
Ma il canto si perde nel vento
e noi povere seppie non riusciamo udirlo.
è impossibile percepire la bellezza del canto.
Siamo costretti ad essere condannati dalla forza delle onde, lasciamoci andare alla corrente del mare.
Un sasso è più libero di noi seppie.
Un sasso non deve ascoltare il canto soave di una sirena per sapere chi é.
Un sasso non respira ma allo stesso tempo ha i polmoni più funzionanti di noi seppie.

Una fine definita

23.02.2008

Ho fissato l'infinito
sperando
di vedere
una
fine

Citazione...

di Patrizia Valduga

"Poi goccia a goccia
misuro le ore
Nel tutto buio, sotto il mio dolore
più giù del buio affondo"

Alice


dal diario cartaceo 06.08.2004


Mi trovo in un bosco, sola.

Sogno un sentiero, un sentiero che è stato tracciato da quacluno.

Lo seguo senza pormi tanti quesiti: tutto quello che devo fare è non uscire dai confini tracciati altrimenti sono persa. Il mio sguardo volge al percorso.

Guardo fissa in avanti senza farmi distrarre da ciò che mi circonda.

Sono inquieta, mi volto e vedo che una scopa

cancella il tracciato che ho percorso,

istintivamente

mi volto e

scopro che un'altra scopa ripulisce la via.

Sono sola e senza via d'uscita: spavento

ed abbandono sono ciò che mi accompagnano.

Mi volto,

mi giro,

esploro

osservo,

m'interrogo

mi fermo.

Poi cammino e mi fermo di nuovo.

Ritorno sui miei passi ma poi riparto.

Di nuovo domande: di chi sono quelle scope?

Non appartengono a delle malefiche streghe,

sono gli strumenti di una fata buona spedite

in quel bosco per aprirmi gli occhi: ora sono persa

ma cosciente di esserlo.

Ero già persa ma non lo sapevo o facevo finta

di non saperlo,

ero sola ma

volevo credere il contrario.

Mi sento Alice nel paese delle meravigilie

che da sveglia

vive

il sogno della

vita.