Cerca nei soffi di pensieri

Il dettaglio fa la differenza.....

Mi piace andare a fondo delle cose, anche se devo ammetterlo più cerchi di focalizzare su un punto...più quel punto sembra infinito e cadi in un vortice. A questo proposito mi sono focalizzata sulla falena rappresentata sul cartellone pubblicitario de "Il silenzio degli innocenti".

Fonte: http://www.ccsg.it/silenzio.htm

 
Nel cartellone pubblicitario del famoso film intitolato "Il silenzio degli innocenti", di Johnathan Demme (USA, anno 1991), si vede l'immagine orrifica del volto di una donna con una strana falena sulle labbra (vedere post precedente).
Si tratta dell'acherontia atropos, un particolare tipo di lepidottero che un serial-killer inserisce nel cavo orale delle sue vittime.
In realtà, un confronto di una fotografia del lepidottero (figura 1. a sinistra) e quella dell'insetto usato nella locandina del film (figura 1. a destra) dimostra che non si tratta dello stesso animale .
Sul dorso della farfalla usata nella locandina è stato aggiunto ad arte una specie di teschio (fig. 2), ma, ad una più accurata analisi dello stesso, notiamo che, in realtà, la forma del teschio è realizzata usando il corpo di sette donne nude, in varia posa contorte.
L'immagine è stata presa da una foto (Fig. 3) fatta realizzare dal pittore spagnolo Salvador Dalì (1904-1989), che amava far fotografare o dipingere figure composte di questo genere.
 
 
Fig. 1.





 
 
Fig. 2
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
                  Fig. 3

Nuova identità....La Falena

Sono una falena che vola leggiadra e che nella notte trova il suo complice. Non sono quasi mai veduta ma ciò non significa che io non veda.

Mi ritrovo ogni notte a percorre distanze che un uomo diurno nemmeno si immaginerebbe. Amo la notte, perché nell’oscurità non vedo il buio, ma sento, vedo, tocco e recepisco ogni cosa in modo più profondo. La pace della notte é solo una leggenda: in una notte si possono vivere mille vite… grazie ai miei viaggi sono proiettata in un’altra dimensione e quando arriva il mattino per me si conclude un capitolo che i lettori più sbadati e ignoranti nemmeno immagino si sia mai aperto.

Il mantello scuro della notte é un riparo avvolgente che mi permette di affrontare qualsiasi percorso tortuoso. Nelle stelle vedo fori di veduta e nella luna l’occhio di polifemo che mi’illumina la strada. Il mattino per me é come l’aglio per il vampiro: ne sono allergica perché il frastuono della gente non mi permette di pensare lucidamente. Preferisco la notte, perché la notte é composta da note musicali che pochi eletti possono ascoltare…

Book trailer: Tutto é "rotondo"


Anche la musica di questo trailer sembra voler sottolineare l'originaria natura dell'uomo: tranquillo e pacifico.
L'autore del libro, Lucio Gallo afferma: La ricerca del sapere trova gusto e sapore nelle piccole cose...
Sono parole che mi ripeto in continuazione ma che a volte le "grandi cose" della vita rischiano di rovinare le piccole cose...  anche nei momenti più duri per me il cantico degli uccellini non mi passa inosservato. Anzi nei momenti difficili ricerco aiuto negli elementi natuarli: l'acqua, il vento, un albero e la montagna. Sarebbe bello se la gente si fermasse e finalmente abbracciasse questa filosofia: la ricerca del sapere trova gusto e sapore nelle piccole cose... invece quello che vedo é un grande affanno... troppi appuntamenti, priorità, carriera.... Io mi domando se sono "normale" o se sono gli altri a rincorrere il nulla.

Un messaggio arrivato da chissà dove....

Casualmente oggi mio padre é arrivato a casa regalandomi un libro vecchio...vissuto ma ben tenuto. Così l'ho aperto ed ecco cosa ho trovato:
I capelli la mia essenza
sireneggiano al mare
si chiudono alla pioggia
si sciolgono nel sole
fioriscono coi fiori
rifiutano la moda
in chiave musicale
arpeggiano leggeri
ma ecco il problema esistenziale
forse m i sento sola?
immensamente sola
il mio destino é l'uomo
naturalmente sposo
e poi quello che segue.
preparo la mia chioma.
ti interesso così?
mi vedi anche da lì?
o va meglio così?
o così?
o così?
ti ricorda qualcosa?
sia, é un'offerta amorosa.
perché non sai capire?
vendicarmi forse! E di che?
ormai mi é tutto chiaro
ma di me, che ne faccio?
un fiore. Che m'importa?
ancora e sempre sola.
rigida nel dolore
devo capire
non serve la femminile essenza
ecco. Attuale, adeguata. E senza.

Fonte: Libro "Berenice" - Testi e tavole di Vanna De Angelis (stampato in 1000 esemplari il 15 settembre nel 1965 nell'Officina d'Arte e Grafica A. Lucini e C. di Milano).

Respirare il bosco

Musica chilli out... immagino spiagge esotiche e respiro.
Ultimamente mi sento come se fossi un guru! Cerco di gestire a mio modo le situazioni senza ricercare all'esterno un appiglio.
Ieri sera sono andata a correre nel bosco con il mio cane che mi seguiva senza che io gli avessi chiesto nulla.
Il mio sguardo a volte era fisso in avanti e si limitava a guardare la strada, poi quando stanca di osservare la retta immaginaria davanti a me...volgevo il mio sguardo altrove. Vedevo gli alberi che mi accompagnavano, i rami mi sostenevano come se si sbracciassero e dicessero: vai avanti... non mollare. Le montagne erano volti che mi scrutavano...
Le poche persone che ho incrociato non salutvano, il loro sguardo era attento alla strada: chissà cosa ci fosse di così interessante sul terreno. Ho tentato di salutare una coppia di signore anziane ma quando si sono girate verso di me sembravano più scocciate che altro.
Durante il percorso ho tentato di non pensare e finalmente riuscivo a raggiungere questo "limbo" solo se spingevo le mie forze al limite.
Ogni tanto cercavo il mio cane per accertarmi che non si fosse allontanato. E lui, quieto e tranquillo era proprio dietro di me. Non mi mollava un secondo. A parte un istante, devo essere sincera: c'era un gruppo di cani lupi che erano a riposo con i propri padroni ai piedi di un vigento: a quel punto il mio compagno di viaggio si é fermato e incuriosito dagli abbai si é fermato. Ma poi siamo ripartiti subito per farci accogliere nuovamente dal bosco.
Il percorso che spesso frequento mi piace molto: é come una lezione di yoga non pagata. Anzi meglio: il verde degli alberi e delle montagne é terapaeutico... rilassa.
Il cantico degli uccellini sono sonorità che mi infondono tranquillità. Il percorso sarà lungo all'incirca 10 km...tutto in pianura a parte alcuni tratti: si affianca un piccolo fiumiciattolo che però a volte ti abbandona per poi ritrovarti.
L'obbiettivo é quello di arrivare fino a una piccola chiesetta con una panchina. Una volta che hai fatto a corsa tutto il tragitto quella panchina sembra trasformarsi in un miraggio. Come fosse un trono destinato solo a pochi eletti!
Ieri sera raggiunta la tanto bramata panchina di legno ho fatto degli esercizi intanto che il cane si divertiva a scavare buche e ad odorare tutti i profumi del bosco e della fattoria accanto (sicuramente si trattavano più di odori che di profumi!).
Durante lo stretching ho respirato profondamente senza pensare.
Poi di nuovo in cammino, questa volta da un sentiero che é tracciato sopra al cammino effettuato all'andata.
Quando lo percorro guardo a volte verso destra: dove ad un tiro di schioppo c'é l'Italia. Mi chiedo quanti contrabbandieri potrebbero passare di lì.... nessuno li noterebbe.
Così come nessuno nota una ragazza che corre con il suo cane...perché altrimenti le persone non salutano? Sto cercando di imparare a non preoccuparmene troppo, e se sento una presenza negativa non salutare nemmeno. Solo che mi é difficile. Ma sto imparando.
Ora ritorno nel mondo del lavoro; anche se oggi sono completamente scissa in due: in realtà sono ancora in quel bosco con il mio cane fedele.

L'eleganza del riccio

A volte succede che ci si chiude in se stessi

perché non si sa dove trovare la strada per uscire.

Capita che si preferisce fare un monologo con se stessi

come unica soluzione per non soffrire ancor di più.

Ascoltare parole provenienti da bocche che nemmeno

Immaginano quello che sei possono provocare un

buco al cuore.

Allora in queste occasioni preferisco l’eleganza del riccio:

sorrido ma nascondo amarezza

i miei occhi limpidi

sono in realtà offuscate dalle lacrime.

La mia dinamicità è un travestimento

Della mia stanchezza causata dalla delusione.

La mia disponibilità

è un modo per essere lasciata in pace senza che nessuno si domandi.

E così mi chiudo a riccio

e anche la speranza è solo una visione.

Attendo la notte

Per trovare protezione dai sogni e dall’immaginazione

ma so già

Che ci saranno lacrime a tenermi sveglia.

Sola nella notte e nel giorno é comunque

meglio che essere accompagnata da false presenze.

Oggi sono io!