09.07.2004 ore 02:10 am (notte insonne)
Una sera come tante.
Il vento che timidamente si lamenta accarezzando lievemente le foglie.
L'aria frizzante é invitante ma nessuno percepisce il suo richiamo perché ognuno
é rinchiuso nella propria dimora, nel proprio letto
a dormire
a sognare mondi paralleli ai nostri.
Forse nessuno accetta l'invito perché troppo occupato nelle proprie faccende, ma che dico..
a quest'ora di notte quali faccende possono esistere?
La notte come il giorno nasconde segreti, ...
chissà un uomo insonne indaffaratto nella propria lettura è sordo al richiamo notturno
una donna si sta occupando del bimbo che non vuole dormire, un bimbo che si è destato a causa di un brutto sogno...
Magari uno scrittore fallito è sveglio a imprimere tutto ciò che gli passa per la mente...
la notte si sa porta consigli, forse lo scrittore non è sordo.
La sua penna scivola come un pattinatore danza sul suolo ghiacciato e ben levigato,
come un vagabondo viaggia imperterrito in ogni angolo del mondo senza sosta,
la sua penna non trova pace,
non trova tregua.
Neppure il punto lo può fermare, la virgola le permette
solo una piccola
pausa ma
poi passeggeri, ..lettere a rapporto! Tutti in carrozza si parte di nuovo!
è questo quello che fa lo scrittore fallito,
accompagna la penna impazzita nel suo viaggio infinito: non ha scopo,
non ha meta,
non ha traguardo, solo
vive il momento lasciando dopo ogni suo passaggio una traccia indelebile.
Lo scrittore non è solo,
egli impugna come se fosse il suo grande tesoro la propria penna: strumento di
creazione e talvolta distruzione.
E lei lo sa, la penna:
si lascia coccolare e come una colomba bianca spiega le ali e
vola lontano eni pensieri di quell'uomo che con tanta passione custodisce
la penna.
Di nuovo il lamento del vento...forse non si sta lamentando, sta giocando a correre
tra le fronde e per dispetto le foglie annunciano il suo passaggio.
Questo lo scrittore lo intuisce, a lui non sfugge nulla.
La sua penna impazzita scorre seguendo diligentemente i binari quadrettati dei fogli.
Ogni pensiero é impachettato nei quadretti come fossero prigiornieri stessi del foglio.
Ma chi ha diritto di schiavizzare i pensieri?
No signori,
non c'è prigione per il pensiero, un foglio non é una ragnatela...
non posso credere che il pensiero venga mummificato e lasciato appassire nella tela
perfetta e ben tessa da un enorme ragno.
Se quella penna appartiene ad un uomo libero non c'é ragno al mondo che possa trarre in inganno i suoi pensieri.
Di nuovo le foglie che avvertono la presenza mansueta!
Forse non é una notte qualunque.
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