Cerca nei soffi di pensieri

Di Pablo Neruda...


Perché tu possa ascoltarmi


Le mie paroleSi fanno sottili, a volte,come impronte di gabbiani sulla spiaggia.


Collana, sonaglio ebbro


Per le tue mani dolci come l'uva.


E le vedo ormai lontane le mie parole.


Più che mie sono tue.


Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.


Così si aggrappano alle pareti umide.


E' tua la colpa di questo gioco cruento.


Stanno fuggendo dalla mia buia tana.


Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.


Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,e più di te sono abituate alla mia tristezza.


Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirtiPerché tu le ascolti come voglio essere ascoltato.


Il vento dell'angoscia può ancora travolgerle.


Tempeste di sogni possono talora abbatterle.


Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.


Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.


Amami, compagna.


Non mi lasciare.


Seguimi.Seguimi, compagna, su quest'onda di angoscia.


Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.


Tutto ti prendi tu, tutto.


E io le intreccio tutte in una collana infinita Per le tue mani bianche, dolci come l'uva.

TISANA

Oggi sono stata a palazzo dei congressi a Lugano ed ho fatto indigestione di conferenze...
la prima, come dirigere positivamente la propria vita ed ho acquistato il libro nella stanza dei bottoni di Piero Scanzani e Gaia Grimani.
Poi una conferenza sull'ipnosi e già inizialmente il conferente ha messo l'immagine di un'immagine ipnotica, un cerchio che si andava a restringere...bell'inizio
l'utlima conferenza era inerente la musicoterapia, molto interessante ed anche in quest'occasione ho acquistato un libro intitolato curarsi con la musica di Lucio Gallo.
é stata una giornata davvero interessante, diciamo che la conferenza che mi ha piu stimolata é stata quella inerente la musicoterapia anche perché il musciologo che presentava questo tipo di terapia infondeva molta tranquillità ed umilità. Durante la conferenza Lucio Gallo presentava le proprie esperienze come musicoterapeuta: esperienze con anziani affetti da alzhaimer e per farci capire come la musica può influenzare in modo determinante sulla persona ci faceva ascoltare le musiche adottate per ogni casisticia, nel caso degli anziani Lucio ha introdotto un vecchio tango che chiaramente a me, essendo di giovane generazione non stimolava alcun tipo di ricordo di quegli anni, magari altri emozioni ma non direttamente collegati agli anni in cui non ero ancora nata!
Lucio lavora nelle carceri, con tossicodipendenti, asili e a questo propostio in una scuola elementare ha avuto un'esperienza singolare che l'ha segnato particolarmente in quanto gli ha aperto gli occhi su un aspetto mai dai lui valutato. Ad un incontro presso una scuola elementare Lucio decise di far ascoltare una musica allegra ai bambini e liberamente farli sfruttare lo spazio con il proprio corpo: potevano quindi ballare, muoversi, camminare, fare tutto ciò che quella musica poteva loro ispirare. Tra quei bambini però c'era una bambina di religione mussulmana e lei non si muoveva. A quel punto Lucio si é posto ed ha posto la domanda: ma come mai non balli come gli altri bambini e lei...logicamente ha risposto che la sua religione le vieta di danzare. Cosi Lucio si é trovato in difficoltà, si é trovato disorientato perché a questo punto si trovava con una bambina che non poteva partecipare alla "terapia". Cosi ci pensò un attimo ed abbassò il volume fino al punto di non udire più nulla se non il SILENZIO. e grazie a questa bambina di religione mussulmana Lucio ha scoperto la musica del silenzio. A quel punto si é reso conto che senza la base del silenzio nessuna melodia di Mozart o Schopenauer sarebbe mai potuta esistere, nulla avrebbe mai dilettato il nostro udito. e grazie al silenzio anche la bambina ha potuto partecipare come gli altri bambini a questo momento terapeutico poiché ogni singolo individuo reagisce soggettivamente al silenzio. c'è chi é intimidito da questo "vuoto", chi ne approfitta per guardarsi intorno, chi socchiude gli occhi,...é una musica a suo modo anche il silenzio.
Davvero interessante...ora non mi resta altro che iniziare a leggere i libri...e se volete qualche recensione bisogna attendere un pochino!

Festa della mamma


Già, oggi si celebra la MAMMA. é sufficiente pronunciare Mamma per richiamare la sonorità che un bimbo genera chiamando il proprio genitore.

La prima parola che il bambino apprende MAMMA: nome onomatopeico in quanto pronunciandolo richima un lamento e no lo é a caso poiché se ci pensate la maggior parte delle volte si chiama mamma quando si ha bisogno.

La mamma mi ricorda qualcosa di caldo, e morbido: le doppie m ammorbidiscono la parola infatti non mi é mai piaciuto riferirmi a mia mamma indicandola come madre.

Questo nome é più ruvido, duro, austero e pare che implichi un rapporto difficile e distante tra figlio e genitore.

MIA MADRE sembra quasi un'entità staccata dal nucleo familiare.

MAMMA invece ispira SENTIMENTO, ispira una persona disponibile, fissa poiché la m mi infonde calma.

e il papà? Il papà é qualcosa di mobile..PAPA pare richiamare dei colpi di pistola, qualcuno di scattante di mobile papapappa...e infatti nella maggior parte dei casi é il papà ad andarsene...ma questo é una altro discorso.

Per oggi mi limito a cantilenare un grande augurio a tutte le mamme e chiaramente alla MIA!


Gabbiano in volo



volare
mi sembra di volare
inizio a sentire
a vedere
mi sento
un gabbiano
in volo
e
le persone che
mi passano
accanto
sono passanti
che mi sfiorano
ma non mi toccano
gli sguardi
che incontro
non mi turbano;
l'esitazioni altrui
non mi destabilizzano
ma rafforzano
i sorrisi
non mi sconvolgono
facendomi credere
che una bocca aperta
sia sinonimo di
felicità
sono un gabbiano
in volo
e dall'alto
e dal basso
osservo
e partecipo
al palcoscenico
della
vita

Frasi da ripetersi per non mollare!



La forza sta nelle tue idee.


L'elasticità nella tua mente.


La resistenza nel tuo cuore.




Cervello alieno


02.02.2005



Corpi che si muovono, che si odiano, che si abbracciano, che si amano, corpi immobili, vegetali, morti.


Corpi appariscenti o discreti,


corpi diversi l'uno dall'altro costretti a vivere sulla terra a scontrarsi ad incontrarsi a toccarsi o sfiorarsi, corpi animati da fili invisibili manipolati dal cervello che con destrezza e furbizia comandono il nostro volere, decidono le nostre scelte, ossessionano la nostra pace, agitano i nostri pensieri.


Siamo corpi impotenti, siamo l'involucro del nostro capitano Cervello. Burattini che si lasciano sottomottere dalla onnipotenza del cervello.


Giorni felici, tristi, notti tranquille e notti insonne, il cervello scandisce il ritmo del giorno e della notte. Siamo succubi di lui, siamo succubi di noi stessi. Impotenti questo é quello che ci vuole far credere. bambole di porcellana che al minimo errore possono frantumarsi e morire per sempre a causa di lui: el loco cervello!


Ridere, piangere, parlare, zittirsi, ascoltare, guardare, osservare, mangiare, digiunare, bere, respiare, camminare, salutare, pensare, dormire, correre, amare, odiare, promettere, ragionare, scrivere: verbi che prendono vita grazie alla forza del cervello. verbi che scappano dal fglio quadrettato che li imprigiona a se e che fuggono rifugiandosi nei corpi che occupano il mondo. Sperano di trovare rifugio nei corpi ma la sentinella é sempre all'erta per donare vita al corpo. una vita d'illusioni: l'illusione di autonomia, felicità e di emancipazione perché l'artefice non sei tu ma il cervello. Non vi é via d'uscita: é una prigione a cielo aperto e sconfinare oltre le sbarre imposte dal cervello é impossibile.


Qualsiasi cosa tu faccia é solo il riflesso di ciò che lui ti ordina di fare.


siamo le sue puttane: destinate a venderci al suo volere. Ci sfrutta a suo piacimento e noi lo assecondiamo. Ma i corpi ribelli ci sono, si ribellano alla loro natura e credono di sfuggire alla manipolazione del cervello assumendo malto liquido: la birra. non chiede nulla se non di esser consumata: e sembra donarti la chiave che s'incastra perfettamente nella serratura dei tuoi pensieri.la birra ti regala in libertà la libertà vigilata: é una finzione.


ora non sei più corpo ma sei una persona senza l'oppressione del cervello alieno: o forse é quello che lui ti vuole fare credere per rendere la tua prigionia meno sofferente.

Danza del lago

In occasione della traversata del lago di Lugano
12.07.2008

Nuoto sola,
bracciata
dopo bracciata
avanzo
scivolando
sul filo dell'acqua
Avanzo
senza comprendere
se mi sono mossa
perché
non ho alcun
punto di riferimento.
Ma non m'importa
continuo
a nuotare sola e
accarezzo
l'acqua.
Il mio peso é impercettibile
e sento solo
la mia respirazione
ed il rumore
che le mie bracciate
producono a contatto
con l'acqua.
Nuoto
come
se danzassi
a ritmo
di una musica
sottile
ma potente.
Ed il mio cuore
scandisce il tempo
il mio battito
é una voce
che
mi dice di
continuare
e per non
smarrire questa
voce proveniente
dal cuore
continuo a
nuotare
fino a che
la musica
del lago
non si smorzerà
ed in testa
mi rimarrà quella
dolce
cantilena
che mi ha accompagnato
durante la mia sfida.