
dal diario cartaceo 06.08.2004
Mi trovo in un bosco, sola.
Sogno un sentiero, un sentiero che è stato tracciato da quacluno.
Lo seguo senza pormi tanti quesiti: tutto quello che devo fare è non uscire dai confini tracciati altrimenti sono persa. Il mio sguardo volge al percorso.
Guardo fissa in avanti senza farmi distrarre da ciò che mi circonda.
Sono inquieta, mi volto e vedo che una scopa
cancella il tracciato che ho percorso,
istintivamente
mi volto e
scopro che un'altra scopa ripulisce la via.
Sono sola e senza via d'uscita: spavento
ed abbandono sono ciò che mi accompagnano.
Mi volto,
mi giro,
esploro
osservo,
m'interrogo
mi fermo.
Poi cammino e mi fermo di nuovo.
Ritorno sui miei passi ma poi riparto.
Di nuovo domande: di chi sono quelle scope?
Non appartengono a delle malefiche streghe,
sono gli strumenti di una fata buona spedite
in quel bosco per aprirmi gli occhi: ora sono persa
ma cosciente di esserlo.
Ero già persa ma non lo sapevo o facevo finta
di non saperlo,
ero sola ma
volevo credere il contrario.
Mi sento Alice nel paese delle meravigilie
che da sveglia
vive
il sogno della
vita.
2 commenti:
ma e tua questa?
si perché?
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