Trascrivo le impressioni di un momento vissuto ad Axalp il 06.10.2008
Seduta su una panchina rossa mi faccio ospitare da questo paesaggio che mi infonde tranquillità e pace. Mi accoglie questa panchina color rosso fuoco: panchina che sembrano aver clonato e posizionato in ogni angolo della svizzera. Sembrano far parte anch'esse del paesaggio naturale poiché s'incontrano spesso. Ed io in gambe incrociate resto immobile, muovendo solo la mano per scrivere e di volta in volta alzo lo sguardo per gustare lo spettacolo che assaporo a piccole dosi per riuscire ad apprezzarlo al meglio: così come si degusta un dessert che al fine di non finirlo subito si mastica lentamente.
La montagna che mi guarda è imponente ed incornincia i prati e i paesini sottostanti e scorgo alla mia sinistra una fetta di lago dipinto in indaco. La pace che la natura mi regala incondizionatamente è disturbata dal rumore di una gru o di un camion: non riesco a definire con precisione. Riesco a sentire anche dei colpi di martello su delle assi di legno e delle campane di mucche si mischiano a questi suoni. Oa si ü aggiunto un altro suono che s'impone sugli altri: è un aereo ed io da brava impiegata dell'aeroporto dovrei anche riuscire a definire il tipo di aereo ma non lo so con esattezza: un aereo militare sicuramente perché il suono è potente come volesse a tutti costi dimostrare la sua presenza.
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