Cerca nei soffi di pensieri

Vomito di parole

Solo un caffé. Doveva trattarsi di un semplice caffé. Ed invece come solito capitarmi la gente si sfoga raccontandomi tutto senza che io abbia chiesto nulla anzi senza che la persona s'interessi di cosa io stia pensando. è incredibile il flusso di parole che può sgorgare dalla bocca: le parole possono sgorgare dalla bocca come la lingua di una rana che sta per agguantare una mosca: fulminea ed allo stesso tempo mortale per il povero insetto. Tutto questo bla bla non lo sopporto più. Mi sento impotente al cospetto della paura della gente. Si perché in fondo credo si tratti di paura. In fondo tutte le nevrosi che ogni giorno constato penso siano dettate dalla paura: la paura della morte, la paura della solitudine, paura di soffrire, paura e ancora paura. Io di cosa ho paura? Penso di avere paura un giorno di esaurire la mia fantasia: unica fonte che fino ad ora mi ha permesso di vivere. Mondo parallelo a quello reale che mi ha concesso il beneficio di sognare ed io non permetterò alla massa di gente ebbra delle proprie paure di vomitarmi addosso tutto le loro fobie. Ascolto volentieri ma quando ho di fronte persone che riversano in modo compulsivo il proprio male senza rispettare la sensibilità dell'altro: qui non sono d'accordo. Ed io come reagisco? Prima prendendo carta e penna: i miei amici inseparabili ma ora al fine di non perdere tutto quanto ho deciso di sfogarmi con la tastiera al fine di vedere i miei pensieri materializzarsi sullo schermo del pc. Mi sembra di suonare il pianoforte quando scrivo e a dipendenza dell'umore e di ciò che io mi permetto di vomitare sullo schermo la pressione sui tasti s'intensifica o s'indebolisce. Se sono tranquilla e serena e sto narrando una sensazione positiva mi sento Sarah McLachlan mentre suona il proprio pianoforte, musica sublime velata da un pizzico di malinconia che mai stona nella vita. Posso essere qualsiasi musicista, mi sento un compositore di melodie dell'esistenza. Al posto della tastiera del pc immagino di avere un pianoforte.Non ho pubblico che mi ascolta: sono solan nella mia stanza e non ci sono orecchie che desiderano assporare lo spettacolo. Ad ogni modo preferisco un passante che interessato si ferma ed ascolta attentamente piuttosto che un pubblico snob intenzionato solo a dimostrare di esserci senza la volontà dell'ascolto. E quindi io in qualità di musicista delle parole sono fiero di starmene da solo a musicare la mia esistenza in attesa di un qualsiasi passante che voglia veramente ascoltare senza alcuna pretesa e giudizio. Solo per il piacere. Ed io qui concludo il mio concerto. Non desidero applausi preferirei una stretta di mano.

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