Cerca nei soffi di pensieri

si brinda!

oggi grande preparazione di tartine, pizzette e quant'altro...
c'è l'inaugurazione della mansarda!
Non si tratta di ipocrisia...solo tanta voglia
di festeggiare in allegria
Alla faccia di tutto e tutti

Il mio mondo

03.04.2008


Osservare la cartina del mondo mi fa sentire

onnipotente

come se potessi racchiudere il mondo in un

pugno...

come se potessi guardarlo da tutte le angoloazioni

permettendomi di scoprire il lato più

fantastico eppure più

autentico.

Vedo la

Norvegia

a braccetto con la Svezia

che con quella forma

di lingua biforcuta sembra voglia ingoiare l'intera europa e

scorgo che a dividere l'Africa dall'Europa non vi è semplicemnte il

meditteraneo

ma un cane che sembra voler nuotare verso

gli Stati Uniti.

E la Groenlandia

che con la propria bizzarra morfologia

richiama il muso di un lupo volto verso il resto del mondo,

ed il suo ululato si disperde

nei mari e negli oceani fino ad arrivare agli
Stati Uniti:

scorpione che con il proprio uncino avverte le altre potenze

di stare all'erta.

E sottomessa all'uncino formato dal Messico sembra

voler pungere il Sud America

tavolozza di moltepilici colori.

Appare il Brasile:

un fantasma che vuole spaventare

ma che sembra più un lenzuolo bianco inanimato

senza possibilità di attaccare ed il

Venezuela

che ora sembra voler immergersi nelle

profondità dell'entroterra.

I suoi confini appaiono voler delineare

il corpo di un subacqueo:

riesco a vedere anche le bollicine composte dalle isole

barbados, ...

Il mio mondo ha un'anima.

Sabato mattino

Piano piano,
dolcemente apro gli occhi.
Il mio corpo così pesante
ma finalmente riposato. La testa leggera
ma le gambe ancora così pesanti.
Piano piano
sento l'energia che entra nel mio corpo
piano piano
riemergo
mi sto preparando per la rivincita
ora non permetterò
più
che io cada così in basso
non avverrà
perché so cosa significa
bruciarsi con le fiamme dell'inferno.
Sono felice e
allo stesso tempo
distrutta
di aver provato sulla mia pelle
l'ebrezza degli inferi
non ci ritornerò mai più.

Ed ora ho solo voglia di
vivere.

Sala d'aspetto

Mi trovo in una sala d'aspetto. Tutti noi siamo in una sala d'aspetto. In fondo siamo statici anche se ci muoviamo. Il luogo di lavoro in cui mi trovo è particolare. Sono seduta alla scrivania e il mio sguardo è rivololto verso il corridorio del terminale dell'aeroporto. Se togliessi i pc e la sedia potrei dire di essere seduta nel corridoio e guardare la gente che passa. è davvero interessante notare quanta gente corre, cammina, c'è gente di tutti i generi. Uomini in carriera che con passo deciso e sicuro si avviano all'uscita, il loro sguardo è fisso in avanti ed attento. Vi sono famiglie straniere che sono chiuse nel loro nucleo familiare, discutono e si guardano negli occhi, sono famiglie unite, ci sono fidanzati che si salutano appassionatamente, il ragazzo che bacia la ragazza che parte, ci sono donne in carriera che con il rumore delle scarpe con il tacco vogliono far capire che esistono, ben truccate, capelli perfetti, voce impostata così come il sorriso, ci sono giovani mamme che accudiscono il proprio pargoletto, ci sono studiosi che con occhio analitico osservano in giro, ti guardano e scrutano volessero quasi avere una risposta da te, vedo le impiegate delle ISS che con occhio stanco ma presente si avviano nel corridoio per proseguire il loro lavoro,...indubbiamente lavoro in una sala d'attesa. Io sono ferma ed il resto del mondo è un flusso continuo, un flusso variabile come le frequenze della radio FM. Il mio compito e non interferire in questo flusso, farne parte si perché anch'io faccio parte di questo fiume che è la vita però non devo farmi influenzare dalle molteplici correnti che si scontrano con me...poiché il rischio è quello di seguire correnti che mai avresti voluto seguire e sfociare in mari nelle quali mai avresti voluto nuotare. Ed io quindi sono un pescatore che tranquillo maneggia la propria canna da pesca e riflessivo e spensierato osserva il paesaggio che lo attornia e non appena un'occasione si presenta pesca...un grosso, grasso pesce. Ed un sorriso lieve, anche se solo si disegna sul volto del pescatore. Ed egli soddisfatto di ciò che si è guadagnato si degusta maggiormente il lago, il cielo, i gabbiani,....questo necessita però pazienza, concentrazione, e speranza. E così il pescatore, morto il sole, risorge in una soddisfazione e felicità tutta sua...

Blues

18.09.2004

Piccolo pensiero ai Backdoorband...

Il ritmo febbrile del blues
mi avvolge come una coperta e
mi sento cullata dalle carezze delle note.
Ritorno bambina,
ascolto ed
osservo
cancellando
tutto e
tutti.
Il buio s'impadronisce della sera ma
la musica
m'impedisce di avere
paura.
Sono soffocata
dall'armonia
dalla grinta e
dalla passione dei
musicisti.
Sublime
quello che sento,
Incredibile
quello che vedo:
degli uomini
che con i loro tesori
illuminano il volto
delle persone.
Magico ciò
che accade.
L'incantesimo
delle note mi trasforma
in un individuo minuscolo
rapportato
al capolavoro musicale.
Sono in pace con me stessa
e
con il mondo.

La vera essenza

06.07.2004

E notte inoltrata,
la gente a quest'ora è chiusa nelle proprie case a dormrie.
Sicuri nelle proprie dimore che non si muovono
da dove i costruttori l'hanno ubicata.
Una vita intera a dormire, sognare per poi
risvegliarsi nella quotidianità che uccide i ribelli
e rinvigorisce le persone ordinarie.
Una vita a sorridere: oppure si tratta di uno
spasmo muscolare contratto dalla società
da noi esseri superficiali dotati di occhi ciechi
Siamo non vedenti, attorno a noi ci sono
zombie che camminano per strada.
La loro pelle si stacca, va in frantumi così come
il loro cuore lo è già.
Ma gli zombie camminano e sono con noi,
tra di noi, si mescolano nella massa di ciechi.
Inganno, illusione: non è vita.
Siamo destinati a trascinarci verso l'ignoto,
la corrente di eventi ci trasporta verso cosa
verso chi,...
forse solo una mente suprema può rispondere.
Ma esiste una mente suprema?
Domande,
risposte,
diomande,
vuoti
domande,
punti interrogativi,
domande e domande.
Una vita che ci stringe come una catena,
catena composta di anelli,
anelli uniti da punti interrogativi.
Stupido piccolo uomo che vuole
maneggiare la catena della vita
stupido piccolo uomo che si ritrova
con le mani legati dalla sua stessa catena.
Uno schiavo di se stesso,
uno schiavo delle sue domande.
I vegetali vivono più felici e liberi,
il pensiero non gli ostacola il respiro.
Loro vegetano sapendo di essere lì
senza un perché.
Altri stupidi uomini vegetano perché si
domandono troppi perché.
Mondo popolato da formiche impazzite
api che ronzano e
pungono superfici innocenti,
silenzi che disturbano,
urla che si mescolano nel caos del giorno.
Cancellare ogni influenza esterna per aprire
la porta delle vere percezioni,
eliminare le sostanze che "loro" ci vogliono
iniettare nel nostra anima e organismo,
"loro" le persone del sistema corrotto.
I registi della vita che non sembra appartenerci.
Siamo burattini legati a fili invisibili,
lasciamoci andare,
l'illusione è eccezione,
un allucinazione può distorcere la sagoma da burattino
ma i fili non vengono tagliati da mani invisibili.
Piccoli stupidi uomini che credono all'evasione
della realtà, dove si trova quella maledetta porta
dove
uomini liberi corrono senza alcun inganno.
Ci deve essere.
E nascosta, qualcuno l'ha resa piccola...
e la chiave dov'è.
Forse non c'è bisogno una chiave per aprirla:
un'altra invenzione dei piccoli uomini.
Una vita a cercare la porta che ci ospita
nel mondo dell'essenza, dell'essenziale.
Noi stupidi uomini ci distruggiamo, vogliamo
slegare i nodi che affliggono la catena.
Ci impastiamo le mani
come bambini maldestri,
mani che non torneranno più piulite.
Ma la porta è così nascosta bene che forse
l'abbiamo mangiata.
Mondo affamato e cieco,
noi assimiliamo e divoriamo tutto ciò che i registi
della vita proiettano e ci lasciamo
sballottare al ritmo dell'insensatezza.
Mangiatori di fuoco che sputano
il fuoco
della vita,
abbiamo mangiato e divorato
l'essenza della vita senza accorgercene.
Ora non ci resta altro che tirare lo sciacquone.
Già,
la vera essenza
è
la merda
che produciamo.

Sospesa nel nulla

27.10.2007

Non appartenere a niente e a nessuno
Sentirsi sospesa tra il mondo ed il nulla
Non percepire il frastuono del mondo
perché il mondo è lontano da te
Volare al di sopra o al di sotto di
tutto perché non riesci a situarti
con precisione.
Bocche che
si aprono e
chiudono,
occhi che
scrutano
risate
sorrisi
gioia e
tristezza.
Sospesa
tra
il mondo ed il
nulla.
Sono un
embrione in
attesa di
nascere.