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Racconto breve: Maledizione

- Maledizione ci sono alle costole! Schiaccia sull’acceleratore, sbrigati…vai più veloce che puoi…ci stanno raggiungendo-.
- Bene gli abbiamo seminati-.
- Accidenti! Un posto di blocco: non ce la faremo mai. Siamo fregati: è la fine-.
- Sbrigati, nascondi la pistola e tienila a portata di mano-.

- Buonasera, scendere dalla macchina prego e favorisca patente e libretto.

Un colpo, due, tre colpi e ancora, di nuovo.
Il silenzio notturno è interrotto dal frastuono assordante di quei ripetuti colpi di pistola.

- Porco mondo; ma sei impazzito? Qualcuno può aver udito-.
- Iniziava a mettermi pressione ed ho preferito fare un lavoretto veloce anche perché domani dovrò essere al lavoro alle 8.00 -.
- Questa è l’ultima volta che prendo la roba con te-.

- Buongiorno Avv. Rossi, la vedo un po’ affaticato-.
- Sa mi sto dividendo tra il lavoro e la famiglia e poi tra poco è il compleanno della piccola e siamo tutti in grande fermento... ma ora basta chiacchiere, al lavoro.
Vado nel mio studio e non voglio essere disturbato per nessuna ragione-.
- Va bene, guardi che le ho lasciato il giornale di oggi sulla sua scrivania-.

- Eccoti polverina magica regalami un po’ della tua essenza-.

Lo sguardo cade sulla prima pagina del quotidiano ed è appesantita da avvenimenti orrendi ma frequenti: stupri, pedofilia, guerre, droga, alcool, omicidi tutto ciò condito con sangue innocente.
- Questo mondo è allo sfascio-.

- Avvocato vi sono dei poliziotti che desiderano parlare con lei-.
- Mi hanno trovato ma come hanno fatto?-

Seduto alla scrivania con lo sguardo fisso avanti il tempo, sembra cristallizzarsi.
Le braccia poggiate sullo scrittoio paiono voler imprigionare il giornale ambasciatore delle macabre notizie del mondo.
Quella posizione statica si contrappone al frenetico apparire e scomparire d’immagini che si muovono d’innanzi ai suoi occhi.
Un movimento del braccio lento ma deciso apre con disinvoltura l’armadietto riposto sotto il tavolo per scoprire un’arma da fuoco.
Un colpo secco.
La testa che si abbandona pesantemente sulla scrivania.
Il sangue si mischia ai caratteri neri del giornale che viene man mano assorbito dalla carta così sottile ma al tempo stesso così resistente da poter sopportare il male del mondo.

Si apre la porta.
Bocche aperte e occhi sgranati.
Stupore.
Domande.
Notizia.
Bla bla bla…

- In fondo è finita bene: si è fatto fuori eliminando un pericolo per la società.
Questi ricchi che credono di avere il mondo al loro servizio e che vanno in giro ad ammazzare e drogarsi invece di pensare alla famiglia,…
- Ciò che mi stupisce è che sembrava una persona per bene-.

I rintocchi della Chiesa spezzano quelle opinioni sputate nel vento senza ritegno.
- Scusa starei a parlare oltre ma inizia messa-.

- Fratelli e sorelle
Preghiamo-.
- “Però quel bastardo…sono felice che si sia ucciso, la gente tossica e omicida mi disgusta, anzi avrei preferito ammazzarlo con le mie mani”-.

- È già l’ora della comunione: non mi sono neanche lavato le mani-.

Il corpo di Cristo.
Amen.

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